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	<title>Scoprire &#187; Mondo Internet</title>
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	<description>viaggio nella conoscenza</description>
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		<title>WordPress wince un premio quale miglior CMS</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 22:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Internet]]></category>
		<category><![CDATA[CMS]]></category>
		<category><![CDATA[WordPress]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno potrebbe aver letto l&#8217;articolo, da me scritto ormai un anno e mezzo fa, in cui magnificavo le doti di WordPress. Va ricordato che WP offre due piattaforme. Una è WordPress.com, sul cui sito è possibile aprire blog gratuiti, ospitati sui server di WP, che hanno una funzionalità leggermente ridotta rispetto all’altra; l’altra è WordPress.org, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno potrebbe aver letto l&#8217;articolo, da me scritto ormai <a href="http://www.scoprire.biz/usare-wordpress-come-cms/" target="_blank">un anno e mezzo fa</a>, in cui magnificavo le doti di WordPress. Va ricordato che WP offre due piattaforme. Una è <a href="http://wordpress.com/" target="_blank">WordPress.com</a>, sul cui sito è possibile aprire blog gratuiti, ospitati sui server di WP, che hanno una funzionalità leggermente ridotta rispetto all’altra; l’altra è <a href="http://wordpress.org/" target="_blank">WordPress.org</a>, che offre il software gratuito, scaricabile, per gestire siti web indipendenti: è quello che sto usando per questo sito e &#8211; da qualche settimana, anche sul sito <a href="http://www.artifexlibris.com" target="_blank">Artifex</a>.</p>
<p>La notizia, in inglese, è <a href="http://wordpress.org/development/2009/11/wordpress-wins-cms-award/" target="_blank">qui</a>:</p>
<div>
<blockquote><p>I was very excited last week to learn that WordPress has been awarded the Overall Best Open Source CMS Award in the <a href="http://www.packtpub.com/award">2009 Open Source CMS Awards</a>. This is a landmark for us, as it is the first time we’ve won this award, and it marks a shift in the public perception of WordPress, from blog software to full-featured CMS. No small contest, the Open Source CMS Awards received over 12,000 nominations and more than 23,000 votes across five categories.</p>
<p>As Hiro Nakamura said when he first bent time and space to land in Times Square: “Yatta!”</p>
<p>In addition to winning in the Overall Best Open Source CMS category, WordPress was named first runner-up in the Best Open Source PHP CMS category. This is significant because we weren’t even in the top 5 last year, and now we’re #2, ahead of Joomla! As is stated on the Award site, “WordPress made its way into the top five for the first time. The fact that it was outranked by Drupal by a very slight margin indicates how popular it has become with users as well as developers over the past year.”</p>
<p>Every day thousands of new people are embracing WordPress to power not just their blogs but entire sites and communities without compromising on usability or scalability (as would be the case with a legacy CMS). Every member of the WordPress community, from core developer to beginning user, should be proud to be part of this momentum: congratulations to us all!</p></blockquote>
<p>La ditta che sponsorizza il premio è una <a href="http://www.packtpub.com/" target="_blank">casa editrice specializzata</a> in libri riguardanti programmi, applicativi, programmazione legati a internet.</p>
<p>È uno dei siti che sono andato a visitare, quando ancora dovevo scegliere quale programma di impaginazione usare per i miei siti. Se volete sapere tutto sulle ultime novità nel mondo CMS, vi invito a verificare di persona.</p>
<p>Sono contento di aver avuto una conferma esterna alla bontà della mia scelta, effettuata in un momento in cui molti ritenevano WP più una piattaforma blog che un CMS. Cosa che era in parte vera, non lo nego, ma il potenziale era lì da vedere: i continui aggiornamenti, il numero rilevante di navigatori che lo sceglieva ogni giorno, la vivacità e l&#8217;entità dell&#8217;appoggio da parte della &#8220;comunità internet&#8221;, chiamiamola così.</p>
<p>La facilità di apprendimento e d&#8217;uso di WP sono incredibili, sono il motivo principale che mi ha portato alla scelta. Spero che gli aggiornamenti frequenti e lo sviluppo in generale della piattaforma continuino, perché di cambiare un&#8217;altra volta sistema proprio non ho intenzione!</p></div>
<hr /><em>P.S. Avverto che il sottoscritto non ha ricevuto e non riceve compensi dalle aziende citate in questo articolo. Non ho interessi economici di alcun tipo con tali aziende e vi prego di non contattare me se vi siete rivolti a loro in seguito al mio articolo e poi avete incontrato difficoltà. I link sono stati verificati e risultano funzionanti al momento della pubblicazione del presente articolo.</em></p>
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		<title>OpenX raccoglie $10 milioni per crescere ancora</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/openx-raccoglie-10-milioni-per-crescere-ancora/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 20:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Internet]]></category>
		<category><![CDATA[OpenX]]></category>

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		<description><![CDATA[Traduzione e adattamento dall’inglese dell&#8217;articolo del New York Times di Phil Vardena. Nell&#8217;anno trascorso da quando Tim Cadogan ha lasciato Yahoo ed è diventato il direttore generale di OpenX, il server di annunci gratuiti per gli editori web si è trasformato in una profittevole piattaforma per compravendere spazi pubblicitari. Ora, ha raccolto $ 10 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Traduzione e adattamento dall’inglese dell&#8217;</em><em><a href="http://bits.blogs.nytimes.com/2009/05/26/openx-raises-10-million-to-serve-ads/" target="_blank">articolo del New York Times</a> di Phil Vardena.</em></p>
<p>Nell&#8217;anno trascorso da quando Tim Cadogan ha lasciato Yahoo ed è diventato il direttore generale di OpenX, il server di annunci gratuiti per gli editori web si è trasformato in una profittevole piattaforma per compravendere spazi pubblicitari.</p>
<p>Ora, ha raccolto $ 10 milioni nella sua terza tornata di finanziamento, che porta il totale degli investimenti in OpenX a $ 31 milioni. DAG Ventures ha sottoscritto la nuova tornata di investimento ed è stato affaincato da investitori esistenti: Accel, Index Ventures, Mangrove Capital, First Round Capital e Jonathan Miller, presidente di OpenX e lcapo della divisione digitale di News Corporation.</p>
<p>OpenX mosse i primi passi come un programma di gestione di banner open-source per le piccole e medie case editrici. Oggi serve 300 miliardi di annunci al un mese per 38.000 editori e i loro 150.000 siti web. In aprile ha inaugurato OpenX Market, un mercato per la compravendita della pubblicità.</p>
<p>Il signor Cadogan, che in precedenza ha gestito a livello mondiale il mercato della pubblicità su Yahoo e la ricerca di Overture, confronta OpenX Market al mercato degli agricoltori. &#8220;Si può andare a fare il giro delle aziende agricole e acquistare sul posto i loro prodotti, ortaggi, latte, mirtilli,  e ci si impiega tutto il fine settimana, o si può andare al mercato. Stiamo applicando questo approccio &#8220;, ha detto Cadogan.</p>
<p>&#8220;La nostra tesi è che abbiamo un gran numero di editori e una buona quantità di inventario, così vogliamo utilizzare la nostra ampia capacità di servire annunci per mettere insieme il tutto e rendere l&#8217;acquisto più facile per le persone&#8221;, dice.</p>
<p>Anche Google e Yahoo gestiscono un mercato, ma il Sig. Cadogan dice che le piccole e medie case editrici non sono ben servite dalle attuali opzioni. Tra gli editori che usano OpenX ci sono ad esempio TechCrunch e ReadWriteWeb.</p>
<p>Ecco come funziona: se un editore web che utilizza OpenX Market sta per pubblicare un annuncio di un inserzionista che paga 1 dollaro per l&#8217;annuncio, OpenX per prima cosa esegue un&#8217;asta in contemporaea per vedere se si può arrivare ad un più elevato prezzo per l&#8217;annuncio. Se è questo il caso, viene mostrato tale annuncio a prezzo più alto e OpenX trattiene il 15 per cento ottiene un taglio. Se invece non è possibile, si mostra l&#8217;annuncio originale.</p>
<p>&#8220;Abbiamo cercato di rendere il mercato molto, molto semplice&#8221;, ha detto Cadogan.<em><br />
</em></p>
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		<title>Fidarsi è bene, controllare con OpenX è meglio!</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/fidarsi-e-bene-controllare-con-openx-e-meglio/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 22:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Internet]]></category>
		<category><![CDATA[OpenX]]></category>

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		<description><![CDATA[Traggo ispirazione da questo post sul blog di OpenX. OpenX è il più diffuso programma indipendente di distribuzione dei banner pubblicitari al mondo. È usato da più di 100.000 siti web in più di cento Stati. Tra i motivi del successo, sicuramente c’è il fatto che è un programma gratuito. Ma la gratuità non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Traggo ispirazione da <a href="http://blog.openx.org/08/openx-means-freedom/" target="_blank">questo post</a> sul <a href="http://blog.openx.org/" target="_blank">blog</a> di OpenX.</p>
<h2>OpenX è il più diffuso programma indipendente di distribuzione dei banner pubblicitari al mondo. È usato da più di 100.000 siti web in più di cento Stati.</h2>
<p>Tra i motivi del successo, sicuramente c’è il fatto che è un <strong>programma gratuito</strong>.<br />
Ma la gratuità non è l’unica ragione.<br />
Per quanto mi riguarda, ce ne sono <strong>altre due</strong>.</p>
<p>Sto usando, da qualche mese, la <strong>versione hosted</strong> (quella in cui il programma risiede nei computer di OpenX). Sono molto soddisfatto, perché il funzionamento è ottimale e il quadro comandi è organizzato in modo intuitivo. Avevo scaricato la versione di OpenX che va installata sul proprio sito, ma mi sono arreso di fronte alla complessità della configurazione (l’installazione è abbastanza semplice anche per uno come me, che non è un “maghetto”).<br />
<strong>La prima ragione del successo</strong>, dunque, <span id="more-57"></span> penso che sia la disponibilità della versione “hosted”, attualmente aperta solo su invito, che risolve i problemi legati all’installazione, agli aggiornamenti, agli attacchi informatici, alla stabilità…</p>
<p><strong>La seconda ragione</strong> per cui uso OpenX è l’<strong>indipendenza</strong>, cioè la “terzietà”, se vogliamo dirla in un altro modo, rispetto sia ai grandi gruppi editoriali sia ai gruppi – ormai oligopolisti – che si occupano della raccolta pubblicitaria (Google, Yahoo, Microsoft, AOL).</p>
<p>Il mercato pubblicitario online si sta concentrando nelle mani di <strong>pochi operatori</strong>. Al contrario, il mercato editoriale si frammenta sempre più in siti di nicchia, pubblicati da una miriade di piccoli editori. Il risultato è che il potere contrattuale di questi ultimi diminuisce sempre più.</p>
<p>Ecco perché ritengo importante <strong>controllare quel che accade</strong> con la pubblicità ospitata sul mio sito.<br />
Con OpenX posso <strong>incrociare i dati</strong>: quante impression registra OpenX in una settimana? Quante impression mi segnala AdSense? Ci sono differenze significative? E ancora: quanti click mi segnala OpenX? E quanti click mi vengono accreditati da AdSense?<br />
Voi capite da soli l’importanza di un simile strumento.</p>
<p>Già ora, OpenX consente ai piccoli editori di <strong>vendere direttamente i propri spazi pubblicitari</strong> e di conseguenza di massimizzare i guadagni.<br />
(Per quanto mi riguarda, invece, la vendita diretta di banner pubblicitari è ancora nella fase di progetto…)</p>
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		<title>Stiamo sperimentando l&#8217;OpenX hosted beta programme!</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/stiamo-sperimentando-lopenx-hosted-beta-programme/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2008 16:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi mi sono occupato un paio di volte di OpenX, la piattaforma software per la gestione degli spazi pubblicitari online, gratuita, distribuita sotto licenza GPL. A partire dal 18 gennaio di quest’anno, OpenX ha messo a disposizione di una ristretta cerchia di editori la versione “hosted” del proprio programma. In breve, ciò significa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi mi sono occupato un paio di volte di <a href="http://www.openx.org/" target="_blank">OpenX</a>, la piattaforma software per la gestione degli spazi pubblicitari online, gratuita, distribuita sotto licenza GPL.</p>
<p>A partire dal 18 gennaio di quest’anno, OpenX ha messo a disposizione di una ristretta cerchia di editori la versione “hosted” del proprio programma. <a href="http://blog.openx.org/01/hosted-version-of-openads/" target="_blank">In breve</a>, ciò significa che gli editori avranno la possibilità di usare OpenX senza necessità di scaricare il software per poi installarlo sul proprio server. Ciò è particolarmente utile per i piccoli editori <span id="more-38"></span> (come <a href="http://www.artifex.eu/" target="_blank">Artifex</a>!) che non hanno il tempo, il denaro, la possibilità di gestire tale versione – e che preferirebbero di gran lunga poter usare una versione ospitata sui server di OpenX, cui sarebbero demandate gestione e manutenzione.</p>
<p>È chiaro che lo sforzo, da parte di OpenX, è enorme: ci sono più siti web che usano OpenX di tutti gli altri servizi ad server messi insieme! Se anche una piccola parte della comunità di utilizzatori scegliessero – tutti insieme – la versione “ospitata”, il risultato sarebbe la lavorazione di miliardi di banner pubblicitari ogni giorno.</p>
<p>La pianificazione di questa versione “ospitata” è durata mesi.</p>
<p>Come si diceva, a partire dal 18 gennaio, è iniziata la fase di sperimentazione del servizio OpenX da remoto.</p>
<h3>Sono molto lieto di annunciare che la casa editrice Artifex, che – oltre al questo sito – gestisce il più importante sito italiano dedicato all’ex libris, è stata invitata a prender parte al beta testing.</h3>
<p>La fase di sperimentazione del software è chiamata <strong>“OpenX hosted beta programme”</strong>. Per quanto sia in beta (per “beta” si intende una versione del programma non disponibile per tutti, che può avere qualche difetto anche grave che ne rende impossibile la diffusione generalizzata) in realtà la piattaforma è molto stabile. OpenX si aspetta un’efficienza, nella distribuzione dei banner pubblicitari, molto elevata. In questa fase, le interruzioni di servizio possono essere frequenti – per quanto di breve durata.</p>
<p>Ciò che l’azienda si aspetta in cambio, dagli editori, è <strong>tanto feedback</strong>. Gli editori sono invitati a riferire la scoperta di eventuali bachi informatici; le eventuali difficoltà nell’uso del software; idee e suggerimenti sul modo in cui è possibile migliorare il servizio.</p>
<p>L’invito è giunto due giorni fa, il 16 maggio.</p>
<p><strong>La prima impressione è buona.</strong> Il pannello di controllo è “pulito” e ordinato. È abbastanza intuitivo da usare. Trovo una notevole differenza rispetto al pannello di controllo nel quale mi ero imbattuto quando avevo installato <a href="http://www.openx.org/download" target="_blank">la versione scaricabile</a>. In meno di due ore sono stato in grado di configurare due spazi pubblicitari: uno è su questo sito, quello posizionato sulla colonna di sinistra, in alto (in formato 200&#215;200 pixel). Per quanto, al momento, compaia esclusivamente la pubblicità di Google AdSense, il server che distribuisce i banner è quello di OpenX.<br />
L’altro è il leader board (formato 728&#215;90 pixel) che compare in alto sulla home page del <a href="http://www.artifexlibris.com/" target="_blank">sito Artifex</a>. OpenX gestisce lo spazio pubblicitario della home page corrente e di tutte le home page in archivio (un esempio dell’archivio <a href="http://www.artifexlibris.com/indexz_2008_04_26.htm" target="_blank">è qui</a>).</p>
<p>Vorrei entrare nel dettaglio per quanto riguarda l’uso di OpenX con WordPress (WP).</p>
<p>OpenX prevede che siano definiti:</p>
<ul>
<li>gli inserzionisti;</li>
<li>le campagne pubblicitarie;</li>
<li>i siti web;</li>
<li>le “zone” pubblicitarie.</li>
</ul>
<p><strong>Come si fa a partire?</strong> Quale primo passo è necessario registrare gli inserzionisti. Io, per il momento, ne ho uno solo, e da quello sono partito. Ho pertanto registrato l’inserzionista “AdSense per Scoprire.biz” (è possibile avere più di una campagna per ciascun inserzionista, ma nel mio caso questo non succede).<br />
Il passo successivo è registrare il sito. Nel mio caso, <strong>http://www.scoprire.biz</strong>.<br />
Poi, è necessario definire le “zone” in cui vogliamo far comparire i banner. Per iniziare, ho definito una zona soltanto, <strong>“Quadrato 200&#215;200 in alto barra di sinistra”</strong>.</p>
<p>A questo punto possiamo abbinare l’inserzionista (che nel mio caso ha un’unica campagna, per cui <strong>inserzionista = campagna</strong>) alla zona. Con pochi click, intuitivi, arriviamo ad ottenere il codice.</p>
<p><strong>Il codice è diviso in due parti.</strong> Una prima parte va inserita nel template di WordPress. L’operazione è semplice, è sufficiente andare nel pannello di controllo, selezionare “design”, poi “theme editor”, scegliere di modificare l’header e inserire la prima parte del codice prima dell’istruzione &lt;/head&gt;.<br />
Fatto questo, sempre dal pannello di controllo di WP, si va su “design”, poi “widgets”. Si seleziona la colonna in cui inserire la widget (per chi ha temi con più di una colonna laterale) e poi si inserisce una widget di testo. Quale contenuto si inserisce la seconda parte del codice OpenX, ottenuta in precedenza. Si modifica il titolo alla widget (la si rinomina, semplicemente, “pubblicità”!) ed è fatta!</p>
<p>I più smaliziati potranno visualizzare il codice sorgente di questa pagina (operazione facile per chi usa il browser Firefox) e verificare la presenza delle linee di codice.</p>
<p>Posso dire che, per il momento, tutto funziona a meraviglia e sono molto soddisfatto.</p>
<hr /><em>P.S. Scoprire.biz non ha ricevuto e non riceve compensi dalle aziende citate in questo articolo. I link sono stati verificati e risultano funzionanti al momento della pubblicazione del presente articolo.</em></p>
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		<title>OpenX sta sviluppando plugin per Alfresco, Drupal, eZ Publish, Joomla!, WordPress</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/openx-sta-sviluppando-plugin-per-alfresco-drupal-ez-publish-joomla-wordpress/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 May 2008 18:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[CMS]]></category>
		<category><![CDATA[Joomla!]]></category>
		<category><![CDATA[OpenX]]></category>
		<category><![CDATA[WordPress]]></category>

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		<description><![CDATA[Novità recentissima da OpenX OpenX, il popolare programma gratuito di gestione degli spazi pubblicitari, sta sviluppando plugin per i seguenti software CMS: Alfresco, Drupal, eZ Publish, Joomla!, WordPress. In una mail spedita a editori iscritti a una loro lista, OpenX spiega di stare cercando editori, che usino particolari programmi CMS, che aiutino OpenX nello sviluppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Novità recentissima da OpenX</h1>
<h2>OpenX, il popolare programma gratuito di gestione degli spazi pubblicitari, sta sviluppando plugin per i seguenti software CMS: Alfresco, Drupal, eZ Publish, Joomla!, WordPress.</h2>
<p>In una mail spedita a editori iscritti a una loro lista, OpenX spiega di stare cercando editori, che usino particolari programmi CMS, che aiutino OpenX nello sviluppo di moduli e plugin. OpenX si rivolge agli editori perché aiutino a determinare le caratteristiche e la funzionalità in via di sviluppo (qui un recente <a href="http://blog.openx.org/05/wanted-joomla-publishers-to-help-test-an-openx-module/" target="_blank">blog post</a> sull&#8217;argomento). I software interessati, al momento, sono: Alfresco, Drupal, eZ Publish, Joomla!, WordPress. Tali CMS sono stati scelti in quanto i più diffusi tra gli editori che usano (o vorrebbero usare) OpenX.</p>
<p>Si prevede di rendere il pannello di controllo di OpenX più semplice da <span id="more-33"></span> usare di quanto non sia oggi. Una delle sfide che l’azienda sta affrontando oggi è che alcuni utilizzatori gradirebbero la facilità d’uso tipica, per esempio, di WordPress, mentre altri cercano soluzioni complesse, che lascino spazio a diversi livelli di configurazione (come Joomla!). Questo significa dover offrire più di una soluzione!</p>
<p>A mio parere, il codice da integrare in WP dovrebbe sfruttare la funzionalità delle widget di testo, con le quali, per esempio, in questo momento – su questo sito – sono visualizzati due spazi pubblicitari AdSense.</p>
<p>La gestione è semplicissima (la semplicità di gestione, lo ricordo, è il motivo principale per cui ho scelto di usare WP): si seleziona una widget di testo e la si destina a una delle due colonne laterali a scelta. Con un “click and drag” si sposta la widget nell’ordine gerarchico desiderato. La si rinomina “Pubblicità”, si inserisce quale testo il codice AdSense, ed è fatta!</p>
<p>Sarebbe senz&#8217;altro utile poter gestire anche il codice OpenX in questo modo.</p>
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		<title>Un semplice trucco per usare al meglio le tag in WordPress</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/un-semplice-trucco-per-usare-al-meglio-le-tag-in-wordpress/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 09:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Internet]]></category>
		<category><![CDATA[tag]]></category>
		<category><![CDATA[WordPress]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;immagine è una cortesia di BotheredByBees. Come avevo scritto in un precedente articolo, sono un “convertito” alle tag, perché per molto tempo le ho considerate una funzione inutile, se non addirittura controproducente. Solo di recente ne ho compreso l’utilità. Sì, le tag sono molto comode. Ma vanno tenute sotto controllo! La mia impressione è che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scoprire.biz/wp-content/uploads/2008/05/2008_05_06_tag_cloud_259548406_fc626b9cde_m.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29" style="border: 2px solid black; margin: 2px 10px; float: left;" title="2008_05_06_tag_cloud_259548406_fc626b9cde_m" src="http://www.scoprire.biz/wp-content/uploads/2008/05/2008_05_06_tag_cloud_259548406_fc626b9cde_m.jpg" alt="Tag Cloud" width="240" height="180" /></a><em>L&#8217;immagine è una cortesia di <strong><a style="text-decoration: none;" href="http://www.flickr.com/photos/botheredbybees/">BotheredByBees</a></strong>.</em></p>
<p>Come avevo scritto <a href="http://www.scoprire.biz/usare-wordpress-come-cms/" target="_blank">in un precedente articolo</a>, sono un “convertito” alle tag, perché per molto tempo le ho considerate una funzione inutile, se non addirittura controproducente. Solo di recente ne ho compreso l’utilità.</p>
<p>Sì, le tag sono molto comode. Ma <strong>vanno tenute sotto controllo!</strong> La mia impressione è che <span id="more-28"></span>la loro facilità d’uso ne favorisca un abuso. Ripeto, è solo un’impressione, ma a me sembra che parecchi siti si siano lasciati prendere la mano e <strong>addirittura trabocchino di tag</strong>, in questo modo rendendo vano il loro uso.</p>
<p>Vorrei condividere con voi il semplice metodo da me usato per tenere sotto controllo la proliferazione delle tag.<br />
È davvero semplicissimo: ho aperto un documento, intitolato “tag di wordpress”, e ho creato un collegamento diretto con un&#8217;icona sullo schermo. Tengo aggiornate, in ordine alfabetico, tutte le tag in uso.<br />
Quando ho terminato di scrivere un articolo e sto per pubblicarlo, man mano che inserisco le tag, controllo se ne ho già una e – se ne devo aggiungere una nuova – se per caso ne ho già una che ci somiglia. In questo modo utilizzo quella già in uso ed evito inutili duplicazioni.<br />
Se invece è il caso di aggiungerne una nuova, lo faccio, e la inserisco subito anche nel mio documento.<br />
Il vantaggio è immediato: uso le tag <strong>in modo più disciplinato e ordinato</strong>. Ciò favorisce sia la navigazione dei lettori sia la mia organizzazione del sito.</p>
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		<title>Usare WordPress come CMS</title>
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		<pubDate>Sun, 04 May 2008 17:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Internet]]></category>
		<category><![CDATA[CMS]]></category>
		<category><![CDATA[Joomla!]]></category>
		<category><![CDATA[WordPress]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;immagine è una cortesia di Osman S Borutecene. Era parecchio tempo che cercavo una soluzione CMS (Content Management System) per gestire un sito. Poiché non avevo fretta e potevo dedicare a tale ricerca solo i ritagli di tempo, la valutazione complessiva che mi ha portato a scegliere WordPress è durata mesi… Ho considerato i seguenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scoprire.biz/wp-content/uploads/2008/05/2008_05_04_316802633_9fc5f9e072_m.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27" style="border: 2px solid black; margin: 2px 10px; float: left;" title="2008_05_04_316802633_9fc5f9e072_m" src="http://www.scoprire.biz/wp-content/uploads/2008/05/2008_05_04_316802633_9fc5f9e072_m.jpg" alt="Screenshot di un tema di WordPress" width="240" height="150" /></a><em>L&#8217;immagine è una cortesia di <strong><a style="text-decoration: none;" href="http://www.flickr.com/photos/digital-jefe/">Osman S Borutecene</a></strong>.</em></p>
<p>Era parecchio tempo che cercavo <strong>una soluzione CMS</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Content_management_system" target="_blank">Content Management System</a>) per gestire un sito. Poiché non avevo fretta e potevo dedicare a tale ricerca solo i ritagli di tempo, la valutazione complessiva che mi ha portato a scegliere <a href="http://wordpress.org/" target="_blank">WordPress</a> è durata mesi…</p>
<p>Ho considerato i seguenti sistemi, sia in modo superficiale (a volte basta poco per capire che un programma non è adatto alle proprie esigenze) che in modo più approfondito:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.blogger.com/" target="_blank">Blogger</a></li>
<li><a href="http://www.cmsmadesimple.org/" target="_blank">CmsMadeSimple</a></li>
<li><a href="http://www.dotnetnuke.com/" target="_blank">DotNetNuke</a><span id="more-26"></span></li>
<li><a href="http://drupal.org/">Drupal</a></li>
<li><a href="http://expressionengine.com/" target="_blank">Expression Engine</a></li>
<li><a href="http://www.joomla.org/" target="_blank">Joomla!</a></li>
<li><a href="http://lifetype.net/" target="_blank">LifeType</a></li>
<li><a href="http://www.movabletype.org/" target="_blank">Movable Type</a></li>
<li><a href="http://phpnuke.org/" target="_blank">PhpNuke</a></li>
<li><a href="http://wordpress.com/" target="_blank">WordPress</a></li>
</ul>
<p>La scelta si è ridotta presto tra due contendenti: <strong>WordPress</strong> e <strong>Joomla!</strong></p>
<p>Vorrei spendere qualche parola sui motivi per cui ho tralasciato gli altri. <strong>Blogger</strong> è davvero <strong>solo un blog</strong> e non è gestibile come CMS (a differenza di WordPress) e soffre del fatto di non avere avuto aggiornamenti di rilievo ormai da troppo tempo. Aggiungo che la dotazione di temi è sempre la stessa da anni; <strong>il numero di temi a disposizione è basso</strong>, oserei dire ridicolo, in confronto alla concorrenza. Sono dispiaciuto di questo, perché – tempo fa, quando lo scelsi per un blog, appunto – Blogger era un servizio all’avanguardia.</p>
<p><strong>Ho tralasciato gli altri software per uno, o più, tra i seguenti motivi:</strong></p>
<ul>
<li>girano su sistemi Microsoft (invece io voglio scegliere un sistema che gira su una piattaforma <strong>Open Source</strong>, quale Linux);</li>
<li>non offrono la possibilità di prove gratuite;</li>
<li>hanno un pannello di controllo in cui è difficile orientarsi;</li>
<li>soffrono di rilevanti problemi di sicurezza.</li>
</ul>
<p>Potrebbe sembrare un punto di vista inconsueto, ma il problema di scegliere <strong>un software a pagamento</strong> – purché il prezzo sia contenuto – non è invece stato discriminante per quanto mi riguarda. Infatti, per esempio, <a href="http://wordpress.org/" target="_blank">WordPress</a> (che ho scelto) è gratuito, ma va pur sempre fatto girare su un dominio e uno spazio disco, che vanno acquistati. Se si confronta il costo di un pacchetto “WP” + hosting con un pacchetto di “altro software proprietario a pagamento” + hosting, le differenze non sono tali da orientare una scelta.</p>
<p>Veniamo ora alle ragioni che mi hanno portato a restringere tale scelta tra Joomla! e WP.</p>
<ul>
<li>sono software Open Source: il che, tradotto in pratica, significa che sono sviluppati da una vasta e motivata comunità di utenti, cosa che a sua volta si traduce in software più stabili, più sicuri, più comodi da usare, più aggiornati;</li>
<li>i pannelli di controllo sono, rispettivamente, abbastanza intuitivi da usare (Joomla!) e molto intuitivi da usare (WP);</li>
<li>Joomla! è stato votato per due anni di seguito (<a href="http://www.cmswire.com/cms/open-source-cms/joomla-awarded-best-open-source-cms-000894.php" target="_blank">2006</a> e <a href="http://www.cmswire.com/cms/web-cms/joomla-wins-best-php-open-source-web-cms-001900.php">2007</a>) quale il miglior sistema CMS – è opportuno tener conto del fatto che WP non è considerato un vero CMS, anche se può essere usato come tale.</li>
</ul>
<p>Per questo sito, come potete verificare, ho usato WP.</p>
<p>Il mio rapporto con WP è di vecchia data (si capisce, “vecchio” è relativo alla velocità con cui si evolve Internet!) e risale al periodo in cui per la prima volta mi son messo a confrontare piattaforme blog/cms, cioè circa un anno e mezzo fa.</p>
<p>Va ricordato che WP offre due piattaforme. Una è <a href="http://wordpress.com/" target="_blank">WordPress.com</a>, sul cui sito è possibile aprire blog gratuiti, ospitati sui server di WP, che hanno una funzionalità leggermente ridotta rispetto all’altra; l’altra è <a href="http://wordpress.org/" target="_blank">WordPress.org</a>, che offre il software gratuito, scaricabile, per gestire siti web indipendenti.</p>
<p>Aprii un blog gratuito, usando wordpress.com, esclusivamente a scopo sperimentale, che poi chiusi nel giro di qualche giorno. Ricordo che all’epoca non ne fui particolarmente impressionato, ma lasciai ugualmente un segnalibro nella cartella di siti da tenere in considerazione.</p>
<p>Circa sei mesi fa sono tornato e ho aperto un altro conto, per via del fatto che – insieme ad alcuni amici – abbiamo in mente di gestire un sito di contenuti in modo collaborativo. Beh, ho trovato differenze notevoli e ho deciso di approfondire la conoscenza di WP.<br />
Da quel secondo conto ho aperto un altro blog sperimentale e mi son messo a smanettare. Sono riuscito a elaborare il sito nel modo desiderato. Quando ho avuto problemi, ho trovato risposte sia nella guida in linea che nel forum.</p>
<p>Ecco, tra le caratteristiche che WordPress offre, quali sono quelle che <strong>mi hanno convinto</strong> ad aprire questo sito con tale sistema:</p>
<ul>
<li>L’organizzazione per pagina. WP consente la creazione di pagine statiche, raggiungibili in ogni momento tramite menù (che – a seconda del tema scelto – può essere posizionato nella barra orizzontale in alto o in una delle colonne verticali). N.B. in WP i template sono chiamati temi;</li>
<li>l’organizzazione per categorie. Questa seconda modalità di organizzazione dei post fa sì che essi siano archiviati ordinatamente per argomento e non più, come nei normali blog, per data. Se combiniamo l’organizzazione del sito per pagina e per categoria, abbiamo un CMS! Ma con WP la facilità d’uso e gestione resta quella di un blog…</li>
<li>le tag. Esse sono un’ulteriore modalità di organizzazione del contenuto. All’inizio non ne capivo l’importanza, pensavo fossero una trovata per smanettoni, una caratteristica inutile, perditempo. Ora sono convertito e le uso. Proviamo a tralasciare le pagine, che sono fisse, e che servono per contenere testi quali “Chi siamo”, “Come trovarci”, ecc. Restiamo con le categorie e le tag. Le immagino come le verticali e le orizzontali (ascisse e ordinate, se preferite) della battaglia navale. La combinazione delle due permette il ritrovamento in tempi ridotti dell’articolo cercato. E se questo non basta, c’è pur sempre la funzione “search”;</li>
<li>con il provider <a href="http://www.bluehost.com/" target="_blank">BlueHost</a> ho avuto la possibilità di <strong>installare WP con un solo click</strong>. E anche gli aggiornamenti sono eseguibili con un sono click. Questa à una caratteristica comodissima, non devo più impazzire con i database, non devo più controllare che la versione di php sia quella giusta, e tutte le altre diavolerie tecniche del caso…</li>
<li>il sistema di widget. Spiegare, a chi non le conosce, che cosa siano le widget in WP, non è semplice. In breve, si tratta di finestre di codice, preformate, che è possibile inserire (dal pannello di controllo) nella colonna laterale (per chi ha scelto un teme a due colonne) o nelle colonne laterali (per i temi a tre o più colonne). Per chiarire, non resta che osservare questo sito. Se date un’occhiata alla colonna di sinistra, partendo dall’altro vedete una sezione intitolata “Pubblicità”. Essa è una widget di testo: il titolo è personalizzabile e il contenuto può ospitare sia testo che codice HTLM. In questo caso, il titolo è “Pubblicità” e il contenuto è il codice necessario per far apparire la pubblicità di AdSense. La seconda widget è “Ultimi articoli”. Questa widget consente di far apparire da 1 a 15 titoli, corrispondenti agli altrettanti articoli pubblicati più di recente. Le widget sono gestibili in modo facilissimo dal pannello di controllo: con un click selezioniamo in quale colonna vogliamo posizionare la widget scelta; con il tasto sinistro del mouse tenuto premuto, spostiamo la widget, in alto o in basso, per metterla nella posizione desiderata. A parte possiamo rinominare la widget e, dove è consentito, controllarne il contenuto.</li>
</ul>
<p>Per tutte queste ragioni penso che WordPress sia una piattaforma eccezionale per siti di tipo personale, o di piccole aziende, destinati principalmente alla pubblicazione di contenuti.</p>
<hr /><em>P.S. Avverto che il sottoscritto non ha ricevuto e non riceve compensi dalle aziende citate in questo articolo. Non ho interessi economici di alcun tipo con tali aziende e vi prego di non contattare me se incontrate difficoltà con loro. I link sono stati verificati e risultano funzionanti al momento della pubblicazione del presente articolo.</em></p>
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		<title>Comprare sembra facile: caccia alla tessera fedeltà</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/comprare-sembra-facile-caccia-alla-tessera-fedelta/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 09:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comprare sembra facile]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Acquistare on line]]></category>
		<category><![CDATA[farmacia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;immagine è una cortesia di prakhar. Mi è venuto in mente il titolo di questa nuova rubrica, “Comprare sembra facile”, mentre osservavo come spesso mi risulti difficile acquistare un bene o un servizio. Talvolta sembra che le aziende facciano di tutto per allontanare i potenziali clienti. Ho un esempio concreto da proporvi (per evidenti ragioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scoprire.biz/wp-content/uploads/2008/04/1323488318_741c7b1d9e.jpg"><img class="size-medium wp-image-19" style="border: 2px solid black; margin: 2px 10px;" title="1323488318_741c7b1d9e" src="http://www.scoprire.biz/wp-content/uploads/2008/04/1323488318_741c7b1d9e-300x225.jpg" alt="Un negozio indiano, sulla strada che porta al tempio sacro di Vaishno" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em>L&#8217;immagine è una cortesia di <strong><a title="Collegamento al album di prakhar" href="http://www.flickr.com/photos/prakhar/"><strong>prakhar</strong></a>.</strong></em></p>
<p>Mi è venuto in mente il titolo di questa nuova rubrica, “Comprare sembra facile”, mentre osservavo come spesso mi risulti difficile acquistare un bene o un servizio.<br />
Talvolta sembra che le aziende facciano di tutto per allontanare i potenziali clienti.</p>
<p>Ho un esempio concreto da proporvi (per evidenti ragioni eviterò di citare per nome le aziende interessate).</p>
<p>Vorrei installare un sistema di “carta fedeltà” in farmacia. Da circa <span id="more-18"></span> un paio di settimane sto cercando informazioni e preventivi. Ho contattato, finora, tre ditte: una trovata via Internet, attraverso i motori di ricerca; una trovata tramite materiale informativo che era già presente nell’archivio della farmacia; la terza ha recentemente comprato uno spazio pubblicitario – indicando sito internet, numeri di telefono e indirizzo email &#8211; su una rivista di settore.</p>
<p>La prima ditta, quella trovata via Internet, ha un sito privo di informazioni riguardanti il prezzo. Ho quindi scritto. Ho ricevuto risposta in poco tempo e – con uno scambio di tre email in tutto – tale ditta mi ha dato tutte le informazioni necessarie: come funziona il loro sistema e i costi precisi, sia d’installazione una tantum che quelli ricorrenti anno dopo anno.</p>
<p>La seconda ditta non ha ancora risposto.</p>
<p>Anche il sito Internet della terza ditta, quella che ha inserito l’indirizzo URL sulla pubblicità, evita di riportare i prezzi del loro programma. Ho scritto anche a loro. Lo scambio di email con questa terza ditta merita di essere citato.</p>
<p>Questo è il contenuto della email da me inviata:</p>
<blockquote><p>Buongiorno,<br />
vorrei sapere quanto costa il sistema &#8220;Xyz&#8221;, che ho visto pubblicizzato su una rivista specializzata.</p>
<p>Grazie.</p>
<p>Cordiali saluti,<br />
nome e cognome<br />
indirizzo</p></blockquote>
<p>Questa la risposta:</p>
<blockquote><p>Gentile Dottor Cognome,</p>
<p>può fornirmi un numero di telefono dove poterla contattare al fine di darle le indicazioni richieste?<br />
Grazie e buona serata</p>
<p>Nome e cognome<br />
Carica ricoperta in azienda</p></blockquote>
<p>Ora, io non voglio essere contattato al telefono! La mia email, semplice e diretta, non si presta a interpretazioni. Ho chiesto: “Quanto costa il sistema”?</p>
<p>La risposta che mi hanno inviato è una non-risposta!</p>
<p>Concludo tornando al titolo scelto per questa rubrica: “Comprare sembra facile.”</p>
<p>Su due ditte che hanno un sito Internet, quelle che usano il sito per fornire informazioni sono zero. Mi domando a che cosa gli serva il sito!</p>
<p>Su tre ditte, una sola ha fornito informazioni via email, come da me (il potenziale cliente) richiesto.</p>
<p>Comprare <em>sembra</em> facile.</p>
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		<title>Internet Explorer visualizza codice nascosto in WordPress</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/internet-explorer-visualizza-codice-nascosto-in-wordpress/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 21:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Internet]]></category>
		<category><![CDATA[WordPress]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;immagine è una cortesia di playerx. Avevo preso l&#8217;abitudine di scrivere gli articoli in Word, poi operare un copia-incolla e riversarli dentro WordPress. Poiché uso Firefox, non ho avuto mai problemi di visualizzazione. Controllando invece le pagine con Microsoft Internet Explorer, mi sono imbattuto in una riga di carattere che, qua e là, si ripeteva. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scoprire.biz/wp-content/uploads/2008/04/2342077469_6b540b98bf_400.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-13" style="border: 2px solid black; margin: 2px 10px; float: left;" title="2342077469_6b540b98bf_400" src="http://www.scoprire.biz/wp-content/uploads/2008/04/2342077469_6b540b98bf_400-300x187.jpg" alt="2008.03.18 ^ wordpress 2.5_rc1 dashboard Screenshot" width="300" height="187" /></a><em> L&#8217;immagine è una cortesia di <strong><a title="Link to playerx's photostream" href="http://www.flickr.com/photos/playerx/"><strong>playerx</strong></a>.</strong></em></p>
<p>Avevo preso l&#8217;abitudine di scrivere gli articoli in Word, poi operare un copia-incolla e riversarli dentro WordPress.</p>
<p>Poiché uso Firefox, non ho avuto mai problemi di visualizzazione. <span id="more-15"></span></p>
<p>Controllando invece le pagine con Microsoft Internet Explorer, mi sono imbattuto in una riga di carattere che, qua e là, si ripeteva. Eccola:</p>
<p>&lt;!&#8211;[if !supportEmptyParas]&#8211;&gt;&lt;!&#8211;[endif]&#8211;&gt;</p>
<p>La cosa mi ha piuttosto sorpreso.</p>
<p>Ho trovato la spiegazione di tale comportamento <a href="http://kb.mozillazine.org/SupportEmptyParas_tags_in_HTML_messages" target="_blank">qui</a> (ma a tale pagina sono stato rimandato da <a href="http://www.webmasterworld.com/firefox_browser/3005856.htm" target="_blank">qui</a> &#8211; che peraltro, al momento in cui scrivo, è il primo risultato di <a href="http://www.google.com/search?q=%3C!--%5Bif+!supportEmptyParas%5D--%3E%3C!--%5Bendif%5D--%3E&amp;hl=en" target="_blank">questa ricerca</a>).</p>
<p>In pratica si tratta di codici di formattazione, che non vengono visualizzati, prodotti da svariati programmi Microsoft, tra cui Word.</p>
<p>La mia soluzione? Beh, questo post è scritto direttamente in WordPress.</p>
<p>Prossimamente penso di scrivere ugualmente gli articoli in Word, poi &#8211; una volta controllati &#8211; copiare e incollare sul Blocco Note. A quel punto, nuovamente copiare e finalmente incollare su WordPress.</p>
<p>Il prossimo articolo lo scriverò così!</p>
<hr /><em>P.S. I link sono stati verificati e risultano funzionanti al momento della pubblicazione del presente articolo.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La febbre del vino</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/la-febbre-del-vino/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 14:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri che sto scoprendo]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Acquistare on line]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon.co.uk]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon.com]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Bookshop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[The Book Depository]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono attualmente in preda a quella che ho definito &#8220;La febbre del vino&#8221;. Di che cosa si tratta? È una storia neanche tanto lunga… …non ho mai amato il vino in modo particolare, con l’eccezione del moscato dolce e dello spumante – anche quello, dolce. La ragione principale è che il vino mi causa – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Sono attualmente in preda a quella che ho definito <strong>&#8220;La febbre del vino&#8221;</strong>. Di che cosa si tratta? È una storia neanche tanto lunga…</p>
<p class="MsoNormal">…non ho mai amato il vino in modo particolare, con l’eccezione del <strong>moscato dolce</strong> e dello <strong>spumante</strong> – anche quello, <strong>dolce</strong>.<span> </span></p>
<p class="MsoNormal">La ragione principale è che il vino mi causa <span id="more-10"></span>– quasi immediatamente dopo l’<a href="http://www.demauroparavia.it/56928" target="_blank">ingestione</a> – forti bruciori di stomaco. È un fatto che spiegavo quando, a tavola, <strong>rifiutavo il vino</strong> che i commensali desideravano offrirmi. Questo è successo fino a pochi mesi fa, quando un amico mi ha detto: «Guarda che il vino buono non fa venire bruciore: se un vino ti dà fastidio, vuol dire che non è buono!». A quel punto ho ricominciato, sia pure con molta prudenza, a bere e a riscoprire il vino. Ed è vero: <strong>il buon vino</strong> NON mi causa bruciore.</p>
<p class="MsoNormal">Mi sono presto accorto che il bere vino merita un <strong>approfondimento culturale</strong>: vorrei essere più consapevole di ciò che faccio, quando bevo un bicchiere di vino!</p>
<p class="MsoNormal">Ho cercato, su Internet, qualche buon libro dedicato all’argomento. Quando cerco libri, in inglese, la mia destinazione preferita è senz’altro <a href="http://www.amazon.com/" target="_blank">Amazon</a> (il sito statunitense) per via dei commenti dei lettori e del sistema informatico “intelligente”. Basta cercare una parola chiave e Amazon propone (quasi) infallibilmente proprio i titoli che si cercavano. Quei titoli che cerchi senza sapere che esistono…! È un servizio eccezionale.</p>
<p class="MsoNormal">Quando cerco testi di “reference”, cioè manualistica e saggistica, cerco inizialmente di preferenza libri in inglese, perché la produzione è più vasta rispetto a quella in lingua italiana e inoltre è anche – in genere – di qualità migliore.</p>
<p class="MsoNormal">Ho cercato su Amazon, dunque, e ho trovato immediatamente numerosi titoli. Ne ho acquistato alcuni, ho effettuato l’acquisto sul sito <a href="http://www.bookdepository.co.uk/" target="_blank">The Book Depository</a>, perché esso spedisce dal Regno Unito (quindi la consegna è molto più veloce rispetto all’acquisto fatto negli USA) e perché il prezzo dei libri richiesti era più basso rispetto ad <a href="http://www.amazon.co.uk/" target="_blank">Amazon.co.uk</a>. Alle considerazioni di prezzo va aggiunto il fatto che The Book Depository offre la consegna gratuita anche in Italia.</p>
<p class="MsoNormal">I libri sono arrivati nel giro di pochi giorni, confezionati individualmente, in ottimo stato.</p>
<p class="MsoNormal">Il primo libro che ho iniziato a leggere è <a href="http://www.amazon.com/gp/product/1563054345?ie=UTF8&amp;tag=artifex-20&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=9325&amp;creativeASIN=1563054345">The Wine Bible</a>, di <strong>Karen MacNeil</strong>. Consta in tutto di 910 pagine. Al momento in cui scrivo, sono arrivato alla pagina 106. Vi propongo una sorta di “lettura insieme”, per così dire. È chiaro che non posso (né voglio) ricopiare parola per parola tutto il libro; ciò che desidero è invece condividere la mia scoperta del libro, man mano che lo leggo.</p>
<p class="MsoNormal">“Scoperta” che inizierà… con il prossimo articolo!</p>
<hr />
<p class="MsoNormal">Cliccare di seguito per comprare <strong>“The Wine Bible”</strong>:</p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">su <a href="http://www.internetbookshop.it/book/9781563054341/macneil-karen/the-wine-bible.html?shop=790" target="_blank">Internet Bookshop Italia</a>;</span></p>
<p class="MsoNormal">su <a href="http://www.amazon.com/gp/product/1563054345?ie=UTF8&amp;tag=artifex-20&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=9325&amp;creativeASIN=1563054345" target="_blank">Amazon.com</a> (USA);</p>
<p class="MsoNormal">su <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/1563054345?ie=UTF8&amp;tag=artifex-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1634&amp;creative=6738&amp;creativeASIN=1563054345" target="_blank">Amazon.co.uk</a> (Regno Unito);</p>
<p class="MsoNormal">su <a href="http://www.bookdepository.co.uk/WEBSITE/WWW/WEBPAGES/showbook.php?id=9781563054341" target="_blank">The Book Depository</a> (Regno Unito);</p>
<p class="MsoNormal"><em>N.B.: Scoprire.biz ricava una commissione dagli acquisti che voi fate sui due siti Amazon e su IBS.<br />
I link sono stati verificati e risultano funzionanti al momento della pubblicazione del presente articolo.</em></p>
]]></content:encoded>
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