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di Giancarlo Nicoli

 

Mappamondo Moderno. Image: Idea go / FreeDigitalPhotos.net

Mappamondo Moderno. Image: Idea go / FreeDigitalPhotos.net

Credito fotografia: Mappamondo Moderno. Image: Idea go / FreeDigitalPhotos.net.

Viviamo in un’Italia in cui dire la verità è pericoloso.Il regime, ovviamente, come tutti possono vedere ogni giorno, usa un meccanismo ampiamente collaudato e sempre ben oliato. Diffamano, dileggiano, distruggono impunemente la dignità sociale di chi gli si mette di traverso.

Ma quel singolo cittadino, che non appartenga a consorterie consolidate, un cane sciolto qualsiasi, che osasse pubblicamente dare del ladro a un ladro, sarebbe immediatamente da quest’ultimo denunciato, intimidito, minacciato. Perché non si può dare del ladro a un ladro, a un furfante matricolato, a uno che mai e poi mai ospitereste a casa vostra, se non c’è una sentenza definitiva di terzo grado: e talvolta neppure quella è sufficiente per dare del ladro a un ladro.

Ma quel vecchio – e lascio a voi la scelta dell’aggettivo d’accompagnamento – settantenne, che si porta a letto ragazze minorenni, come lo giudichereste? In Italia una persona così viene premiata, cercata, omaggiata. Mamme gli offrono le figlie perché gli si prostituiscano.

Con un’Italia così, cari lettori, dove vogliamo andare?

di Giancarlo Nicoli

Questo è una sorta di controcanto al post di Mercato Libero, “Il dopo attacco a Berlusconi…“.

In uno dei punti dolenti sollevati da quel blog, si parla della privatizzazione dell’acqua.

Il problema della recente legge, che privatizza l’acqua in Italia, è che è una legge all’italiana. In altre parole, la privatizzazione dell’acqua, in sé, è un fatto positivo. In Gran Bretagna l’acqua è privatizzata da parecchio tempo, e i risultati sono positivi: la rete idrica perde meno; ci sono meno sprechi; i dipendenti sono diminuiti; la produttività di chi è rimasto è aumentata; il costo del servizio aumenta meno dell’inflazione; le aziende private sono in utile.

In Italia l’acqua costa poco perché a pagare il conto sono i comuni. Si tratta in pratica di un servizio sussidiato. Per questa ragione la privatizzazione – in quanto tale – è positiva. Si toglie dalle mani dello Stato una cosa che lo Stato non sa fare, e la si dà in mano ai privati. Il problema italiano è che siamo… in Italia! Le ditte private sono ex municipalizzate in cui il controllo politico e partitico è ancora molto forte: le nomine sono partitiche; gli appalti sono opachi, ecc.

L’analisi dei problemi italiani più pressanti è invece lucida e chiara. Riporto dal blog (il testo tutto maiuscolo è il loro):

– MA SOPRATUTTO LA MANCANZA DI VALORI DA PARTE DELLA CLASSE POLITICA
– IL TOTALE DISTACCAMENTO FRA POLITICI E CITTADINI,
– LA RIDUZIONE DEI SERVIZI ALLA SANITA’
– LA RIDUZIONE DELL’EDUCAZIONE SCOLASTICA
– LO SCIPPO DEL TFR
– LE PENSIONI VIA VIA RIDOTTE AL LUMICINO
– L’ARROGANZA DI CERTI POLITICI
– L’APPIATTIMENTO DELL’INFORMAZIONE NEI TELEGIORNALI E NEI GIORNALI (ORAMAI ALLA MERCE’ DELLA CLASSE DIRIGENTE)

Dove vedo problemi è nei seguenti due passi:

Oggi noi di Mercato Libero spingiamo per l’unione di persone che si riconosce nei valori del rispetto, della crescita personale e spirituale, della ecosostenibilità, dell’economia etica, del benessere e qualità della vita, delle relazioni consapevoli e cooperative.
Una NUOVA CULTURA che da un lato promuove valori atti a orientare in direzioni più sane, pacifiche ed ecosostenibili i rapporti con se stessi, con gli altri e con il Pianeta e dall’altro prende le distanze da vecchi valori che hanno non poche responsabilità rispetto ai dissesti ambientali e ai gravi problemi socioeconomici della nostra epoca;
Tra essi: il materialismo, la tecnocrazia, lo sviluppo economico illimitato, lo sfruttamento indiscriminato della natura, l’individualismo egoistico, la logica del profitto a breve termine senza curarsi delle conseguenze a lungo termine.

L’Associazione che si sta per costituire avrà, fra i vai compiti, quello di aiutare le persone in difficoltà (ma solo se aderenti al gruppo). Infatti le scarse risorse permetteranno l’aiuto mirato verso i membri del gruppo, che verrà deciso dal comitato dell’associazione.

Vedo due grossi problemi. Nel primo passo si parla di crescita personale e spirituale e di economia etica. Il secondo passo parla di aiutare le persone in difficoltà aderenti al gruppo. Quello che vedo è la formazione di un altro gruppo di potere, che si andrà ad aggiungere agli altri gruppi esistenti ma che – essendo più debole – o soccomberà o si adatterà a convivere con l’esistente senza incidere. L’altro rischio che vedo è la nascita di un gruppo con caratteristiche para-religiose. Se mi posso permettere, una variante non cattolica di Comunione e Liberazione, scherzosamente ribattezzata “Comunione e Fatturazione” dal sito Dagospia.

Se “Mercato Libero” diventerà un partito, necessariamente perderà le caratteristiche di libertà e indipendenza che ha ora. Secondo me, ovviamente.

di Giancarlo Nicoli

Secondo voi è un caso che si sia scelto il test sulle urine?

(Adnkronos Salute/Ign) – E’ boom di richieste per i test antidroga da parte dei parlamentari che partiranno da lunedi’ prossimo a cura del dipartimento Politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri. Lo ha rivelato il sottosegretario alla Presidenza Carlo Giovanardi, a margine della presentazione a Roma del rapporto europeo sugli stupefacenti. ”Da quanto ho sentito dai colleghi penso che saranno molti – ha spiegato – i senatori e i deputati che approfitteranno di questa opportunita’ che viene data dal dipartimento”.

Per Giovanardi la massiccia adesione e’ importante anche perche’ in Parlamento ”c’e’ un problema non piccolo. E’ infatti al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica anche con una serie di illazioni verso le quali i parlamentari fanno benissimo a garantire e rivendicare la loro onorabilita’. Il Parlamento non e’ una fumeria d’oppio”.

I parlamentari potranno sottoporsi a un test delle urine per rilevare eventuale consumo di “cocaina, cannabis, anfetamina, eroina”, spiega Giovanni Serpelloni, direttore del dipartimento Politiche antidroga della presidenza del Consiglio. I laboratori utilizzati saranno segreti, anche per evitare fughe di notizie, mentre “gli ambulatori saranno quelli della presidenza del Consiglio – spiega Serpelloni – dove i parlamentari possono accedere in totale privacy e anonimato”. Tutti gli esami, infatti, non saranno collegabili a un nome ma a un codice. Lo stesso parlamentare potra’ ritirare il risultato utilizzando il suo codice pin.

(Notizia ripresa da Dagospia)

Notare bene che, per risultare “puliti” al test antidroga condotto sulle urine, è sufficiente astenersi dall’usare stupefacenti per due giorni.

Il test, che sarebbe da fare, è quello sui capelli. In tal modo si può risalire a un eventuale consumo di droga anche fino a qualche mese prima del test.

Secondo voi è un caso che si sia scelto il test sulle urine?

di Giancarlo Nicoli

La notizia è dell’Adnkronos:

“Non vado via per sfuggire alle tasse”

Grillo prende casa a Lugano per rischio oscuramento blog

Il comico all’ADNKRONOS: “Ogni mese c’è qualche ‘leggina’ che riduce le libertà”. E spiega di “aver già “trasferito i master del suo diario on line”. Giulietti (Art.21): “Spero che nessuno metta le mani sulla rete”Merlo (Pd): “Spieghi le motivazioni”. Lainati (Pdl): “E’ ricco e può permettersi un rifugio in Svizzera” Gasparri (Pdl) parla di “propaganda orchestrata a tavolino”

ultimo aggiornamento: 01 dicembre, ore 13:46
Lugano, 1 dic.- (Adnkronos) – Beppe Grillo sceglie casa in Ticino. Secondo quanto scrive il domenicale ‘Il Caffè’ e riporta il portale della svizzera italiana ‘tio.ch’, il comico avrebbe deciso di andare a vivere a Lugano. Grillo ha preso casa in un appartamento, che potrebbe essere adibito a ufficio nella zona di Lugano-Paradiso. L’abitazione con vista sul golfo non è lontana da quella di Mina con cui il comico in passato ha inciso un brano dal titolo ‘Dottore’.

Grillo ha confermato l’indiscrezione all’ADNKRONOS. “Sì, ho comprato un appartamento nel quartiere Lugano-Paradiso perché se mi oscurano il blog sono pronto a ripartire il giorno stesso con Beppegrillo.ch o Beppegrillo.eu. Sono un po’ preoccupato perché ogni mese c’è qualche leggina, qualche decretino che riduce le libertà e che viene annunciato sempre per il bene della rete…”. Il comico spiega di “aver già trasferito anche i master del blog”.

Raggiunto a Napoli, dove si trova in tournee, Grillo confessa: “Speravo che la notizia non si diffondesse”. Non vuole che venga interpretata come una scelta ” codarda”. “Non è una fuga dalle tasse, per intenderci. L’eventuale trasferimento- assicura Grillo- riguarderebbe solo il blog, non me”. “E’ una mossa per tutelarmi -ribadisce Grillo-. Se mi dovessero impedire di continuare a scrivere quello che voglio, lo trasferirei. Mi sto attrezzando per andare avanti. Tutto qui”, conclude il comico, che dopo Napoli porterà il suo spettacolo in giro per l’Italia fino a marzo.

Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che l’Italia è un regime fintamente democratico, in cui la libertà di stampa non c’è.

I politici vogliono chiudere i blog, tutti i blog, non solo quello di Beppe Grillo. Mi fa ridere quel politico che dice che Grillo è ricco e può permettersi di andare in Svizzera. Il politico pronuncia quella frase per essere sprezzante, invece rivela la verità! La libertà di stampa dovrebbe essere assicurata, in Italia, per tutti, non solo per chi si può permettere di fuggire dal nostro Stato.

di Giancarlo Nicoli

Gli italiani dimenticano tutto, accettano tutto.

Clemente Mastella, ve lo ricordate? Il Ministro della Giustizia del governo Prodi, che tolse la fiducia al governo e lo fece cadere.

Colui che disse di avere ricevuto promessa da Silvio Berlusconi di essere candidato insieme al centrodestra (poi fu deluso).

L’impresentabile, quello che se fosse stato candidato [Leggi tutto…]

di Giancarlo Nicoli

Dal blog di Beppe Grillo (il grassetto è mio)…

Sono più di tre anni che batto i polpastrelli sulla tastiera di un pc. Ho scritto migliaia di post. Ricevuto due milioni di commenti. Pubblicato libri di denuncia. Ho fatto insieme a voi cento battaglie: dalla riapertura della birreria Pedavena, alla cacciata del Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, dall’omicidio di Federico Aldrovandi all’aiuto di una mamma senza lavoro con una bimba disabile. [Leggi tutto…]

di Giancarlo Nicoli

Cosa non si fa per attaccare Beppe Grillo!

La notizia è riportata da Dagospia, ieri:

A cura di Mauro Anselmo per “Panorama” in edicola domani

1 – FINI, STOCCATE A GRILLO E MORETTI…
Fu Indro Montanelli a scrivere la prefazione al volume “Il conformista” di Massimo Fini pubblicato nel 1990 dalla Mondadori e ora ristampato dalla Marsilio. Un volume con gli articoli scritti da Fini negli anni dal 1979 al 1990, in una riflessione graffiante, [Leggi tutto…]

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