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di Giancarlo Nicoli

Federfarma ha diramato la circolare n. 83 che commenta le recenti indicazioni operative impartite dall’Agenzia delle entrate, rispondendo a un’istanza di Federfarma, con la risoluzione n. 10/E del 17 febbraio 2010 in materia di scontrino parlante per la certificazione delle spese sostenute per l’acquisto di medicinali ai fini della relativa detrazione fiscale.
L’Agenzia, in un ottica condivisibile di semplificazione, ha definitivamente chiarito che in caso di pagamento del ticket non è più necessaria la conservazione della ricetta rilasciata dal medico di base, essendo sufficiente lo scontrino recante tale dicitura, poiché riferibile unicamente a farmaci erogati in regime di SSN.
Inoltre è stato precisato che la natura di medicinale dei beni può essere attestata anche mediante abbreviazioni, sigle e/o acronimi e, in caso di acquisto di farmaci senza obbligo di prescrizione medica o da banco, con le indicazioni SOP e OTC.

Fonte: Federfarma

di Giancarlo Nicoli

La Svizzera si appresta ad approvare una legge che vieta ai medici di vendere i farmaci prescritti ai pazienti nelle profarmacie, cioè direttamente nei propri studi professionali. Le profarmacie sono in tutto 4.000 a fronte di 1.700 farmacie tradizionali e sviluppano un volume di affari pari a circa il 30% dell’intero mercato farmaceutico elvetico. La dispensazione di farmaci negli studi medici – spiegano i promotori della legge – provoca conflitti di interesse: i medici guadagnano infatti una percentuale sui medicinali venduti e potrebbero quindi essere indotti a somministrare troppi farmaci.

Fonte: Federfarma

di Giancarlo Nicoli

L’8 dicembre è entrato in vigore in Belgio un Decreto reale che ha stabilito l’allungamento della moratoria sull’apertura di nuove farmacie, portando il limite in scadenza l’8 Dicembre 2009, fino alla stessa data del 2014. La moratoria, introdotta nel 1999 per un periodo di 10 anni, era stata decisa dal Legislatore per diminuire la massiccia concentrazione di farmacie che faceva del Belgio il Paese europeo a più alta densità di esercizi farmaceutici dopo la Grecia.
Dopo 10 anni di moratoria il rapporto tra popolazione e farmacie è passato da 1.900 abitanti a 2.040, ancora non sufficiente tuttavia per garantire “… un approvvigionamento di farmaci che sia adeguato, efficace e regolare”. Il numero attuale di farmacie è ancora di molto superiore al numero massimo stabilito nel 1974, quando si reintrodussero criteri geo-demografici per l’apertura di farmacie.
Secondo quanto affermato nella relazione dell’Agenzia federale del farmaco che accompagna il Decreto: “La moratoria … fa in modo che le farmacie possano generare un giro d’affari sufficientemente elevato, al fine di poter rispondere alle funzioni di servizio pubblico. Questo sistema permette, in effetti, alle farmacie di generare redditi sufficienti per poter investire nella qualità dell’assistenza”.

Fonte: Federfarma

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