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di Giancarlo Nicoli

Oltre a Scoprire, gestisco altri siti con WordPress, il più importante è Artifex.

Sono anni che ricevo finte iscrizioni al sito, circa una al giorno. Ogni tanto entravo nel pannello di controllo, nella sezione utenti, e cancellavo quelli falsi.

Circa una settimana fa le false iscrizioni sono diventate, proprio da un giorno con l’altro, una trentina ogni 24 ore. Tantissime! Che cosa fare per arginarle?

Una soluzione poteva essere quella di chiudere le iscrizioni al sito a tutti. Ma mi sarebbe sembrato di darla vinta agli spammer.

Mi son messo a cercare con Google, usando parole in inglese, tipo block wordpress spam registration. Il primo risultato (alla data di pubblicazione del presente articolo: si sa, le cose col tempo cambiano) è un post del blog di Lorelle. Ma è un articolo che non offre soluzioni. Forse è stato scritto per attirare click?

Il terzo risultato porta a Sabre. Aaah, Sabre! Ho trovato ciò che cercavo. Sabre, cioè Simple Anti Bot Registration Engine. In italiano, semplice programma che impedisce le finte iscrizioni. L’installazione è molto rapida. Non c’è nemmeno bisogno di scaricare il plugin dalla pagina di WordPress, infatti è sufficiente partire dal pannello di controllo del vostro sito, andare nella sezione Plugin, cercare Sabre e installarlo automaticamente.

Come è scritto nella pagina dell’autore, se i vostri visitatori hanno il permesso di iscriversi gratuitamente al vostro blog e ora siete inondati da finti utenti creati automaticamente dagli spammer, Sabre è la soluzione per bloccare i visitatori robotizzati.

Sabre protegge dalle finte iscrizioni grazie ad alcuni controlli: c’è un filtro captcha (cioè si chiede a chi registra di trascrivere un testo generato automaticamente, testo leggibile da una persona ma non da un programma di registrazione) e c’è un filtro che chiede il risultato di una operazione matematica nel modulo d’iscrizione.

Si può inoltre impostare Sabre perché chieda all’utente di confermare l’iscrizione mediante un link che viene spedito via email. Tale conferma deve avvenire entro un periodo di tempo che il webmaster può impostare liberamente.

Ho installato Sabre da meno di una settimana e tale plugin mi ha bloccato finora più di ottocento finte registrazioni. Lo consiglio vivamente.

Concludo facendo notare che esiste una localizzazione in italiano, fornita da Gianni Diurno.

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di Giancarlo Nicoli

Il presente post fa parte di una serie dedicata al come difendersi dalle telefonate indesiderate. I post precedenti:

Fonte: Il sole 24 Ore.

31 gennaio 2011

Oggi è il giorno del debutto del registro delle opposizioni, ovvero l’elenco dove ci si deve iscrivere se non si vogliono ricevere telefonate pubblicitarie. Si tratta di un cambiamento di prospettiva a 360 gradi: fino a ieri, infatti, il telefono poteva squillare soltanto se l’utente aveva detto esplicitamente di non avere nulla in contrario a ricevere chiamate promozionali (il cosiddetto regime dell’opt-in). Da oggi, invece, si entra nel sistema dell’opt-out: la telefonata può arrivare sempre, a meno che il destinatario non risulti iscritto nel registro delle opposizioni o – come viene definito oltralpe, dove il meccanismo è adottato da tempo – nella Robinson list.

L’articolo è coperto da riproduzione riservata e continua qui.

A proposito del Registro delle Opposizioni

Iscrizione, abbonamento, cancellazione
www.registrodelleopposizioni.it
N. verde 800.265.265
Mail: abbonati.rpo@fub.it
Fax: 06.5424822
Raccomandata:
Gestore registro pubblico delle opposizioni – abbonati
Uffico Roma Nomentano
Casella postale 7211
00162 Roma Rm

Informazioni e reclami
infoabbonati.rpo@fub.it

Posta ordinaria o raccomandata: Gestore registro pubblico delle opposizioni – informazioni
Uffico Roma Nomentano
Casella postale 7212
00162 Roma Rm

Un rifiuto in otto mosse

A cura di Riccardo e Rosario Imperiali
Il registro pubblico delle opposizioni
è un archivio informatizzato regolamentato per legge (Dpr 178/2010) che contiene
le utenze telefoniche di quegli abbonati
al telefono che hanno deciso di non ricevere telefonate promozionali o interviste telefoniche per ricerche di mercato.
È gestito dalla fondazione Bordoni che fa capo al ministero dello Sviluppo
Nel registro si possono iscrivere le utenze (cioè i numeri telefonici) e non i nominativi degli abbonati: cioè si iscrive
il numero di telefono di casa oppure quello dell’azienda. Le utenze che si possono iscrivere sono tutte quelle che compaiono sugli elenchi telefonici pubblici e che possono appartenere
ad abbonati (individui o imprese o enti)
Chi intende iscriversi nel registro, può farlo inviando una richiesta al gestore secondo una delle seguenti cinque modalità:
compilando il modulo online che si trova sul sito web del gestore; fornendo i medesimi dati del modulo tramite telefonata al numero telefonico dedicato; con raccomandata ar; via fax; via email (si veda la scheda a fianco con indirizzi e numeri da contattare)
Dal momento che l’iscrizione nel registro decade se cambia l’intestatario o cessa l’utenza, occorre che il registro possa aggiornarsi in via automatica.
Ciò avviene confrontando periodicamente
i dati del registro con quelli presenti
nel database unico che riporta le utenze telefoniche di tutti i gestori telefonici
in tempo reale
La stessa legge di istituzione del registro prevede che gli operatori telefonici comunichino agli abbonati tutte
le indicazioni necessarie per l’iscrizione
in occasione dell’invio della prima fattura successiva all’entrata in vigore del registro (31 gennaio). Altra fonte è il sito web del gestore del registro. Prevista anche una campagna informativa istituzionale
Si può anche dichiarare a chi ci chiama di non voler più ricevere quel tipo di telefonate: in questo caso si tratta di un divieto che avrà valore solo nei confronti di quell’operatore economico. Infine una soluzione magica anche se non giuridica: dire che ci stiamo trasferendo all’estero. Vale anche quando ci dicono che il nostro numero è stato reperito da imprecisati “elenchi pubblici” diversi da quelli telefonici
Se si è già iscritta la propria utenza telefonica presso il registro, specialmente se l’operazione è stata effettuata da poco tempo, lo si può far notare al nostro interlocutore. Vi è infatti, un intervallo temporale di 15 giorni entro il quale l’operatore può utilizzare legittimamente il proprio archivio già raffrontato con il registro pubblico
Una volta iscritta nel registro la propria utenza, l’iscrizione dura a tempo indeterminato. L’iscrizione potrà essere rimossa solo mediante revoca da parte
dello stesso intestatario dell’utenza. Iscrizione e revoca non hanno limitazioni:
si può intervenire quante volte si desidera. Se si cambia utenza occorrerà invece iscrivere la nuova utenza

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di Giancarlo Nicoli

Qualcuno potrebbe aver letto l’articolo, da me scritto ormai un anno e mezzo fa, in cui magnificavo le doti di WordPress. Va ricordato che WP offre due piattaforme. Una è WordPress.com, sul cui sito è possibile aprire blog gratuiti, ospitati sui server di WP, che hanno una funzionalità leggermente ridotta rispetto all’altra; l’altra è WordPress.org, che offre il software gratuito, scaricabile, per gestire siti web indipendenti: è quello che sto usando per questo sito e – da qualche settimana, anche sul sito Artifex.

La notizia, in inglese, è qui:

I was very excited last week to learn that WordPress has been awarded the Overall Best Open Source CMS Award in the 2009 Open Source CMS Awards. This is a landmark for us, as it is the first time we’ve won this award, and it marks a shift in the public perception of WordPress, from blog software to full-featured CMS. No small contest, the Open Source CMS Awards received over 12,000 nominations and more than 23,000 votes across five categories.

As Hiro Nakamura said when he first bent time and space to land in Times Square: “Yatta!”

In addition to winning in the Overall Best Open Source CMS category, WordPress was named first runner-up in the Best Open Source PHP CMS category. This is significant because we weren’t even in the top 5 last year, and now we’re #2, ahead of Joomla! As is stated on the Award site, “WordPress made its way into the top five for the first time. The fact that it was outranked by Drupal by a very slight margin indicates how popular it has become with users as well as developers over the past year.”

Every day thousands of new people are embracing WordPress to power not just their blogs but entire sites and communities without compromising on usability or scalability (as would be the case with a legacy CMS). Every member of the WordPress community, from core developer to beginning user, should be proud to be part of this momentum: congratulations to us all!

La ditta che sponsorizza il premio è una casa editrice specializzata in libri riguardanti programmi, applicativi, programmazione legati a internet.

È uno dei siti che sono andato a visitare, quando ancora dovevo scegliere quale programma di impaginazione usare per i miei siti. Se volete sapere tutto sulle ultime novità nel mondo CMS, vi invito a verificare di persona.

Sono contento di aver avuto una conferma esterna alla bontà della mia scelta, effettuata in un momento in cui molti ritenevano WP più una piattaforma blog che un CMS. Cosa che era in parte vera, non lo nego, ma il potenziale era lì da vedere: i continui aggiornamenti, il numero rilevante di navigatori che lo sceglieva ogni giorno, la vivacità e l’entità dell’appoggio da parte della “comunità internet”, chiamiamola così.

La facilità di apprendimento e d’uso di WP sono incredibili, sono il motivo principale che mi ha portato alla scelta. Spero che gli aggiornamenti frequenti e lo sviluppo in generale della piattaforma continuino, perché di cambiare un’altra volta sistema proprio non ho intenzione!


P.S. Avverto che il sottoscritto non ha ricevuto e non riceve compensi dalle aziende citate in questo articolo. Non ho interessi economici di alcun tipo con tali aziende e vi prego di non contattare me se vi siete rivolti a loro in seguito al mio articolo e poi avete incontrato difficoltà. I link sono stati verificati e risultano funzionanti al momento della pubblicazione del presente articolo.

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di Giancarlo Nicoli

Traduzione e adattamento dall’inglese dell’articolo del New York Times di Phil Vardena.

Nell’anno trascorso da quando Tim Cadogan ha lasciato Yahoo ed è diventato il direttore generale di OpenX, il server di annunci gratuiti per gli editori web si è trasformato in una profittevole piattaforma per compravendere spazi pubblicitari.

Ora, ha raccolto $ 10 milioni nella sua terza tornata di finanziamento, che porta il totale degli investimenti in OpenX a $ 31 milioni. DAG Ventures ha sottoscritto la nuova tornata di investimento ed è stato affaincato da investitori esistenti: Accel, Index Ventures, Mangrove Capital, First Round Capital e Jonathan Miller, presidente di OpenX e lcapo della divisione digitale di News Corporation.

OpenX mosse i primi passi come un programma di gestione di banner open-source per le piccole e medie case editrici. Oggi serve 300 miliardi di annunci al un mese per 38.000 editori e i loro 150.000 siti web. In aprile ha inaugurato OpenX Market, un mercato per la compravendita della pubblicità.

Il signor Cadogan, che in precedenza ha gestito a livello mondiale il mercato della pubblicità su Yahoo e la ricerca di Overture, confronta OpenX Market al mercato degli agricoltori. “Si può andare a fare il giro delle aziende agricole e acquistare sul posto i loro prodotti, ortaggi, latte, mirtilli,  e ci si impiega tutto il fine settimana, o si può andare al mercato. Stiamo applicando questo approccio “, ha detto Cadogan.

“La nostra tesi è che abbiamo un gran numero di editori e una buona quantità di inventario, così vogliamo utilizzare la nostra ampia capacità di servire annunci per mettere insieme il tutto e rendere l’acquisto più facile per le persone”, dice.

Anche Google e Yahoo gestiscono un mercato, ma il Sig. Cadogan dice che le piccole e medie case editrici non sono ben servite dalle attuali opzioni. Tra gli editori che usano OpenX ci sono ad esempio TechCrunch e ReadWriteWeb.

Ecco come funziona: se un editore web che utilizza OpenX Market sta per pubblicare un annuncio di un inserzionista che paga 1 dollaro per l’annuncio, OpenX per prima cosa esegue un’asta in contemporaea per vedere se si può arrivare ad un più elevato prezzo per l’annuncio. Se è questo il caso, viene mostrato tale annuncio a prezzo più alto e OpenX trattiene il 15 per cento ottiene un taglio. Se invece non è possibile, si mostra l’annuncio originale.

“Abbiamo cercato di rendere il mercato molto, molto semplice”, ha detto Cadogan.

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di Giancarlo Nicoli

Traggo ispirazione da questo post sul blog di OpenX.

OpenX è il più diffuso programma indipendente di distribuzione dei banner pubblicitari al mondo. È usato da più di 100.000 siti web in più di cento Stati.

Tra i motivi del successo, sicuramente c’è il fatto che è un programma gratuito.
Ma la gratuità non è l’unica ragione.
Per quanto mi riguarda, ce ne sono altre due.

Sto usando, da qualche mese, la versione hosted (quella in cui il programma risiede nei computer di OpenX). Sono molto soddisfatto, perché il funzionamento è ottimale e il quadro comandi è organizzato in modo intuitivo. Avevo scaricato la versione di OpenX che va installata sul proprio sito, ma mi sono arreso di fronte alla complessità della configurazione (l’installazione è abbastanza semplice anche per uno come me, che non è un “maghetto”).
La prima ragione del successo, dunque, [Leggi tutto...]

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Nei giorni scorsi mi sono occupato un paio di volte di OpenX, la piattaforma software per la gestione degli spazi pubblicitari online, gratuita, distribuita sotto licenza GPL.

A partire dal 18 gennaio di quest’anno, OpenX ha messo a disposizione di una ristretta cerchia di editori la versione “hosted” del proprio programma. In breve, ciò significa che gli editori avranno la possibilità di usare OpenX senza necessità di scaricare il software per poi installarlo sul proprio server. Ciò è particolarmente utile per i piccoli editori [Leggi tutto...]

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di Giancarlo Nicoli

Novità recentissima da OpenX

OpenX, il popolare programma gratuito di gestione degli spazi pubblicitari, sta sviluppando plugin per i seguenti software CMS: Alfresco, Drupal, eZ Publish, Joomla!, WordPress.

In una mail spedita a editori iscritti a una loro lista, OpenX spiega di stare cercando editori, che usino particolari programmi CMS, che aiutino OpenX nello sviluppo di moduli e plugin. OpenX si rivolge agli editori perché aiutino a determinare le caratteristiche e la funzionalità in via di sviluppo (qui un recente blog post sull’argomento). I software interessati, al momento, sono: Alfresco, Drupal, eZ Publish, Joomla!, WordPress. Tali CMS sono stati scelti in quanto i più diffusi tra gli editori che usano (o vorrebbero usare) OpenX.

Si prevede di rendere il pannello di controllo di OpenX più semplice da [Leggi tutto...]

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