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di Giancarlo Nicoli

A proposito delle persone che hanno la sindrome di Down. Pietro, che troverete citato di seguito, ha la sindrome di Down.

Domenico Coviello (su “Noi”, ottobre 2017, pag. 33):

La felicità dell’uomo è intimamente legata alla percezione di sentirsi utili e sentirsi amati.

(…)

Vorrei concludere con quanto Elena, la mamma di Pietro ci racconta: «Perché diciamo che le persone con sindrome di Down sono speciali? È un modo per dire c’è un problema ma lo nascondiamo con questa parola “speciale”? Pietro è speciale perché mi insegna ogni giorno cosa vuol dire voler bene. Il suo modo di voler bene ha qualcosa di così speciale che lo definirei sacro. Perché? Perché fa sentire uniche le persone che ha intorno. Non parla bene, non fa nulla di particolare, ma ti guarda, ti abbraccia, ti aspetta quando torni dal lavoro. E io imparo piano piano questo modo semplice e sacro di volerci bene. La seconda cosa speciale è che non ha paura del suo limite, non si ferma, trova strategie; noi spesso ci blocchiamo al “non sono capace”, non fa per me, ci si ferma all’inizio della scalata e ci perdiamo la vetta. Lui prova, la vetta si può raggiungere in tanti modi, lui trova il suo, si fa aiutare, si prende il tempo che serve, qual è il problema? Che ricchezza per noi la vita con lui!».

di Giancarlo Nicoli

Made in love 19 dicembre 2013

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Giovedì 19 dicembre 2013 si è tenuta la cena di gala “Made in love”, organizzata da Heartbeat Moving Children (sito pagina Facebook).

Ho partecipato insieme a mia moglie, Maria Antonietta.

C’è un bell’album fotografico, realizzato da Renato Gaggio: Heartbeat Moving Children, album fotografico su Facebook.

Ho messo il mio qui di seguito. Per chi lo preferisce, l’ho messo anche su Facebook.

 

Conferenza stampa di Alejandra Gutierrez con Rebecca J. Lee, Jacopo Lualdi e Marco Bertolini

Conferenza stampa di Alejandra Gutierrez con Rebecca J. Lee, Jacopo Lualdi e Marco Bertolini

 

Le ragazze ballano

Le ragazze ballano

 

Le ragazze ballano

Le ragazze ballano

 

La torta della serata - Made in Lov

La torta della serata – Made in Love

 

Foto di gruppo con i protagonisti.

Foto di gruppo con i protagonisti

 

Foto di gruppo con i protagonisti

Foto di gruppo con i protagonisti

 

Giancarlo Nicoli, Dalila Vignando, Maria Antonietta Citterio

Giancarlo Nicoli, Dalila Vignando, Maria Antonietta Citterio

 

Giancarlo Nicoli, Alejandra Gutierrez, Maria Antonietta Citterio

Giancarlo Nicoli, Alejandra Gutierrez, Maria Antonietta Citterio

 

Giancarlo Nicoli, Alejandra Gutierrez, Maria Antonietta Citterio

Giancarlo Nicoli, Alejandra Gutierrez, Maria Antonietta Citterio

C’è un bellissimo video ufficiale, Made In Love – Cold December Night (Michael Bublé cover for Heartbeat Moving Children):

Made In Love is a musical charity project founded by Jacopo Lualdi and Marco Bertolini in 2013. During Christmas holidays, more than 20 guys united by passion for music in any form, recorded a cover of “Cold December Night” by Michael Bublé and a video that involved the direct beneficiaries of this project: the kids of Heartbeat Moving Children, an organization founded by Alejandra Gutierrez for children with Down syndrome.

Special guest Giulia Leonardi.

di Giancarlo Nicoli

La pallacanestro per i ragazzi disabili, down, autistici, iperattivi

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L’allenatore di pallacanestro, Marco Calamai, 61 anni di Firenze, ha deciso di passare dalla serie A ai ragazzi disabili, down, autistici o iperattivi. Merito dell’incontro con Emma Lamacchia, responsabile dell’associazione La Lucciola che si dedica allo sport come terapia.

«Quando ho cominciato ad allenarli nel 1995 – racconta Calamai – cercai di insegnare loro il basket a modo mio: urlando, incoraggiando, correndo e saltando, io sono solo così». Mise insieme normodotati e disabili, un progetto rivoluzionario: «Ma io non ho inventato nulla, ho fatto solo da mediatore, ascoltando le esigenze fisiche di quei ragazzi. La grande idea fu di non farli giocare nelle federazioni di sport per disabili, ma nelle federazioni “normali”. Lo sport non doveva essere un ghetto per loro».

Oggi in Italia ci sono 25 centri che adottano il «metodo Calamai», 750 ragazzi con disabilità mentale che si avvicinano alla vita giocando a pallacanestro. E un camp in Sardegna, alla sua prima edizione, dove 25 atleti normodotati e 25 atleti disabili si allenano e imparano a giocare a basket.

 

Fonte:

  • Corriere della Sera, 12 luglio 2012, pag. 25.

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