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di Giancarlo Nicoli

Gli incapaci al comando.

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Traduco e qua e là chioso un brano tratto dall’ultima newsletter di John Mauldin: Will the Real Unemployed Please Raise Your Hands?

A proposito del salvataggio di Cipro (vedere anche il blog del Guardian – in inglese; oppure una raccolta di articoli su Dagospia.).

Perché predere il denaro dai conti correnti delle vedove e invece esentare le filiali di banche greche? Qui si stanno proteggendo le banche e le istituzioni e non gli innocenti. Trovo l’intero ragionamento offensivo nel modo in cui si guarda attraverso il lato sbagliato del cannocchiale.

E poi, accidenti, perché creare un precedente che incoraggia i risparmiatori nelle banche a chiedersi se il loro denaro è ancora il loro? Se i depositi dei cittadini di uno Stato membro della UE non sono al sicuro dalle mani dei burocrati – almeno fino a €100.000 – allora per quale ragione ci si dovrebbe fidare delle banche? E su quale base il Fondo Monetario Internazionale sembra stia imponendo il prelievo sui depositi? E perché i depositanti turchi in banche non greche dovrebbero perdere soldi mentre i depositanti greci in banche greche no? Cipro è già complicata di suo, non c’era bisogno di aggiungere altre complicazioni.

Il brano successivo lo lascio in inglese, non ho tempo di tradurlo.

Cyprus is also a problem in itself. It is the size of a small city, not a country. My friend Frank Trotter of Everbank noted today that the agricultural subsidies Texas gets from the US government total more than the entire GDP of Cyprus. Would anyone blink if the banks in San Bernadino County went bankrupt? Cyprus’s banking system is around 8 times the size of the country’s GDP, so asking the country to back the deposits of its banks is ludicrous. Perhaps as much as half the deposit total is from outside the country (encouraged by the banking system and regulators), and it is widely assumed that Cyprus launders a great deal of Russian-oligarch and Russian-mafia money. Which of course does not sit well with Germany, especially in advance of its upcoming election. Try telling the good burghers of Bavaria that they should pay to bail out Russian oligarchs. Frau Merkel has made it clear she will not.

The EU contends that Greece was a one-off situation and no one else will get bailed out, at least not on sovereign debt. We will see.

While the bailout money needed is about the size of the entire economy (€17 billion), that is chump change to maintain the system. The banks are in large part bankrupt because they bought too much Greek debt and were forced to take haircuts on that debt. If the ECB bailed out Greek banks and depositors (which they did), then why is Cyprus a special case, demanding that some small depositors and not others lose money? Then again, if the banks go down, which they could easily do without a bailout, depositors stand to lose a great deal more, as Cyprus as a country can no longer access the bond market.

L’Europa vuole che la Russia intervenga, al prezzo di concedere alla Russia un porto nel Mediterraneo? In Europa è legale gravare una parte delle persone e lasciare fuori gli altri? Sembra che ci sia un po’ di dibattito.

This mess occurred because there is no clear eurozone banking policy or general deposit insurance, both of which were promised in the wake of the last such crisis and then soundly rejected by Germany (Merkel), which does not want to pay for the banking sins of other countries.

I fear that whatever I write will be both obsolete and wrong before I can even hit the send button, so I will forbear. We will revisit Cyprus when we can make some informed observations.

Ma lasciatemi ribadire quel che scrissi qualche settimana fa. La vera sfida dell’euro è, prima di tutto, la Francia (un altro Stato in cui le banche sono troppo grandi per essere salvate in caso di crisi) e, in secondo luogo, il fatto che gli elettori di più di uno Stato ne hanno abbastanza.  Il modo in cui i leader europei stanno affrontando la situazione di Cipro non ispira confidenza.

Che i leader europei non ispirino confidenza è dire poco. Qui non siamo più sicuri di nulla! Siamo in mano a degli incompetenti totali. Non c’è più la certezza del diritto. Oggi i politici mettono le mani in tasca ai correntisti ciprioti. A chi toccherà domani? Sono soldi sui quali i risparmiatori hanno già pagato le tasse sul reddito. Il prelievo forzoso è un furto. C’è da aspettarsi, a partire da domani, che i risparmi dei cittadini dell’Unione Europea siano spediti altrove, alla larga dalle mani dei politici e dei burocrati UE! Così facendo si indebolisce e impoverisce ulteriormente la UE!

Siamo alla distruzione della fiducia e del risparmio, per mano di incompetenti che non sanno guardare più in là della punta del proprio naso. Siamo al completo delirio. E questi passano per essere dei leader! Dovrebbero essere la crema della classe dirigente europea. Stiamo freschi. Mi sembrano piuttosto i rimasugli della classe digerente (come la chiama il sito Dagospia).

di Giancarlo Nicoli

Julia, n°167, agosto 2012, ‘Nella Rete’

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A pagina 101, a proposito di un club:

Si trattava di un sodalizio femminile da ceti alti. Ufficialmente, un’associazione filantropica; in realtà organizzavano galà internazionali, finalizzati a sigillare l’appartenenza sociale.

È un commento che trovo illuminante. Penso che sia applicabile a un gran numero di associazioni ufficialmente filantropiche.

 

di Giancarlo Nicoli

La profonda sfiducia nei confronti di chiunque detenga il potere

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Scrive Alfredo Castelli, sull’ultimo numero (il 322) di Martin Mystère:

Non vanno neppure sottovalutati sentimenti che in questi ultimi tempi sono purtroppo in decisa crescita: la profonda sfiducia nei confronti di chiunque detenga il potere, di qualunque segno esso sia; la sensazione di essere manipolati da entità sconosciute e sovranazionali; la convinzione che esistano persone del tutto prive di etica e disposte a commettere qualunque tipo di nefandezza, tra cui l’omicidio di massa, per i propri interessi; la convinzione che queste persone possano tenere nascoste macchinazioni di cui sono al corrente migliaia di complici compiacenti o impauriti; la sensazione di non potere fare nulla per cambiare le cose.

Mi ci ritrovo quasi totalmente.

di Giancarlo Nicoli

Mario Monti: smetti di fare il tecnico e fai lo statista.

Filed Under Beppe Grillo sì e no, Libertà, Politica | Comments Off on Mario Monti: smetti di fare il tecnico e fai lo statista.

L’articolo, che mi ha dato lo spunto per scrivere, è questo: Brutta Italia – “Non vogliono spendere: i soldi li conservano perché temono la catastrofe”.

L’articolo inizia così:

E. Mu. per il “Corriere della Sera”

«Mai vista una situazione così in quarantaquattro anni di lavoro: faccio ricerca dal 1968 e oggi mi tocca registrare il disastro». Remo Lucchi, 68 anni, è l’amministratore delegato di Eurisko: con il dossier in mano, continua a estrapolare cifre ripetendo che all’Italia «manca una prospettiva».

Non posso evidentemente riportare l’articolo per intero. Riporto però, oltre all’inizio, la conclusione:

Questo perché la fiducia nella classe politica è al minimo?
«Come dato in sé, la fiducia a Monti era più alta qualche mese fa. Ma se io chiedo: c’è qualcuno meglio di lui? Il 45% mi risponde di no. E tra chi mi risponde di sì, compaiono i nomi di Bersani e Berlusconi ma si fermano al 3%: di fatto, l’alternativa non esiste. Gli italiani stanno dicendo a Mario Monti: smetti di fare il tecnico e fai lo statista, cambia il modo di governare e assicuraci stabilità non solo fino al 2013».

Lucchi esprime i miei stessi sentimenti: Monti, smetti di fare il tecnico e fai lo statista.

Fare lo statista significa tagliare la spesa pubblica, delegificare, tagliare le unghie alla burocrazia.

La prima occasione l’ha persa, ma il prof. Monti può sempre recuperare: dare un bel calcio in quel posto (calcio metaforico s’intende) a Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Gabriella Alemanno, direttore dell’Agenzia del Territorio, ha fatto passare le spese di rappresentanza da meno di 100 mila euro a più di un milione di euro. Vedere, per credere, i due articoli di Marco Lillo pubblicati dal Fatto Quotidiano:

Poi uno legge la notizia di oggi: Napolitano contro evasori: ‘Non meritano l’Italia’. Quello del Presidente Napolitano è un intervento molto bello e condivisibile. Vorrei chiedere a Napolitano se chi usa in modo così disinvolto, come fa la signora Alemanno per esempio, merita l’Italia. Vorrei chiedere al Presidente Napolitano il bilancio annuo del Quirinale, lo vorrei confrontare con il bilancio di altre istituzioni estere comparabili, vorrei verificare se il Presidente Napolitano merita l’Italia.

Ma torniamo a Mario Monti statista. Perché non interviene sulla spesa? Di che cosa ha paura? Perché non licenzia la signora Alemanno? Beppe Grillo recentemente ha postato un intervento che condivido in pieno: Il pozzo senza fondo delle tasse. Cito:

Le tasse per comprare cacciabombardieri, per finanziare finte missioni di pace in Iraq e in Afghanistan, per i rimborsi elettorali di un miliardo di euro ai partiti, per le centinaia di milioni di contributi ai giornali? Per i vitalizi dei parlamentari ottenuti dopo una legislatura, per tenere in piedi le Province, per i costi da monarchia rinascimentale del Quirinale, per le Grandi Opere Inutili come la Tav, la Gronda o Expo 2015?

Sappiamo che i cacciabombardieri di cui parla Grillo non servono a nulla.

Che cosa ci stiamo a fare in Iraq e in Afghanistan?

Con un referendum gli italiani avevano già detto che i partiti devono fare a meno dei contributi pubblici.

Il prof. Monti, economista, sa bene che i giornali, in quanto aziende private, devono trovare sul mercato le risorse per restare in piedi. Se non ci riescono, che chiudano.

Il prof. Monti smetta di fare il tecnico e si comporti da statista: che tagli i contributi pubblici per l’editoria.

Le Province possono essere eliminate tranquillamente.

Il Quirinale renda pubblico il bilancio.

La TAV sappiamo tutti benissimo che serve solo a chi la fa.

Per quanto riguarda la Gronda non mi esprimo, su Expo 2015 sì: è un’altra occasione per costruire opere che serviranno solo a chi le fa.

Remo Lucchi secondo me ha ragione, per quanto mi riguarda interpreta i miei pensieri. Il prof. Monti smetta di fare il tecnico e si comporti da statista. Se ne è capace. Se non è complice.

di Giancarlo Nicoli

Mio commento al post di Beppe Grillo: ‘Passaparola – L’Italia puo’ ripartire – Tito Boeri’

Filed Under Beppe Grillo sì e no, Liberista, Politica | Comments Off on Mio commento al post di Beppe Grillo: ‘Passaparola – L’Italia puo’ ripartire – Tito Boeri’

Il link al post da me commentato è qui: http://www.beppegrillo.it/2011/11/passaparola_lit.html

Vorrei commentare il seguente passaggio:

“quello che bisogna fare è tassare di più i patrimoni mobiliari, quindi gli investimenti finanziari che sono stati fatti, queste cose dovrebbero essere tassate esattamente come gli altri redditi. Non si capisce perché le rendite finanziarie devono essere tassate a un’aliquota fissa, mentre invece i redditi vengono tassati con delle aliquote progressive, chi è più ricco deve pagare di più anche le rendite finanziarie che riceve.
Un’operazione simile andrebbe fatta anche riguardo alla tassazione immobiliare perché davvero è sbagliato che chi ha proprietà immobiliari, la prima casa, la casa di grande valore, non paghi un Euro di tasse sulla prima casa. “

1 – il patrimonio accumulato è stato guadagnato con il lavoro, le tasse sono già state pagate sul lavoro. Una nuova tassazione sul patrimonio vuol dire che uno paga le tasse due volte. Vuol dire che uno il suo patrimonio se lo porta all’estero. Così facendo tra l’altro ci sono meno soldi per le imprese italiane.

2 – la casa di valore uno l’ha comprata e ci ha pagato le tasse, il notaio, ci paga la tassa rifiuti, le spese di manutenzione sono ovviamente proporzionali ai metri quadri… Tassare la prima casa vuol dire distruggere il mercato immobiliare, vuol dire immediatamente far scendere il valore delle case, vuol dire che chi ha la casa più grande la vende e ne compra una più piccola.
Ci sono troppe tasse e troppi sprechi.
Bisogna privatizzare tutte le aziende pubbliche, covi di parenti e amici e amici degli amici dei politici: si fa cassa e ci si libera della zavorra.
Bisogna abolire gli ordini professionali e abolire tutte le tariffe minime.
Gli imprenditori devono poter licenziare liberamente. Ci sono meno assunzioni di quanto si potrebbe perché se in una piccola azienda si assume un lavativo sono dolori. Non lo si può cacciare.

N.B. Non ho patrimonio, non ho casa di lusso e sono iscritto a un Ordine professionale… e mi firmo con nome e cognome come potete vedere.

di Giancarlo Nicoli

In Italia dire la verità è pericoloso.

Filed Under Libertà, Politica | Comments Off on In Italia dire la verità è pericoloso.

 

Mappamondo Moderno. Image: Idea go / FreeDigitalPhotos.net

Mappamondo Moderno. Image: Idea go / FreeDigitalPhotos.net

Credito fotografia: Mappamondo Moderno. Image: Idea go / FreeDigitalPhotos.net.

Viviamo in un’Italia in cui dire la verità è pericoloso.Il regime, ovviamente, come tutti possono vedere ogni giorno, usa un meccanismo ampiamente collaudato e sempre ben oliato. Diffamano, dileggiano, distruggono impunemente la dignità sociale di chi gli si mette di traverso.

Ma quel singolo cittadino, che non appartenga a consorterie consolidate, un cane sciolto qualsiasi, che osasse pubblicamente dare del ladro a un ladro, sarebbe immediatamente da quest’ultimo denunciato, intimidito, minacciato. Perché non si può dare del ladro a un ladro, a un furfante matricolato, a uno che mai e poi mai ospitereste a casa vostra, se non c’è una sentenza definitiva di terzo grado: e talvolta neppure quella è sufficiente per dare del ladro a un ladro.

Ma quel vecchio – e lascio a voi la scelta dell’aggettivo d’accompagnamento – settantenne, che si porta a letto ragazze minorenni, come lo giudichereste? In Italia una persona così viene premiata, cercata, omaggiata. Mamme gli offrono le figlie perché gli si prostituiscano.

Con un’Italia così, cari lettori, dove vogliamo andare?

di Giancarlo Nicoli

I governi non devono preoccuparsi della redditività del pubblico impiego (tanto paga Pantalone!).

Filed Under Investimenti, Liberista, Politica | Comments Off on I governi non devono preoccuparsi della redditività del pubblico impiego (tanto paga Pantalone!).

Dalla lettera corrente di John Mauldin (link alla lettera in formato pdf, link alla home page del sito di John Mauldin).

Pubblico in testa l’originale in inglese, in coda la mia traduzione in italiano.

Da pagina 3 (a proposito della situazione negli Stati Uniti – ma lo stesso vale per l’Italia!):

Government employment has become bloated because governments don’t have to worry about profitability. When faced with budget problems, politicians tend to make cuts in services like libraries or police protection that hurt voters to show taxpayers why the government can’t live with less instead of cutting patronage jobs and the like whose efforts would not be missed. Government can’t create jobs, but it can create a lot of policies and taxes that prevent jobs from being created.

Cioé:

Il pubblico impiego si è gonfiato perché i governi non debbono preoccuparsi di avere un profitto. Di fronte a problemi di bilancio, i politici tendono a tagliare i servizi come le biblioteche o le forze di polizia, tagli che colpiscono gli elettori, tagli studiati in modo da dimostrare che lo Stato non può fare a meno dei soldi delle tasse – i politici però non tagliano i posti di lavoro dati per clientelismo né altri sprechi, dei quali si potrebbe fare tranquillamente a meno. Lo Stato non può creare posti di lavoro, ma può inventare un sacco di politiche e di tasse che impediscono che i posti di lavoro vengano creati.

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