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di Giancarlo Nicoli

Recensione libro. Carlo Verdone: La casa sopra i portici

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Tutti gli estratti relativi al libro La casa sopra i portici, pubblicati su Scoprire, sono qui. N.B.: Scoprire è un blog, quindi i post sono elencati in ordine di pubblicazione dal più recente al meno recente.

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Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

Ho acquistato questo libro poche settimane fa, ho iniziato a leggerlo, sono arrivato a metà e mi sono fermato. Ho aspettato quindici giorni, l’ho ripreso in mano, l’ho riletto dall’inizio e l’ho terminato in pochi giorni. Mi è piaciuto tantissimo. Se quest’anno avete la possibilità di leggere un solo libro, vi invito a fare in modo che sia questo.

Questo libro funziona perché è di Carlo Verdone. Se a scrivere un libro del genere fossero stati altri (mi vengono in mente alcuni nomi. Vorrei scriverli ma non posso. Pensate a personaggi televisivi molto raccomandati, per esempio), penso che non se li sarebbe filati nessuno.

Invece il libro è di Carlo Verdone, l’amico Carlo. Lui non ci conosce ma noi conosciamo bene lui perché lo seguiamo quando lo invitano ai programmi in televisione; abbiamo visto – più e più volte – i suoi film, al cinema e in televisione. Abbiamo riso e ci siamo commossi. Carlo è simpatico e buono, è il compagno di banco che vorremmo avere avuto, l’amico che tutti vorremmo avere.

Questo libro è, soprattutto, uno straordinario viaggio nella memoria e nella nostalgia.

Il valore linguistico di questo libro lascia un po’ a desiderare, in questo sono d’accordo con alcune recensioni, piuttosto critiche, che ho letto sui siti IBS e Amazon. Per esempio trovo che in un libro (anche in questo, del romano Carlo Verdone) sia cattivo italiano usare il verbo stare (uso molto legato a Roma come saprete) al posto del verbo essere. In generale penso che, qua e là, un buon lavoro di revisione del testo avrebbe giovato. Tralascerei i dettagli, dal momento che questa che state leggendo è una recensione e non è una revisione.

Ma il valore letterario c’è, eccome. Mi dà da pensare il fatto che parecchi editori abbiano rifiutato il libro. La casa sopra i portici è un testo imperdibile: Carlo Verdone è uno di noi. Lui, i suoi film, le sue ospitate in tv e ora questo libro fanno parte della memoria collettiva degli italiani contemporanei. Questo libro ha un valore universale, nel senso che molti si riconosceranno in molte pagine di questo libro. Certo, nessuno di noi è ricco e famoso e bravo attore come Verdone. Penso però che l’essenza di molte esperienze e nostalgie, raccontate da Verdone, siano state, o sarebbero potute essere, anche le nostre.

Io in particolare mi sono riconosciuto in alcuni brani e in alcune frasi. Un brano per tutti, quello dedicato all’amico Francesco Anfuso, morto a quindici anni in un incidente stradale. Lo trovo un brano struggente, molto intimo, molto vero e delicato. L’amico che sarà ricordato per sempre.
Ricorderò anch’io per sempre un mio compagno di scuola delle elementari, Loris Castelli, morto a diciotto anni investito da un’automobile, che non si era fermata allo stop, mentre andava al lavoro sul suo motorino. Leggere il ricordo di Verdone e andare con la memoria a (ormai) venticinque anni fa sono una cosa sola. I momenti di immedesimazione sono molti.

Ho trovato una frase, su una recensione (di Mariacarla) proprio di questo libro, pubblicata sul sito di IBS: “Si dice che un grande libro si riconosce dal fatto che quando lo finisci ti manca e avresti voluto che continuasse”. La casa sopra i portici ha dato a me la stessa sensazione che ha dato a quella lettrice. Come ho scritto in apertura, se quest’anno avete la possibilità di leggere un solo libro, vi invito a fare in modo che sia questo.

Carlo Verdone: La casa sopra i portici/1 – Per sempre

Carlo Verdone: La casa sopra i portici/2 – Un giretto su una pantera della polizia

Carlo Verdone: La casa sopra i portici/3 Fu un qualcosa di grandioso

Carlo Verdone: La casa sopra i portici/4 – Francesco Anfuso

Carlo Verdone: La casa sopra i portici/5 – Professionalità significa

Carlo Verdone: La casa sopra i portici/6 – Un uomo retto nella vita. Auguri per tutto, figlio mio

 

Verdone, Carlo (Autore), Fabio Maiello (Redattore) La casa sopra i portici (Overlook), Terza edizione, Milano, Bompiani, marzo 2012, 282pp, ISBN-10: 8845269515, ISBN-13: 978-88-452-6951-6.

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di Giancarlo Nicoli

Carlo Verdone: La casa sopra i portici/6 – Un uomo retto nella vita. Auguri per tutto, figlio mio.

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Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

Fermo, a sua insaputa, sulla soglia della porta, ascoltai un discorso che fece a mio figlio Paolo. Gli disse: “Paolo, tu devi portare avanti il nome dei Verdone. Hai una grande responsabilità… Non voglio che tu abbia il nome sui giornali o che tu sia ricco. Voglio che tu sia un uomo retto nella vita. La tua ricchezza deve essere solo la tua grande dignità. Perché oggi la dignità non esiste più… Hai capito?”
Il giorno dopo Paolo corse in clinica a dirgli che aveva preso trenta ad un esame. Mio padre gli sorrise a lungo, commosso e soddisfatto.
La sua ultima immagine è quella che mi porterò per sempre nel mio cuore. Dopo averlo baciato sulla sedia del terrazzino della clinica, gli dissi: “Domani ho una giornata lunga e dura, forse dopodomani ce la faccio a tornare…”
Lui chinò il capo signorilmente, mi sorrise e con voce amabile mi rispose: “Auguri per tutto figlio mio.”

Verdone, Carlo (Autore), Fabio Maiello (Redattore) La casa sopra i portici (Overlook), Terza edizione, Milano, Bompiani, marzo 2012, 282pp, ISBN-10: 8845269515, ISBN-13: 978-88-452-6951-6, p. 266.

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Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

 Finalmente salii sul palco e Dio volle che, dopo appena venti secondi, saltassi una battuta senza che qualcuno se ne accorgesse, così passai direttamente alla successiva. Scattò poi una gag mimica che fece scoppiare a ridere gli spettatori. In quel momento pensai che stavo comunicando bene, che ero positivo, che funzionavo. I miei tempi diventarono più sicuri e disinvolti perché avvertivo la partecipazione del pubblico. Miglioravo minuto dopo minuto e mi sentivo sicuro. Così passarono tutti i cinquantacinque minuti di spettacolo, che a me sembrarono ore. Il pubblico applaudì con incredibile entusiasmo e le recensioni che uscirono il giorno dopo sui giornali furono positive. Ero felicissimo.
La sera della quinta replica non c’erano spettatori. Ne arrivò uno mentre ormai si stava calando la serranda del teatro ma, ricordandomi le parole di mio padre “Professionalità significa recitare anche per un solo spettatore”, decisi di fare comunque lo spettacolo. Venni a sapere dopo che quello spettatore era Franco Cordelli, il critico di Paese Sera. Due giorni dopo uscì sul quotidiano un’intera pagina sul mio spettacolo, con un titolone: “È nato il nuovo Fregoli, si chiama Carlo Verdone”.

Verdone, Carlo (Autore), Fabio Maiello (Redattore) La casa sopra i portici (Overlook), Terza edizione, Milano, Bompiani, marzo 2012, 282pp, ISBN-10: 8845269515, ISBN-13: 978-88-452-6951-6, pp. 242-243.

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Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

In un angolo della stanza c’era una chitarra Framus ricevuta in regalo da Francesco Anfuso, un mio compagno del ginnasio che diventò in breve tempo il mio migliore amico. Come me, anche lui era appassionato di musica rock e suonava la chitarra. Un’estate andò in vacanza in Inghilterra e da lì mi scriveva, raccontandomi ogni cosa. I posti che visitava e la musica che sentiva. In una di quelle lettere, mi comunicò con entusiasmo di avermi comprato l’allora epica chitarra elettrica Framus, che da qualche tempo desideravo. Avrebbe dovuto consegnarmela a settembre e, invece, una mattina di agosto, appresi dal giornale che Francesco era morto in un incidente d’auto sul Gran Sasso. Rimasi sconvolto. Sapendo della forte amicizia che ci legava, la madre, una contessa ungherese, mi regalò alcune sue cravatte e mi diede poi la chitarra. La conservo ancora oggi gelosamente… insieme al tenero ricordo di quel grande amico.

Verdone, Carlo (Autore), Fabio Maiello (Redattore) La casa sopra i portici (Overlook), Terza edizione, Milano, Bompiani, marzo 2012, 282pp, ISBN-10: 8845269515, ISBN-13: 978-88-452-6951-6, p. 146.

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Carlo Verdone: La casa sopra i portici/3 Fu un qualcosa di grandioso

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Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

 

Nel 1975 conobbi una ragazza che seguiva i corsi di mio padre all’università. Era appassionata di cinema francese e adorava Godard e Malle. Quando veniva a casa mia, cercavo sempre di chiuderla nella mia stanza per pomiciare un po’, ma lei era riluttante perché temeva che mio padre potesse all’improvviso aprire la porta. Siccome lavorava come segretaria in uno studio legale, nella zona di Monte Mario, decidemmo di sfruttare i momenti di quando l’avvocato stava fuori per lavoro, Finalmente capitò la grande occasione: il suo capo sarebbe andato a Bologna per un convegno. In preda all’eccitazione ci infilammo nello studio. C’era una massiccia scrivania di legno, sulla quale vie erano appoggiati fascicoli, libri e una macchina da scrivere. Mentre lei si spogliava, sgombrai tutto in fretta e furia. Nel giro di pochi secondi tutti i nostri vestiti erano sparsi per la stanza e noi due spalmati, nudi, sulla scrivania.
Fu un qualcosa di grandioso. Epocale. Ma nel momento clou, improvvisamente, si sentì il sinistro rumore di una chiave che entrava nella serratura. Ebbi soltanto il tempo di esclamare: “Porca puttanaaa!”
Nel giro di venti secondi infilai mutande e camicia senza abbottonarla. Misi le scarpe al volo e i calzini in tasca. Infine afferrai pantalone, giaccone e chiavi del motorino, aprii la finestra e mi buttai di sotto. Meno male che era un piano rialzato, altrimenti mi sarei fracassato le ossa.
I passanti videro un uomo in mutande scappare in moto come un ladro. Per rimettermi in ordine i vestiti, dovetti trovare riparo in via Della Camilluccia, in un boschetto sulle pendici di Monte Mario. La mia amica, in procinto di diventare la mia fidanzata, fu licenziata il giorno dopo. Non ci sentimmo più per la vergogna.

 

Verdone, Carlo (Autore), Fabio Maiello (Redattore) La casa sopra i portici (Overlook), Terza edizione, Milano, Bompiani, marzo 2012, 282pp, ISBN-10: 8845269515, ISBN-13: 978-88-452-6951-6, pp. 121-122.

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Carlo Verdone: La casa sopra i portici/2 – Un giretto su una pantera della polizia

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Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

 

Una notte del 1990 stavo in via del Babuino, avevo fatto visita a una mia cara amica e mi stavo dirigendo verso la mia auto, posteggiata di fronte alla chiesa, per tornare a casa. Da lontano mi parve di riconoscere Fellini. Stava in piedi, con le mani in tasca, fermo sul marciapiede. Poteva essere soltanto lui, visto che abitava nella vicina via Margutta. Mi accostai e lo chiamai: “Federico… che fai?”
“Aspetto di fare un giretto su una pantera della polizia… Dovrebbero passare fra poco” mi rispose.
Rimasi colpito da quello strano appuntamento. Ma lui spiegò meglio: “Carlè, io sono uno che non dorme un cazzo. Allora ogni tanto mi butto dentro la macchina della polizia per vedere quello che succede di notte”.
Che Fellini dormisse tre/quattro ore per notte era risaputo, ma che avesse questa curiosità di scrutare le notti romane dentro una macchina della polizia lo sapevano veramente in pochi. La cosa mi fece molto ridere e la trovavo assolutamente in linea con quella voglia di vedere e capire un’umanità “notturna” che gli avrebbe poi fornito degli spunti. “Federico, guarda che anch’io dormo pochissimo… a stento riesco a tirare le cinque ore” gli dissi.
Lo vidi illuminarsi: “Allora te posso rompe li cojoni alle sette? Dai, dammi il tuo numero…”

 

Verdone, Carlo (Autore), Fabio Maiello (Redattore) La casa sopra i portici (Overlook), Terza edizione, Milano, Bompiani, marzo 2012, 282pp, ISBN-10: 8845269515, ISBN-13: 978-88-452-6951-6, pp. 66-67.

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Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

Carlo Verdone, La casa sopra i portici, copertina

Ho acquistato questo libro poche settimane fa, ho iniziato a leggerlo, sono arrivato a metà e mi sono fermato. Ho aspettato quindici giorni, l’ho ripreso in mano, l’ho riletto dall’inizio e l’ho terminato in pochi giorni. Mi è piaciuto tantissimo. Se quest’anno avete la possibilità di leggere un solo libro, vi invito a fare in modo che sia questo.

Come sa chi ha già letto i brani dedicati ai “Libri che sto scoprendo“, per qualche giorno pubblicherò brani del libro senza commento. Al termine chiuderò con la recensione.

Non ricordo esattamente la data, ma era la metà di aprile del duemiladieci. Forse ho rimosso quel numero perché mai avrei voluto che arrivasse quel momento fatidico. Il giorno in cui avrei dovuto lasciare per sempre la vecchia casa paterna.

E poi:

L’energia elettrica era stata staccata. Era tutto in penombra. Tagli di luce provenivano dalle finestre con le imposte ancora semiaperte. Ma era una luce grigia. Spettrale. Le mura erano nude. Spogliate di mobili, quadri, di migliaia di libri e colori. I numerosi e preziosi quadri tolti dalle pareti avevano lasciato il loro alone, la loro cupa impronta rettangolare: sembravano loculi senza nome.

Infine (per oggi):

Prima di fare il definitivo trasloco, dopo la scomparsa di papà, c’era una cosa che amavo fare spesso: visitare da solo la casa sopra i portici. Mi piaceva aprire le porte delle stanze, ricordare com’erano quando noi fratelli abitavamo là, percorrere lentamente il lungo corridoio dove la solita mattonella, poco aderente da più di cinquant’anni, fa un leggero rumore di assestamento mentre ci cammini sopra. Aprire i cassetti e ritrovare la penna del liceo, una lettera di raccomandazioni di mia madre, la foto in bianco e nero della prima fidanzata o di noi fratelli in posa sotto l’albero di Natale, una medicina scaduta, la chiave del mio primo motorino.

Verdone, Carlo (Autore), Fabio Maiello (Redattore) La casa sopra i portici (Overlook), Terza edizione, Milano, Bompiani, marzo 2012, 282pp, ISBN-10: 8845269515, ISBN-13: 978-88-452-6951-6, p. 11, 13 e 31.

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