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di Giancarlo Nicoli

«Ma il vero problema dell’ editoria» ha scritto Topolsky «è che si producono stronzate».

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Giampaolo Pansa su Libero cita Joshua Topolsky intervistato dal magazine del Sole 24 ore — il link rimanda alla ripresa di Dagospia.

Di solito sono ottimista, lo sono sempre stato sin da giovane. In un bicchiere vedo ogni volta il mezzo pieno e non il mezzo vuoto. E dal momento che scrivo per i giornali, conservo una grande fiducia nell’ importanza della carta stampata. Per questo ritengo che quotidiani e settimanali possano avere ancora una grande influenza sull’ esito delle battaglie civili. A una condizione che ho trovato descritta sull’ ultimo magazine del Sole 24 Ore, diretto da Christian Rocca che ha raccolto l’ opinione di un grande esperto di media: il francese Joshua Topolsky.

Topolsky ha spiegato che il business dei media tradizionali non sarà salvato dai video, né dagli algoritmi o dalle newsletter. Non servono nemmeno nuove esperienze innovative di lettura su iPad, life video, integrazioni con i social, partnership con Twitter. Tutte queste cose assieme potrebbero anche essere utili, però saranno sempre fuori sincrono rispetto alla «nuova magia» tecnologica prossima ventura.

 «Ma il vero problema dell’ editoria» ha scritto Topolsky «è che si producono stronzate. Un mare di stronzate. Stronzate di bassa lega che non interessano a nessuno. E questo mentre un pubblico sempre più consapevole, sempre più connesso e anche capace di cambiare idea, non riesce a trovare altro che questa robaccia. E non la vuole. Vuole roba buona, che andrà a trovare altrove e che addirittura pagherà per averla. Il futuro dei giornali è il passato. Scommettere sulla storia e la credibilità delle testate, puntare sulla qualità dei contenuti, raccontare vicende, scriverle bene, coltivare talenti, stupire, far circolare nuove idee utili e divertimenti per i lettori».

di Giancarlo Nicoli

Edicola – ‘Topolino’ n° 2895, la banda dei paperi tra i pirati. Albi difettosi.

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È uscito qualche settimana fa in edicola il numero 2895 del settimanale di casa Disney “Topolino” (164 pagine, prezzo di copertina 2,30 €), che, in contemporanea all’uscita cinematografica di “Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare”, propone una storia dedicata ai pirati, “Zio Paperone e il salvataggio all’arrembaggio”.

Nella mia zona, la Bassa Comasca, sono giunte numerose copie difettose. La mia in particolare è regolare fino alla pagina 122, poi a seguire sono ristampate le pagine dalla 3 alla 42.

Mi sono accorto del difetto con più di una settimana di ritardo (leggo “Il Topo” con i miei tempi…), quindi sono andato dall’edicolante ad acquistare il numero 2897 con in mano il 2895 difettoso. Gli ho chiesto se era conoscenza del difetto e mi ha risposto di no.

Ho scritto un’email alla Disney, lamentando il fatto, ho ricevuto una risposta dopo diversi giorni (meglio tardi che mai, sicuro): la Disney mi ha rimandato all’edicolante, per farmi sostituire la copia. Peccato che l’edicolante mi abbia detto di non aver mai ricevuto copie sostitutive.

Stamattina sono andato da un secondo edicolante (faccio il giro, mi servo abitualmente da tre diversi perché con il lavoro non sono comodo da uno solo), che mi ha confermato il fatto delle copie difettose anche nel suo esercizio e mi ha confermato che dalla Disney non sono arrivati albi correttamente stampati che andassero a sostituire gli albi difettosi.

Ci devo restare io con il cerino in mano?

'Topolino' n° 2895, la banda dei paperi tra i pirati. Copertina.

'Topolino' n° 2895, la banda dei paperi tra i pirati. Copertina.

di Giancarlo Nicoli

Secondo gli Stati Uniti, la censura del web in Italia è un precedente che la Cina potrebbe usare a suo vantaggio

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Fonte: Ansa.

La legge sul web voluta dal governo italiano (la cosiddetta legge Romani, ndr) “sembra essere scritta per dare all’esecutivo margine di manovra per bloccare o censurare i contenuti internet”: lo si legge in un dispaccio siglato dall’ambasciatore Usa a Roma, David Thorne, il 3 febbraio 2010 e pubblicato da uno dei media partner di Wikileaks, El Pais. “Questa legge rappresenterebbe un precedente per nazioni come la Cina che copierebbero o citerebbero questa ‘giustificazione’ per il giro di vite sulla libertà di parola”, si legge nel documento pubblicato dal quotidiano spagnolo.

di Giancarlo Nicoli

Beppe Grillo prende casa a Lugano, in Italia gli oscurano il blog

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La notizia è dell’Adnkronos:

“Non vado via per sfuggire alle tasse”

Grillo prende casa a Lugano per rischio oscuramento blog

Il comico all’ADNKRONOS: “Ogni mese c’è qualche ‘leggina’ che riduce le libertà”. E spiega di “aver già “trasferito i master del suo diario on line”. Giulietti (Art.21): “Spero che nessuno metta le mani sulla rete”Merlo (Pd): “Spieghi le motivazioni”. Lainati (Pdl): “E’ ricco e può permettersi un rifugio in Svizzera” Gasparri (Pdl) parla di “propaganda orchestrata a tavolino”

ultimo aggiornamento: 01 dicembre, ore 13:46
Lugano, 1 dic.- (Adnkronos) – Beppe Grillo sceglie casa in Ticino. Secondo quanto scrive il domenicale ‘Il Caffè’ e riporta il portale della svizzera italiana ‘tio.ch’, il comico avrebbe deciso di andare a vivere a Lugano. Grillo ha preso casa in un appartamento, che potrebbe essere adibito a ufficio nella zona di Lugano-Paradiso. L’abitazione con vista sul golfo non è lontana da quella di Mina con cui il comico in passato ha inciso un brano dal titolo ‘Dottore’.

Grillo ha confermato l’indiscrezione all’ADNKRONOS. “Sì, ho comprato un appartamento nel quartiere Lugano-Paradiso perché se mi oscurano il blog sono pronto a ripartire il giorno stesso con Beppegrillo.ch o Beppegrillo.eu. Sono un po’ preoccupato perché ogni mese c’è qualche leggina, qualche decretino che riduce le libertà e che viene annunciato sempre per il bene della rete…”. Il comico spiega di “aver già trasferito anche i master del blog”.

Raggiunto a Napoli, dove si trova in tournee, Grillo confessa: “Speravo che la notizia non si diffondesse”. Non vuole che venga interpretata come una scelta ” codarda”. “Non è una fuga dalle tasse, per intenderci. L’eventuale trasferimento- assicura Grillo- riguarderebbe solo il blog, non me”. “E’ una mossa per tutelarmi -ribadisce Grillo-. Se mi dovessero impedire di continuare a scrivere quello che voglio, lo trasferirei. Mi sto attrezzando per andare avanti. Tutto qui”, conclude il comico, che dopo Napoli porterà il suo spettacolo in giro per l’Italia fino a marzo.

Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che l’Italia è un regime fintamente democratico, in cui la libertà di stampa non c’è.

I politici vogliono chiudere i blog, tutti i blog, non solo quello di Beppe Grillo. Mi fa ridere quel politico che dice che Grillo è ricco e può permettersi di andare in Svizzera. Il politico pronuncia quella frase per essere sprezzante, invece rivela la verità! La libertà di stampa dovrebbe essere assicurata, in Italia, per tutti, non solo per chi si può permettere di fuggire dal nostro Stato.

di Giancarlo Nicoli

Informazione: giù le mani dei politici!

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Appoggio i tre referendum proposti da Beppe Grillo.

Essi sono:

  1. abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria
  2. abolizione dell’ordine dei giornalisti
  3. abolizione della legge Gasparri

In dettaglio, appoggio il primo referendum perché penso che i finanziamenti pubblici all’editoria siano un sistema che causa concorrenza sleale tra gli editori: quelli che hanno agganci politici e quelli che non ce li hanno; [Leggi tutto →]

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