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di Giancarlo Nicoli

Tutti gli estratti relativi al libro La casta bianca, pubblicati su Scoprire, sono qui. N.B.: Scoprire è un blog, quindi i post sono elencati in ordine cronologico inverso.

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Un lavoro scientifico di grande rilievo internazionale, comparso anni fa su riviste di massimo prestigio, ha riconosciuto la TAC del torace come strumento ottimale per identificare precocemente un cancro del polmone. Risultato entusiasmante per tutti i ffumatori: si ponevano le basi scientifiche per continuare tranquillamente a fumare. Basta fare una TAC ogni sei mesi e andare sotto i ferri del chirurgo per rimuovere il cancro, qualora sfiga volesse che tra un controllo e l’altro venisse fuori. Oggi sappiamo due cose: la prima è che quella ricerca è stata pagata con 3,5 milioni di dollari da una fondazione statunitense i cui soldi vengono esclusivamente da uno dei maggiori produttori di sigarette. La seconda è che, quando si vanno a contare i morti dopo dieci anni, non ci sono differenze tra chi ha fatto le TAC e chi non le ha fatte, per cui quel sistema di prevenzione secondaria non salva proprio nessuno. MA costa moltissimo allo Stato, che paga radiologi e radiologie. Per i più prudenti, sappiate che essere sottoposti a una TAC del torace significa afftontare un rischio di cancro pari al fumo di quattrocentocinquanta sigarette, che si aggiunge ogni volta che ripetete la TAC.

Cornaglia Ferraris, Paolo, La casta bianca. Viaggio nei mali della sanità, collana Ingrandimenti, I edizione, Milano, Mondadori, ottobre 2008, 233 p., p. 28.

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di Giancarlo Nicoli

Questo post è il seguito ideale di Introduzione alle recensioni di “Scoprire.biz”.

L’importante per chi legge è capire un po’ di più di quanto ha capito il tassista che mi ha portato a Milano presso la sede di una TV. Mi ha detto: “A me di chi ruba non m’interessa, tanto sono tutti così. M’importa solo di non aspettare mesi per fare un esame e che mi guariscano in fretta”.

Invece sarebbe bene che s’interessasse al fatto che, se fa un esame costoso per lo Stato, ma inutile per lui, succedono due cose: i soldi non bastano per tutti, per cui prima o poi anche lui dovrà pagare un’assicurazione privata e un ticket. Inoltre, ad alcuni milanesi è capitato che sia stato proposto non solo un esame inutile, ma anche un intervento chirurgico pericoloso, che  serviva solo a fare cassa. Al cinico tassista, infatti, capiterà prima o poi di avere un dolorino al torace e di spaventarsi, magari anche molto. In quel momento potrebbe rendersi conto che le cardiochirurgie in Lombardia sono in numero pari a quelle dell’intera Francia e che esiste un interesse oggettivo per sottoporre a by-pass coronarico tutti i casi con un minimo di alterazione, anche quando quella alterazione non farebbe male a nessuno se non dopo anni, e forse può essere trattata con 50 mg di acido acetilsalicilico (mezza Aspirinetta), del costo di un paio di centesimi.

Cornaglia Ferraris Paolo, La casta bianca / Viaggio nei mali della sanità, 2008, 233 p., rilegato, Mondadori (collana Ingrandimenti), I edizione ottobre 2008, ISBN 978-88-04-58426-1, p. 21.

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