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	<title>Scoprire &#187; generico</title>
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	<description>viaggio nella conoscenza</description>
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		<title>Due o tre cose che so sul comparaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 13:31:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mestiere di farmacista]]></category>
		<category><![CDATA[Libri che sto scoprendo]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[generico]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando un&#8217;azienda farmaceutica offre al medico, in cambio della prescrizione di un certo farmaco, benefici di varia natura si dice che fa del comparaggio. Le offerte possono essere di vario genere: regali, oggetti d&#8217;uso professionale, libri, viaggi, contante. In Italia esistono alcune aziende specializzate nel cercare di convincere i medici ad accettare una certa cifra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando un&#8217;azienda farmaceutica offre al medico, in cambio della prescrizione di un certo farmaco, benefici di varia natura si dice che fa del comparaggio. Le offerte possono essere di vario genere: regali, oggetti d&#8217;uso professionale, libri, viaggi, contante.</p>
<p>In Italia esistono alcune aziende specializzate nel cercare di convincere i medici ad accettare una certa cifra per ogni scatoletta di farmaco prescritta.<br />
<span id="more-172"></span><br />
Il mercato farmaceutico è pieno di medicine di dubbia utilità, doppioni o cattive imitazioni, che nonostante tutto, si vendono e pesano sulle tasche di tutti i contribuenti. Vogliamo un esempio? Esistono molecole che sono commercializzate con più di venti nomi diversi. E&#8217; logico aspettarsi che di tutti questi marchi, solo uno o due raggiungano dei grossi volumi di vendita. Infatti è proprio così, ma gli altri, diciamo quindici, cosa fanno? Sopravvivono, annaspano, cercano di raggiungere il quantitativo minimo, previsto dagli accordi di licenza, che permetta loro di continuare a commercializzare il farmaco.</p>
<p>Se tra le aziende di contorno ne esistono alcune di pochi scrupoli, è facilissimo immaginare che queste, per riuscire a strappare delle prescrizioni, metteranno in atto tutti i metodi, corretti o meno, che riescono a immaginare.</p>
<p>Non chiedetemi i nomi, rischio la galera e questa gente è disposta a tutto&#8230;</p>
<p>Una soluzione, però, c&#8217;è. Come abbiamo visto, il comparaggio è possibile perché il medico disonesto prescrive farmaci che hanno nomi di commerciali di fantasia. In questo modo, ogni ditta è in grado di contare le prescrizioni del medico e lo ricompensa in proporzione. Ma ammettiamo di obbligare i medici a prescrivere i farmaci non più in base ai nomi commerciali ma in base al principio attivo. Il castello di carte (moneta!) cascherebbe immediatamente, perché a quel punto sarebbe il farmacista a decidere di consegnare una marca che produce il principio attivo piuttosto che un&#8217;altra. Il medico sarebbe tagliato fuori dal giro. Non sarebbe più in grado di intascare benefici in cambio delle prescrizioni.</p>
<p>Ecco perché è importante obbligare anche i medici italiani a prescrivere per principio attivo. Come del resto succede anche altrove, per esempio in Gran Bretagna.</p>
<p>Basterebbe copiare.</p>
<p><em>Una buona parte del brano sul comparaggio è copiato dal libro: </em></p>
<p>Informatore Anonimo, <a href="http://www.ibs.it/code/9788887923025/INFORMATORE-ANONIMO/LA--MALA-RICETTA-DIECI-GENIALI-MOSSE-DEL-MARKETING-FARMACEUTICO.html?shop=790" target="_blank">La mala-ricetta. Dieci geniali mosse del marketing farmaceutico</a>, 2000, 176p. 4a ed., Editore Frilli (collana Controcorrente), ISBN 9788887923025, p. 19 e 21-22</p>
<p><em>(Scoprire </em>ha <a rel="bookmark" href="../introduzione-alle-recensioni-di-scoprirebiz/">acquistato il libro</a> citato).</p>
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		<title>Farmaci: generici o di marca la cura è sempre efficace</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 23:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mestiere di farmacista]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; recentemente uscito uno studio, pubblicato sul giornale Jama (qui c&#8217;è l&#8217;abstract, in inglese), il prestigioso periodico della Associazione dei medici statunitensi. Si intitola &#8220;Equivalenza clinica dei farmaci generici e di marca, usati nella patologia cardiovascolare&#8221; Si tratta di una metanalisi, cioè di uno studio che riassume e confronta i risultati di diverse sperimentazioni. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; recentemente uscito uno studio, pubblicato sul giornale Jama (qui c&#8217;è l&#8217;<a href="http://jama.ama-assn.org/cgi/content/abstract/300/21/2514?maxtoshow=&amp;HITS=10&amp;hits=10&amp;RESULTFORMAT=&amp;fulltext=generic&amp;searchid=1&amp;FIRSTINDEX=0&amp;resourcetype=HWCIT" target="_blank">abstract</a>, in inglese), il prestigioso periodico della Associazione dei medici statunitensi.</p>
<p>Si intitola &#8220;Equivalenza clinica dei farmaci generici e di marca, usati nella patologia cardiovascolare&#8221;</p>
<p>Si tratta di una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metanalisi" target="_blank">metanalisi</a>, cioè di uno studio che riassume e confronta i risultati di diverse sperimentazioni.</p>
<p>La traduzione è mia.<br />
<span id="more-136"></span></p>
<blockquote><p><strong>Autori:</strong> Aaron S. Kesselheim, MD, JD, MPH; Alexander S. Misono, BA; Joy L. Lee, BA; Margaret R. Stedman, MPH; M. Alan Brookhart, PhD; Niteesh K. Choudhry, MD, PhD; William H. Shrank, MD, MSHS</p>
<p><strong>Pubblicazione:</strong> JAMA. 2008;300(21):2514-2526.</p>
<p><strong>Contesto: </strong>l&#8217;uso dei farmaci generici, che sono bioequivalenti ai farmaci di marca, può aiutare a contenere la spesa farmaceutica. Tuttavia, c&#8217;è preoccupazione tra medici e pazienti, c&#8217;è chi pensa che i farmaci di marca potrebbero essere migliori, da un punto di vista curativo, risppetto ai farmaci generici.</p>
<p><strong>Obbiettivi: </strong>stendere un riassunto delle prove cliniche che mettono a confronto i farmaci generici con quelli di marca, usati nelle patologie cardiovascolari, e stabilire un punto fermo, su questo argomento,  a beneficio degli esperti.</p>
<p><strong>Origine dei dati:</strong> ricerche sistematiche di pubblicazioni sottoposte a verifica, presenti negli archivi MEDLINE, EMBASE e International Pharmaceutical Abstracts, dal gennaio 1984 all&#8217;agosto 2008.</p>
<p><strong>Selezione degli studi:</strong> gli studi mettono a confronto farmaci, per uso cardiovascolare, generici e di marca, mediante precisi parametri di efficacia e sicurezza. Abbiamo analizzato separatamente gli editoriali che hanno per oggetto la sostituzione del farmaco di marca con il corrispondente generico.</p>
<p><strong>Trattamento dei dati:</strong> abbiamo preso in considerazione le variabili legate a: progettazione degli studi, luoghi, partecipanti, parametri clinici, finanziamenti. La qualità metodologica degli esperimenti è stata valutata mediante la scala di valori Jadad e Newcastle-Ottawa, ed è stata compiuta una metanalisi per trovare un effetto aggregato dato dall&#8217;ampiezza degli esperimenti. Per quanto riguarda gli editoriali, abbiamo ordinato le opinioni degli autori in materia di sostituzione con generico in tre categorie: negative, positive, neutre.</p>
<p><strong>Risultati: </strong>abbiamo filtrato 47 articoli che trattano 9 sottoclassi di medicinali ad uso cardiovascolare, di cui 38 (81%) erano relativi a studi controllati randomizzati (randomized controlled trials, RCTs). E&#8217; stata notata equivalenza clinica in in 7 su 7 RCTs (100%) relativi ai  β-bloccanti, 10 su 11 RCTs (91%) relativi ai diuretici, 5 su 7 RCTs (71%) relativi ai bloccanti dei canali del calcio, 3 su 3 RCTs (100%) relativi agli antiaggreganti piastrinici, 2 su 2 RCTs (100%) relativi alle statine, 1 su 1 RCT (100%) relativo agli inibitori dell&#8217;enzima che converte l&#8217;angiotensina e 1 su 1 RCT (100%) degli α-bloccanti. Tra i farmaci che hanno un piccolo indice terapeutico, si è trovata equivalenza clinica in 1 su 1 RCT (100%) relativo ad agenti antiaritmici di classe 1 e 5 su 5 RCTs (100%) relativo al warfarin. L&#8217;effetto aggregato (n = 837) era di –0.03 (95% intervallo di confidenza, –0.15 to 0.08), valori che indicano che il farmaco di marca non è superiore al farmaco generico. Tra i 43 editoriali, 23 (53%) hanno espresso una valutazione negativa della sostituzione con generico.</p>
<p><strong>Conclusioni:</strong> laddove le prove non confermano l&#8217;opinione che i farmaci di marca, usati nelle patologie cardiovascolari, siano superiori ai farmaci generici, un numero rilevante di editoriali si esprime contro la sostituzione con i farmaci generici.</p>
<p><strong>Affiliazione degli autori:</strong> divisione di Farmacoepidemiologia e Farmacoeconomia, Dipartimento di Medicina, Brigham and Women&#8217;s Hospital, Harvard Medical School, Boston, Massachusetts.</p></blockquote>
<p>Fin qui, l&#8217;abstract.</p>
<p><strong>In parole povere:</strong> molti sostengono ancora che il farmaco di marca sia migliore del corrispondente generico. I dati scientifici dimostrano invece, in modo certo, che <strong>il farmaco generico ha la stessa efficacia e la stessa sicurezza del farmaco di marca</strong>. Il farmaco generico costa meno del farmaco di marca e consente al cittadino di risparmiare.</p>
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		<title>Farmaco di marca e farmaco generico pari sono. O no?</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/farmaco-di-marca-e-farmaco-generico-pari-sono-o-no/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 12:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mestiere di farmacista]]></category>
		<category><![CDATA[farmacia]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[generico]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è caduto l&#8217;occhio su una notizia in breve contenuta nel sito di Federfarma. Più costa, meglio mi sento L&#8217;Espresso, 18/04/08, p. 232 Valutare l&#8217;efficacia degli analgesici sembra un gioco da ragazzi: se il dolore passa dopo qualche giorno di trattamento, allora il farmaco funziona. In realtà non è esattamente cosi: un recente studio condotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è caduto l&#8217;occhio su una notizia in breve contenuta nel sito di <a href="https://www.federfarma.it/" target="_blank">Federfarma</a>.</p>
<blockquote><p><strong>Più costa, meglio mi sento</strong><br />
<em>L&#8217;Espresso, 18/04/08, p. 232</em><br />
Valutare l&#8217;efficacia degli analgesici sembra un gioco da ragazzi: se il dolore passa dopo qualche giorno di trattamento, allora il farmaco funziona. In realtà non è esattamente cosi: un recente studio condotto da alcuni ricercatori del Massachusetts Institute of technology (Mit) mostra infatti che in caso di dolore acuto, la risposta al placebo è molto elevata e che in generale i pazienti ritengono più efficaci le cure più costose.</p></blockquote>
<p>Sono riuscito a recuperare la fonte (in inglese) sul sito <span id="more-5"></span>del MIT: <a href="http://web.mit.edu/newsoffice/2008/rd-ariely-tt0319.html" target="_blank">Study sees mental link between drug price, effectiveness</a>, del 19 marzo 2008. C&#8217;è <a href="http://http//web.mit.edu/newsoffice/2008/techtalk52-20.pdf" target="_blank">anche il PDF</a>.</p>
<p>Traduco il testo:</p>
<p>Secondo uno studio recentemente pubblicato dal Massachusetts Institute of Technology (MIT), un medicinale molto costoso, di marca famosa, potrebbe funzionare meglio del corrispondente generico, anche se le pillole sono identiche, solo perché il paziente crede che il prodotto costoso dovrebbe essere migliore.</p>
<p>Lo studio, condotto da ricercatori, tra cui i laureati Rebecca Waber e Dan Ariely, il professore di Comportamento applicato all&#8217;Economia del centro Alfred P. Sloan, ha coinvolto 82 volontari, cui sono state prescritte pillole di placebo identiche, facendogli credere che contenevano un nuovo farmaco antidolorifico. Ad alcuni volontari è stato detto che le pillole costavano 10 centesimi, ad altri volontari è stato detto che le pillole costavano 2,50 dollari.</p>
<p>I risultati dello studio, apparso nell&#8217;edizione del Journal of the American Medical Association del 5 marzo, mostrano che coloro cui è stato detto che il farmaco costava di più hanno affermato di sentire meno dolore da una serie di scosse elettriche procurate al polso. Coloro cui è stato detto di aver ricevuto la pillola da 10 centesimi hanno affermato di sentire in media più dolore degli altri.</p>
<p>Secondo lo studio, i risultati potrebbero influenzare il modo in cui i farmaci di marca e le loro versioni generiche sono messe in commercio, confezionate e distribuite, e spiegare per quale ragione hanno più successo le terapie che costano di più rispetto alle altre, più economiche e ampiamente disponibili.</p>
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