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di Giancarlo Nicoli

La casta bianca/9 – La recensione del libro

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Tutti gli estratti relativi al libro La casta bianca, pubblicati su Scoprire, sono qui. N.B.: Scoprire è un blog, quindi i post sono elencati in ordine cronologico inverso.

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Questo libro va valutato su due parametri: il valore letterario e quello (complessivo) dell’impegno civile e dell’utilità pratica per il lettore-cittadino.

Siamo di fronte a un libro scritto da una persona il cui mestiere non è quello dello scrittore, e si vede (mi dispiace dirlo). Da una persona che ha già scritto parecchi libri (è il terzo libro di Cornaglia Ferraris che leggo, ma lui ne ha scritti altri ancora) ma che in questo lavoro non organizza i contenuti né per priorità né per gruppi omogenei di argomenti. In altre parole, ogni capitolo è come un saggio a sé, indipendente, messo prima o dopo un altro saggio in modo quasi casuale.

Molto diversa è la valutazione dell’impegno civile e dell’utilità pratica: siamo di fronte a un’opera documentata, seria, utile.

Questo è un testo che tutti quanti dovrebbero leggere, non solo gli addetti ai lavori. Tutti quanti, nella nostra veste di cittadini contribuenti, siamo toccati dallo spreco di risorse nella sanità pubblica; e tutti quanti, cittadini che sono o che per forza di cose prima o poi saranno ammalati, siamo toccati dalle inefficienze, dal nepotismo, dalle truffe che ogni giorno vengono compiute letteralmente sui nostri corpi.

Il cittadino-contribuente informato è un cittadino che può (deve! – Va beh, dovrebbe) interessarsi alla politica in generale e alla politica sanitaria in particolare.

Il cittadino-paziente ha quanto meno la necessità di informarsi sul funzionamento della “macchina” sanitaria: in fin dei conti, è una questione di vita o di morte!

La parola-chiave, come spesso succede in libri di questo genere, è “informazione”. Per quanto la totalità (o quasi) delle vicende di mala sanità documentate nel libro siano state pubblicate sui giornali, in realtà il livello di attenzione dei mezzi di comunicazione in merito a tali vicende è piuttosto basso. Si dà la notizia, poi ci si volta dall’altra parte. Campagne di stampa destinate a lasciare il segno, cioè a far sentire il fiato dell’autorità pubblica sul collo dei corrotti, con gli scopi di espellere dalla sanità (pubblica e privata, per sempre!) tali individui e di scoraggiare comportamenti illeciti, queste campagne di stampa, dicevo, non ci sono.

Paolo Cornaglia Ferraris fa nomi e cognomi, cita circostanze, indica i modi attraverso cui vengono compiute le truffe e suggerisce rimedi. Nella fase storica che stiamo attraversando – tutto è permesso, tutto è concesso, il metodo mafioso è vincente nel crimine come nella politica – va sfruttata senza dubbio la possibilità di leggere un libro coraggioso come La casta bianca.

Cornaglia Ferraris, Paolo, La casta bianca. Viaggio nei mali della sanità, collana Ingrandimenti, I edizione, Milano, Mondadori, ottobre 2008, 233 p.

di Giancarlo Nicoli

La casta bianca/8 – La morte è inevitabile

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Aspettative che i più nutrono nei confronti della medicina, come se questa scienza, largamente empirica, potesse dare risposta a ogni problema. Aspettative indotte da un sentire comune, per cui si deve essere belli, in forma, efficienti e felici; ma anche da un esercizio onnipotente e arrogante della medicina, totalmente autoreferenziale. Sarebbe opportuno dire alla gente che:

  • la morte è inevitabile;
  • la maggior parte delle malattie gravi non può essere curata;
  • gli antibiotici non servono per curare l’influenza;
  • le protesi artificiali ogni tanto si rompono;
  • gli ospedali sono luoghi pericolosi;
  • ogni medicamento ha anche degli effetti secondari;
  • la maggior parte degli interventi medici dà solo benefici marginali e molti non funzionano affatto;
  • gli screening producono anche risultati falsi negativi e falsi positivi;
  • esistono modi migliori di spendere i soldi che acquistare tecnologia medico-sanitaria.

Cornaglia Ferraris, Paolo, La casta bianca. Viaggio nei mali della sanità, collana Ingrandimenti, I edizione, Milano, Mondadori, ottobre 2008, 233 p., p. 200-201.

di Giancarlo Nicoli

La casta bianca/7 – Una sonora bastonata

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A Bari il padre professore ha messo a contratto la figlia senza concorso nella Facoltà di cui è preside; il vecchio professore di Medicina ha presieduto la commissione d’esame che ha promosso il cognato di suo figlio; ben otto professori universitari che insegnano a Economia hanno lo stesso cognome, non per omonimia. A Medicina il padre, eletto preside, ha lasciato al figlio la direzione della scuola di specializzazione. Aveva vinto la selezione come unico candidato.

Ai concorsi partecipano tanti candidati quanti sono i posti in gara; chi non deve vincere viene scoraggiato. Secondo le indagini della Guardia di Finanza lo scoraggiamento è il risultato dell’attività di una cupola formata da cardiologi di chiara fama, baroni che pilotano carriere di professori e aspiranti tali.

Le indagini dei finanzieri hanno accertato molti atti illeciti.

Chi prepara il concorso del figlio, sentito con le intercettazioni che ora saranno proibite, si impegna a costruire una commissione favorevole, poi comunica al figlio il tema dell’esame, infine gli procura il testo dell’esame già svolto. Secondo gli atti di quell’inchiesta, a un candidato che non accettava di ritirarsi venne inviato questo SMS: “Il professore ha fatto avere il tuo indirizzo a due mafiosi per farti dare una sonora bastonata”.

Cornaglia Ferraris, Paolo, La casta bianca. Viaggio nei mali della sanità, collana Ingrandimenti, I edizione, Milano, Mondadori, ottobre 2008, 233 p., p. 121.

di Giancarlo Nicoli

La casta bianca/6 – Prescrivere un latte ad alto costo per pagarsi il Carnevale a Rio

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Se il medico ha un interesse personale, professionale o finanziario che interferisce con l’interesse del paziente, fa cattiva medicina. Un primario di Neonatologia del Lazio, per esempio, aveva forte interesse a festeggiare il Carnevale di Rio de JAneiro insieme alla propria consorte. Ma il costo del biglietto aereo, vitto e alloggio nel quattro stelle prescelto era impegnativo. Così ha prescritto a utti i neonati che uscivano dall’ospedale pubblico dove dirigeva la Neonatologia un latte ad alto costo, scoraggiando l’allattamento al seno. Ha danneggiato i neonati, imposto costi inutili alle famiglie, ma è andato gratis con la moglie al Carnevale di Rio. Albergo e aereo pagati dall’industria produttrice. Quale? C’è solo l’imbarazzo della scelta, dal momento che se una avesse rifiutato la richiesta, le sue vendite nella zona sarebbero crollate. Lo ha detto quel primario, ad alta voce, tra colleghi plaudenti: “Ma io gliele ho cantate chiare a quello lì. Quest’anno a Rio ci vado io con mia moglie, se no lei non vende più nemmeno un barattolo di latte nel mio ospedale!”.

Così meglio mettersi d’accordo. Chi nasce a gennaio sarà allattato col latte X, a febbraio col latte Y, a marzo col latte Z e così via, secondo il calendario concordato tra venditori e medici della Neonatologia. Tutti contenti, compresa la ASL, alla quale le industrie riconoscono un “contributo per spese di formazione e aggiornamento dei medici”. Non solo a Rio de Janeiro, ovviamente, ma anche in altri posti deliziosi come Moena, Madonna di Campiglio e Cortina in inverno, Grecia, Cipro, Cala di Volpe e Ibiza d’estate.

Concludo il post con una considerazione. Esiste sul mercato italiano da ormai da circa tre anni il Neolatte, un latte artificiale prodotto in Germania e messo in commercio da Unifarm, un’azienda i cui soci sono alcune centinaia di farmacisti. Tale latte è disponibile in tutte le farmacie a un prezzo competitivo. E’ da notare il fatto che l’arrivo di Neolatte ha portato a un abbassamento di prezzo dei latti concorrenti. Prego i genitori che hanno avuto un figlio da poco, in particolare le mamme, a riflettere sul fatto che la formulazione dei latti per l’infanzia è imposta – uguale per tutti – dalla legge italiana. Quindi non è vero che se un latte costa più di un altro è perché è migliore. Inoltre, poiché tutti i latti sono uguali, essi dovrebbero avere prezzi simili fra loro. Non è così, e il dottor Cornaglia Ferraris ci ha spiegato il perché.

I collegamenti sono stati verificati il giorno della pubblicazione del post.

Cornaglia Ferraris, Paolo, La casta bianca. Viaggio nei mali della sanità, collana Ingrandimenti, I edizione, Milano, Mondadori, ottobre 2008, 233 p., p. 43-44.

di Giancarlo Nicoli

La casta bianca/5 – Si costruiscono bugie per indurre al consumo di farmaci chi non ne ha bisogno

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Eppure la natura del rapporto tra medici e case farmaceutiche e le ripercussioni su decisioni cliniche, costo e qualità delle cure sono aspetti fondamentali di spesa e organizzazione della sanità pubblica. Proviamo a capire.

Non si tratta solo di cene, gadget, viaggi turistici e congressi tropicali. E’ molto più grave. Si costruiscono bugie per:

  • indurre al consumo di farmaci chi non ne ha bisogno;
  • occultare dati;
  • “abbellire” studi sponsorizzati che risultano positivi, cancellando aspetti negativi o pericolosi;
  • immettere in commercio farmaci “fotocopia”;
  • prolungare illegalmente la vita del brevetto;
  • eliminare concorrenti col sistema del pay off (si paga chi produce generici perché stia fuori dal mercato).

Sono solo alcuni degli aspetti da capire e vi ci vorrà pazienza, ma se arriverete in fondo al capitolo vi renderete conto di quanto sia importante l’industria del farmaco se fa bene il proprio mestiere, e di quanto pericolosa possa invece diventare quando adotta un’etica più vicina a quella mafiosa che a quella professionale.

Cornaglia Ferraris, Paolo, La casta bianca. Viaggio nei mali della sanità, collana Ingrandimenti, I edizione, Milano, Mondadori, ottobre 2008, 233 p., p. 42-43.

di Giancarlo Nicoli

La casta bianca/4 – Malavita e corruzione si concentrano sulla sanità

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Dal momento che ben l’80 per cento del danaro che circola in quasi tutte le Regioni proviene dal fondo sanitario, è ovvio che malavita e corruzione si concentrino sulla sanità. Lo stesso fanno politici, imprenditori e sindacalisti, attratti dalle possibilità di lavoro e guadagno, clientele e voti, potere e intrecci favorevoli agli interessi di ciascuno. La maggioranza di tali interessi non ha nulla a che fare con la salute dei cittadini. Per evitare eccessi, ci si è accordati tra potenti per suddividere le risorse in “lotti”, che vengono negoziati continuamente, in ragione dei risultati elettorali.

Cornaglia Ferraris, Paolo, La casta bianca. Viaggio nei mali della sanità, collana Ingrandimenti, I edizione, Milano, Mondadori, ottobre 2008, 233 p., p. 34.

di Giancarlo Nicoli

La casta bianca/3 – La domanda di salute è incomprimibile

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Poca salute, alto prezzo dei servizi? Basterebbe aumentarne il numero, con la stessa logica con la quale si aumenta l’estrazione del petrolio dai pozzi. C’è una differenza, però: la domanda di salute è incomprimibile, riguarda tutti, anche le persone sane. Chi compie cent’anni vorrebbe viverne almeno un altro paio, Chi è capace di prestazioni sessuali quotidiane s’impasticca di Viagra, Levitra e Cialis per farne quattro o cinque al giorno con donne diverse, poi va a farsi controllare la retina a carico del SSN. Chi corre la tre chilometri della festa parrocchiale si mette in testa la maratona di New York, magari dopandosi con Epo e testosterone; a carico del SSN i danni.

La domanda di una società che crede nei superuomini, nei supereroi e nelle superdonne, e s’illude che più sono i controli, meglio si è curati e meno si rischia, incontra un’offerta che sarà sempre inferiore alla richiesta.

Si vuole mangiare sino a strafogarsi, senza diventare né obesi né ipertesi. Si vogliono coronarie perfette, senza mai alzare il sedere dalla poltrona. Si vogliono fegati sani, senza smettere di trincare Martini con vodka tutti i santi giorni all’ora dell’aperitivo. Si fuma e ci si tiene svegli col caffè quando serve e quando se ne ha voglia, chiedendo alla sanità check-up composti da decine di esami appena ci si sente “poco bene”. La domanda non calerà mai, anzi salirà di continuo, e l’aumento dell’offerta non calmiererà i prezzi. Piuttosto si rincorreranno continuamente offerte nuove e articolate, come dimostra l’attuale esplosione dei check-up, degli screening, della chirurgia estetica e delle terapie “new age”.

Cornaglia Ferraris, Paolo, La casta bianca. Viaggio nei mali della sanità, collana Ingrandimenti, I edizione, Milano, Mondadori, ottobre 2008, 233 p., p. 30-31.

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