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di Giancarlo Nicoli

L’articolo, che mi ha dato lo spunto per scrivere, è questo: Brutta Italia – “Non vogliono spendere: i soldi li conservano perché temono la catastrofe”.

L’articolo inizia così:

E. Mu. per il “Corriere della Sera”

«Mai vista una situazione così in quarantaquattro anni di lavoro: faccio ricerca dal 1968 e oggi mi tocca registrare il disastro». Remo Lucchi, 68 anni, è l’amministratore delegato di Eurisko: con il dossier in mano, continua a estrapolare cifre ripetendo che all’Italia «manca una prospettiva».

Non posso evidentemente riportare l’articolo per intero. Riporto però, oltre all’inizio, la conclusione:

Questo perché la fiducia nella classe politica è al minimo?
«Come dato in sé, la fiducia a Monti era più alta qualche mese fa. Ma se io chiedo: c’è qualcuno meglio di lui? Il 45% mi risponde di no. E tra chi mi risponde di sì, compaiono i nomi di Bersani e Berlusconi ma si fermano al 3%: di fatto, l’alternativa non esiste. Gli italiani stanno dicendo a Mario Monti: smetti di fare il tecnico e fai lo statista, cambia il modo di governare e assicuraci stabilità non solo fino al 2013».

Lucchi esprime i miei stessi sentimenti: Monti, smetti di fare il tecnico e fai lo statista.

Fare lo statista significa tagliare la spesa pubblica, delegificare, tagliare le unghie alla burocrazia.

La prima occasione l’ha persa, ma il prof. Monti può sempre recuperare: dare un bel calcio in quel posto (calcio metaforico s’intende) a Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Gabriella Alemanno, direttore dell’Agenzia del Territorio, ha fatto passare le spese di rappresentanza da meno di 100 mila euro a più di un milione di euro. Vedere, per credere, i due articoli di Marco Lillo pubblicati dal Fatto Quotidiano:

Poi uno legge la notizia di oggi: Napolitano contro evasori: ‘Non meritano l’Italia’. Quello del Presidente Napolitano è un intervento molto bello e condivisibile. Vorrei chiedere a Napolitano se chi usa in modo così disinvolto, come fa la signora Alemanno per esempio, merita l’Italia. Vorrei chiedere al Presidente Napolitano il bilancio annuo del Quirinale, lo vorrei confrontare con il bilancio di altre istituzioni estere comparabili, vorrei verificare se il Presidente Napolitano merita l’Italia.

Ma torniamo a Mario Monti statista. Perché non interviene sulla spesa? Di che cosa ha paura? Perché non licenzia la signora Alemanno? Beppe Grillo recentemente ha postato un intervento che condivido in pieno: Il pozzo senza fondo delle tasse. Cito:

Le tasse per comprare cacciabombardieri, per finanziare finte missioni di pace in Iraq e in Afghanistan, per i rimborsi elettorali di un miliardo di euro ai partiti, per le centinaia di milioni di contributi ai giornali? Per i vitalizi dei parlamentari ottenuti dopo una legislatura, per tenere in piedi le Province, per i costi da monarchia rinascimentale del Quirinale, per le Grandi Opere Inutili come la Tav, la Gronda o Expo 2015?

Sappiamo che i cacciabombardieri di cui parla Grillo non servono a nulla.

Che cosa ci stiamo a fare in Iraq e in Afghanistan?

Con un referendum gli italiani avevano già detto che i partiti devono fare a meno dei contributi pubblici.

Il prof. Monti, economista, sa bene che i giornali, in quanto aziende private, devono trovare sul mercato le risorse per restare in piedi. Se non ci riescono, che chiudano.

Il prof. Monti smetta di fare il tecnico e si comporti da statista: che tagli i contributi pubblici per l’editoria.

Le Province possono essere eliminate tranquillamente.

Il Quirinale renda pubblico il bilancio.

La TAV sappiamo tutti benissimo che serve solo a chi la fa.

Per quanto riguarda la Gronda non mi esprimo, su Expo 2015 sì: è un’altra occasione per costruire opere che serviranno solo a chi le fa.

Remo Lucchi secondo me ha ragione, per quanto mi riguarda interpreta i miei pensieri. Il prof. Monti smetta di fare il tecnico e si comporti da statista. Se ne è capace. Se non è complice.

di Giancarlo Nicoli

Oggi commento il post di Beppe Grillo, “Comunicato politico numero quarantacinque“.

Prima un estratto del post di Grillo:

Ogni eletto percepirà un massimo di 3.000 euro di stipendio, il resto dovrà versarlo al Tesoro, e rinunciare a ogni benefit parlamentare, iniziando dal vitalizio pensionistico. Dovrà firmare l’accettazione a queste condizioni nero su bianco, prima delle elezioni.

Il mio commento è il seguente:

Tremila euro al mese per fare il deputato sono pochi. Penso per esempio a me, che ho moglie e tre figli e che abito a Como. Dovrei trovare casa a Roma ovviamente, più pagare gli spostamenti con i famosi 3.000 (perché hai detto che bisogna rinuciare ai benefit). E lasciare il mio lavoro, per potermi dedicare a tempo pieno alla Repubblica.

Così restringi le candidature possibili solo a chi è ricco e se lo può permettere.

O a chi in partenza vuole fare il furbo, si candida per entrare in Parlamento e se gli va bene si stacca subito dal Movimento 5 stelle.

È un post che mi puzza. Di faciloneria senz’altro, e poi anche di demagogia naturalmente.

Tu, caro Beppe Grillo, con quanti euri al mese vivi? Più o meno di tremila (3.000)?

di Giancarlo Nicoli

La notizia è dell’Adnkronos:

“Non vado via per sfuggire alle tasse”

Grillo prende casa a Lugano per rischio oscuramento blog

Il comico all’ADNKRONOS: “Ogni mese c’è qualche ‘leggina’ che riduce le libertà”. E spiega di “aver già “trasferito i master del suo diario on line”. Giulietti (Art.21): “Spero che nessuno metta le mani sulla rete”Merlo (Pd): “Spieghi le motivazioni”. Lainati (Pdl): “E’ ricco e può permettersi un rifugio in Svizzera” Gasparri (Pdl) parla di “propaganda orchestrata a tavolino”

ultimo aggiornamento: 01 dicembre, ore 13:46
Lugano, 1 dic.- (Adnkronos) – Beppe Grillo sceglie casa in Ticino. Secondo quanto scrive il domenicale ‘Il Caffè’ e riporta il portale della svizzera italiana ‘tio.ch’, il comico avrebbe deciso di andare a vivere a Lugano. Grillo ha preso casa in un appartamento, che potrebbe essere adibito a ufficio nella zona di Lugano-Paradiso. L’abitazione con vista sul golfo non è lontana da quella di Mina con cui il comico in passato ha inciso un brano dal titolo ‘Dottore’.

Grillo ha confermato l’indiscrezione all’ADNKRONOS. “Sì, ho comprato un appartamento nel quartiere Lugano-Paradiso perché se mi oscurano il blog sono pronto a ripartire il giorno stesso con Beppegrillo.ch o Beppegrillo.eu. Sono un po’ preoccupato perché ogni mese c’è qualche leggina, qualche decretino che riduce le libertà e che viene annunciato sempre per il bene della rete…”. Il comico spiega di “aver già trasferito anche i master del blog”.

Raggiunto a Napoli, dove si trova in tournee, Grillo confessa: “Speravo che la notizia non si diffondesse”. Non vuole che venga interpretata come una scelta ” codarda”. “Non è una fuga dalle tasse, per intenderci. L’eventuale trasferimento- assicura Grillo- riguarderebbe solo il blog, non me”. “E’ una mossa per tutelarmi -ribadisce Grillo-. Se mi dovessero impedire di continuare a scrivere quello che voglio, lo trasferirei. Mi sto attrezzando per andare avanti. Tutto qui”, conclude il comico, che dopo Napoli porterà il suo spettacolo in giro per l’Italia fino a marzo.

Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che l’Italia è un regime fintamente democratico, in cui la libertà di stampa non c’è.

I politici vogliono chiudere i blog, tutti i blog, non solo quello di Beppe Grillo. Mi fa ridere quel politico che dice che Grillo è ricco e può permettersi di andare in Svizzera. Il politico pronuncia quella frase per essere sprezzante, invece rivela la verità! La libertà di stampa dovrebbe essere assicurata, in Italia, per tutti, non solo per chi si può permettere di fuggire dal nostro Stato.

di Giancarlo Nicoli

Cosa non si fa per attaccare Beppe Grillo!

La notizia è riportata da Dagospia, ieri:

A cura di Mauro Anselmo per “Panorama” in edicola domani

1 – FINI, STOCCATE A GRILLO E MORETTI…
Fu Indro Montanelli a scrivere la prefazione al volume “Il conformista” di Massimo Fini pubblicato nel 1990 dalla Mondadori e ora ristampato dalla Marsilio. Un volume con gli articoli scritti da Fini negli anni dal 1979 al 1990, in una riflessione graffiante, [Leggi tutto…]

di Giancarlo Nicoli

25 aprile 2008, V-DayL’immagine è una cortesia di Alessio85.

Oggi, Beppe Grillo commenta: «Sono strafelice che gli italiani sappiano quanto guadagno e quanto pago di tasse.» Ritengo che il post di oggi di Beppe Grillo sia uno dei meno felici, perché non è tagliente, manca di verve e si sente fin troppo che è stato scritto per “fatto personale”.

Quale sia la vera origine, e quale il vero scopo, dell’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate di pubblicare in rete l’elenco completo dei redditi dei contribuenti italiani, al 2006, probabilmente non lo sapremo mai.

Ma che l’occasione sia stata sfruttata in chiave anti-Grillo, è più che evidente. [Leggi tutto…]

di Giancarlo Nicoli

Giornali - In prima pagina la caduta di Saddam Hussein L’immagine è una cortesia di givepeasachance.

Già il settimanale L’Uomo Qualunque, nella versione rifondata e diretta da Lucio Lami alla fine degli anni Novanta, sosteneva che l’Italia non era una vera democrazia.

Sono d’accordo con Beppe Grillo, quando sostiene che destra e sinistra non esistono. E’ proprio così.

Le elezioni, in Italia, non servono per risolvere la contrapposizione tra maggioranza e opposizione. Tutti e due gli schieramenti guardano all’Italia come a una grande torta, da fare a fettine e da dividersi. Le elezioni italiane servono ai partiti per decidere come dividersi le fette. Non è in discussione il fatto che ci siano fette da dividere.

Gli italiani, con un referendum, avevano chiesto la formula elettorale del collegio uninominale cosiddetto “all’inglese”, in cui vince, in un turno unico, chi ha la maggioranza relativa dei voti. E’ un sistema che porta alla selezione dei politici migliori.

La volontà degli italiani è stata rispettata per poco tempo. La nuova legge elettorale consegna i parlamentari nelle mani dei partiti. Gli italiani non possono più scegliere. Questa non è una democrazia.

di Giancarlo Nicoli

Il regime in cui viviamo è famigerato per la sua capacità di comprare, cooptare, corrompere o annientare (annientare, s’intende, chi non s’è fatto comprare) chi lo minaccia.

Fino ad oggi, per “strozzare nella culla” i mezzi d’informazione critici nei confronti del regime, era sufficiente [Letti tutto…]

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