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di Giancarlo Nicoli

Oggi commento il post di Beppe Grillo, “Comunicato politico numero quarantacinque“.

Prima un estratto del post di Grillo:

Ogni eletto percepirà un massimo di 3.000 euro di stipendio, il resto dovrà versarlo al Tesoro, e rinunciare a ogni benefit parlamentare, iniziando dal vitalizio pensionistico. Dovrà firmare l’accettazione a queste condizioni nero su bianco, prima delle elezioni.

Il mio commento è il seguente:

Tremila euro al mese per fare il deputato sono pochi. Penso per esempio a me, che ho moglie e tre figli e che abito a Como. Dovrei trovare casa a Roma ovviamente, più pagare gli spostamenti con i famosi 3.000 (perché hai detto che bisogna rinuciare ai benefit). E lasciare il mio lavoro, per potermi dedicare a tempo pieno alla Repubblica.

Così restringi le candidature possibili solo a chi è ricco e se lo può permettere.

O a chi in partenza vuole fare il furbo, si candida per entrare in Parlamento e se gli va bene si stacca subito dal Movimento 5 stelle.

È un post che mi puzza. Di faciloneria senz’altro, e poi anche di demagogia naturalmente.

Tu, caro Beppe Grillo, con quanti euri al mese vivi? Più o meno di tremila (3.000)?

di Giancarlo Nicoli

La notizia è dell’Adnkronos:

“Non vado via per sfuggire alle tasse”

Grillo prende casa a Lugano per rischio oscuramento blog

Il comico all’ADNKRONOS: “Ogni mese c’è qualche ‘leggina’ che riduce le libertà”. E spiega di “aver già “trasferito i master del suo diario on line”. Giulietti (Art.21): “Spero che nessuno metta le mani sulla rete”Merlo (Pd): “Spieghi le motivazioni”. Lainati (Pdl): “E’ ricco e può permettersi un rifugio in Svizzera” Gasparri (Pdl) parla di “propaganda orchestrata a tavolino”

ultimo aggiornamento: 01 dicembre, ore 13:46
Lugano, 1 dic.- (Adnkronos) – Beppe Grillo sceglie casa in Ticino. Secondo quanto scrive il domenicale ‘Il Caffè’ e riporta il portale della svizzera italiana ‘tio.ch’, il comico avrebbe deciso di andare a vivere a Lugano. Grillo ha preso casa in un appartamento, che potrebbe essere adibito a ufficio nella zona di Lugano-Paradiso. L’abitazione con vista sul golfo non è lontana da quella di Mina con cui il comico in passato ha inciso un brano dal titolo ‘Dottore’.

Grillo ha confermato l’indiscrezione all’ADNKRONOS. “Sì, ho comprato un appartamento nel quartiere Lugano-Paradiso perché se mi oscurano il blog sono pronto a ripartire il giorno stesso con Beppegrillo.ch o Beppegrillo.eu. Sono un po’ preoccupato perché ogni mese c’è qualche leggina, qualche decretino che riduce le libertà e che viene annunciato sempre per il bene della rete…”. Il comico spiega di “aver già trasferito anche i master del blog”.

Raggiunto a Napoli, dove si trova in tournee, Grillo confessa: “Speravo che la notizia non si diffondesse”. Non vuole che venga interpretata come una scelta ” codarda”. “Non è una fuga dalle tasse, per intenderci. L’eventuale trasferimento- assicura Grillo- riguarderebbe solo il blog, non me”. “E’ una mossa per tutelarmi -ribadisce Grillo-. Se mi dovessero impedire di continuare a scrivere quello che voglio, lo trasferirei. Mi sto attrezzando per andare avanti. Tutto qui”, conclude il comico, che dopo Napoli porterà il suo spettacolo in giro per l’Italia fino a marzo.

Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che l’Italia è un regime fintamente democratico, in cui la libertà di stampa non c’è.

I politici vogliono chiudere i blog, tutti i blog, non solo quello di Beppe Grillo. Mi fa ridere quel politico che dice che Grillo è ricco e può permettersi di andare in Svizzera. Il politico pronuncia quella frase per essere sprezzante, invece rivela la verità! La libertà di stampa dovrebbe essere assicurata, in Italia, per tutti, non solo per chi si può permettere di fuggire dal nostro Stato.

di Giancarlo Nicoli

Cosa non si fa per attaccare Beppe Grillo!

La notizia è riportata da Dagospia, ieri:

A cura di Mauro Anselmo per “Panorama” in edicola domani

1 – FINI, STOCCATE A GRILLO E MORETTI…
Fu Indro Montanelli a scrivere la prefazione al volume “Il conformista” di Massimo Fini pubblicato nel 1990 dalla Mondadori e ora ristampato dalla Marsilio. Un volume con gli articoli scritti da Fini negli anni dal 1979 al 1990, in una riflessione graffiante, [Leggi tutto...]

di Giancarlo Nicoli

25 aprile 2008, V-DayL’immagine è una cortesia di Alessio85.

Oggi, Beppe Grillo commenta: «Sono strafelice che gli italiani sappiano quanto guadagno e quanto pago di tasse.» Ritengo che il post di oggi di Beppe Grillo sia uno dei meno felici, perché non è tagliente, manca di verve e si sente fin troppo che è stato scritto per “fatto personale”.

Quale sia la vera origine, e quale il vero scopo, dell’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate di pubblicare in rete l’elenco completo dei redditi dei contribuenti italiani, al 2006, probabilmente non lo sapremo mai.

Ma che l’occasione sia stata sfruttata in chiave anti-Grillo, è più che evidente. [Leggi tutto...]

di Giancarlo Nicoli

Giornali - In prima pagina la caduta di Saddam Hussein L’immagine è una cortesia di givepeasachance.

Già il settimanale L’Uomo Qualunque, nella versione rifondata e diretta da Lucio Lami alla fine degli anni Novanta, sosteneva che l’Italia non era una vera democrazia.

Sono d’accordo con Beppe Grillo, quando sostiene che destra e sinistra non esistono. E’ proprio così.

Le elezioni, in Italia, non servono per risolvere la contrapposizione tra maggioranza e opposizione. Tutti e due gli schieramenti guardano all’Italia come a una grande torta, da fare a fettine e da dividersi. Le elezioni italiane servono ai partiti per decidere come dividersi le fette. Non è in discussione il fatto che ci siano fette da dividere.

Gli italiani, con un referendum, avevano chiesto la formula elettorale del collegio uninominale cosiddetto “all’inglese”, in cui vince, in un turno unico, chi ha la maggioranza relativa dei voti. E’ un sistema che porta alla selezione dei politici migliori.

La volontà degli italiani è stata rispettata per poco tempo. La nuova legge elettorale consegna i parlamentari nelle mani dei partiti. Gli italiani non possono più scegliere. Questa non è una democrazia.

di Giancarlo Nicoli

Il regime in cui viviamo è famigerato per la sua capacità di comprare, cooptare, corrompere o annientare (annientare, s’intende, chi non s’è fatto comprare) chi lo minaccia.

Fino ad oggi, per “strozzare nella culla” i mezzi d’informazione critici nei confronti del regime, era sufficiente [Letti tutto...]

di Giancarlo Nicoli

Appoggio i tre referendum proposti da Beppe Grillo.

Essi sono:

  1. abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria
  2. abolizione dell’ordine dei giornalisti
  3. abolizione della legge Gasparri

In dettaglio, appoggio il primo referendum perché penso che i finanziamenti pubblici all’editoria siano un sistema che causa concorrenza sleale tra gli editori: quelli che hanno agganci politici e quelli che non ce li hanno; [Leggi tutto →]