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di Giancarlo Nicoli

Tutti gli estratti relativi al libro La casta bianca, pubblicati su Scoprire, sono qui. N.B.: Scoprire è un blog, quindi i post sono elencati in ordine cronologico inverso.

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Questo libro va valutato su due parametri: il valore letterario e quello (complessivo) dell’impegno civile e dell’utilità pratica per il lettore-cittadino.

Siamo di fronte a un libro scritto da una persona il cui mestiere non è quello dello scrittore, e si vede (mi dispiace dirlo). Da una persona che ha già scritto parecchi libri (è il terzo libro di Cornaglia Ferraris che leggo, ma lui ne ha scritti altri ancora) ma che in questo lavoro non organizza i contenuti né per priorità né per gruppi omogenei di argomenti. In altre parole, ogni capitolo è come un saggio a sé, indipendente, messo prima o dopo un altro saggio in modo quasi casuale.

Molto diversa è la valutazione dell’impegno civile e dell’utilità pratica: siamo di fronte a un’opera documentata, seria, utile.

Questo è un testo che tutti quanti dovrebbero leggere, non solo gli addetti ai lavori. Tutti quanti, nella nostra veste di cittadini contribuenti, siamo toccati dallo spreco di risorse nella sanità pubblica; e tutti quanti, cittadini che sono o che per forza di cose prima o poi saranno ammalati, siamo toccati dalle inefficienze, dal nepotismo, dalle truffe che ogni giorno vengono compiute letteralmente sui nostri corpi.

Il cittadino-contribuente informato è un cittadino che può (deve! – Va beh, dovrebbe) interessarsi alla politica in generale e alla politica sanitaria in particolare.

Il cittadino-paziente ha quanto meno la necessità di informarsi sul funzionamento della “macchina” sanitaria: in fin dei conti, è una questione di vita o di morte!

La parola-chiave, come spesso succede in libri di questo genere, è “informazione”. Per quanto la totalità (o quasi) delle vicende di mala sanità documentate nel libro siano state pubblicate sui giornali, in realtà il livello di attenzione dei mezzi di comunicazione in merito a tali vicende è piuttosto basso. Si dà la notizia, poi ci si volta dall’altra parte. Campagne di stampa destinate a lasciare il segno, cioè a far sentire il fiato dell’autorità pubblica sul collo dei corrotti, con gli scopi di espellere dalla sanità (pubblica e privata, per sempre!) tali individui e di scoraggiare comportamenti illeciti, queste campagne di stampa, dicevo, non ci sono.

Paolo Cornaglia Ferraris fa nomi e cognomi, cita circostanze, indica i modi attraverso cui vengono compiute le truffe e suggerisce rimedi. Nella fase storica che stiamo attraversando – tutto è permesso, tutto è concesso, il metodo mafioso è vincente nel crimine come nella politica – va sfruttata senza dubbio la possibilità di leggere un libro coraggioso come La casta bianca.

Cornaglia Ferraris, Paolo, La casta bianca. Viaggio nei mali della sanità, collana Ingrandimenti, I edizione, Milano, Mondadori, ottobre 2008, 233 p.

di Giancarlo Nicoli

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Aspettative che i più nutrono nei confronti della medicina, come se questa scienza, largamente empirica, potesse dare risposta a ogni problema. Aspettative indotte da un sentire comune, per cui si deve essere belli, in forma, efficienti e felici; ma anche da un esercizio onnipotente e arrogante della medicina, totalmente autoreferenziale. Sarebbe opportuno dire alla gente che:

  • la morte è inevitabile;
  • la maggior parte delle malattie gravi non può essere curata;
  • gli antibiotici non servono per curare l’influenza;
  • le protesi artificiali ogni tanto si rompono;
  • gli ospedali sono luoghi pericolosi;
  • ogni medicamento ha anche degli effetti secondari;
  • la maggior parte degli interventi medici dà solo benefici marginali e molti non funzionano affatto;
  • gli screening producono anche risultati falsi negativi e falsi positivi;
  • esistono modi migliori di spendere i soldi che acquistare tecnologia medico-sanitaria.

Cornaglia Ferraris, Paolo, La casta bianca. Viaggio nei mali della sanità, collana Ingrandimenti, I edizione, Milano, Mondadori, ottobre 2008, 233 p., p. 200-201.

di Giancarlo Nicoli

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A Bari il padre professore ha messo a contratto la figlia senza concorso nella Facoltà di cui è preside; il vecchio professore di Medicina ha presieduto la commissione d’esame che ha promosso il cognato di suo figlio; ben otto professori universitari che insegnano a Economia hanno lo stesso cognome, non per omonimia. A Medicina il padre, eletto preside, ha lasciato al figlio la direzione della scuola di specializzazione. Aveva vinto la selezione come unico candidato.

Ai concorsi partecipano tanti candidati quanti sono i posti in gara; chi non deve vincere viene scoraggiato. Secondo le indagini della Guardia di Finanza lo scoraggiamento è il risultato dell’attività di una cupola formata da cardiologi di chiara fama, baroni che pilotano carriere di professori e aspiranti tali.

Le indagini dei finanzieri hanno accertato molti atti illeciti.

Chi prepara il concorso del figlio, sentito con le intercettazioni che ora saranno proibite, si impegna a costruire una commissione favorevole, poi comunica al figlio il tema dell’esame, infine gli procura il testo dell’esame già svolto. Secondo gli atti di quell’inchiesta, a un candidato che non accettava di ritirarsi venne inviato questo SMS: “Il professore ha fatto avere il tuo indirizzo a due mafiosi per farti dare una sonora bastonata”.

Cornaglia Ferraris, Paolo, La casta bianca. Viaggio nei mali della sanità, collana Ingrandimenti, I edizione, Milano, Mondadori, ottobre 2008, 233 p., p. 121.

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