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di Giancarlo Nicoli

Dall’articolo di Stefano Montefiori del Corriere della Sera, ripreso da Dagospia:

Per questo ieri il discorso del socialista Manuel Valls ha strappato una irrituale standing ovation agli imprenditori riuniti al seminario estivo del Medef.

«Smettiamola di opporre sistematicamente Stato e imprese, capi d’azienda e dipendenti, organizzazioni patronali e sindacati — ha detto Valls —. Il nostro Paese è sfiancato da queste pose. La Francia ha bisogno delle sue imprese perché sono loro che, innovando, rischiando i capitali dei loro azionisti, mobilitando i loro uomini, rispondendo alle attese dei clienti, creano valore, e generano la ricchezza che deve andare a vantaggio di tutti». Niente che non sia stato detto già vent’anni fa da Tony Blair in Gran Bretagna, ma dalla sala arrivano applausi fragorosi e quasi increduli.

Vale anche per l’Italia, credo.

di Giancarlo Nicoli

Grazie a Dagospia.

Tomaso Montanari per “Il Corriere della Sera”

Caro direttore,
le riflessioni di Gian Antonio Stella sul compenso che Giovanna Melandri avrebbe voluto autoerogarsi come presidente del Maxxi hanno colto un punto vivo e dolentissimo della politica culturale italiana.

()

Potremmo discutere a lungo sulla nomina del direttore cinese del Maxxi, sullo stipendio della sua presidente e sul trasporto di quest’ultima per lo yoga. Ma il vero è nodo è il disprezzo della competenza che devasta il nostro Paese, e che mette in fuga i migliori tra i nostri giovani. Questo è l’unico vero punto di cui dovremmo discutere.

di Giancarlo Nicoli

Fonte: Ansa.it

La ‘cattiva’ legislazione sulla stampa continua in Europa, “specialmente in Italia, dove la diffamazione deve essere ancora depenalizzata” e si fa un “pericoloso uso delle leggi bavaglio”. Lo stima Reporter senza frontiere (Rsf) che piazza l’Italia al 57/o posto nel mondo, dopo tra gli altri Botswana e Niger, nel suo report 2013.

L’articolo completo è qui:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/
2013/01/30/REPORTER-SENZA-FRONTIERE-ITALIA-USO-PERICOLOSO-LEGGI-BAVAGLIO-_8160387.html

 

di Giancarlo Nicoli

Con Svizzera, in realtà, in questo articolo, mi riferisco quasi esclusivamente al Canton Ticino, il cantone svizzero di lingua italiana.

Il Ticino, con una superficie di 2’812 km², pari al 6,8% dell’intera superficie svizzera, ed una popolazione di 317’000 abitanti, è l’unico Cantone della Svizzera situato interamente a sud delle alpi.

La popolazione, che vanta un reddito medio pro capite di oltre 32’000 Euro, ha un alto livello di istruzione e grazie alla pluralità di lingue parlate si presta facilmente ad interagire con gli imprenditori esteri.

I principali centri del Cantone sono Lugano, Locarno, Bellinzona, Chiasso e Mendrisio.

La Svizzera ha un’attrattiva dal punto di vista turistico e ce l’ha anche dal punto di vista imprenditoriale. È quest’ultimo punto che attrae il mio interesse.

La burocrazia è molto più snella e amichevole rispetto all’Italia. Le tasse sono più basse. I servizi pubblici funzionano meglio.

La perdita di ore lavorative è estremamente ridotta, in quanto sono pressoché inesistenti le agitazioni sindacali
e il tasso di assenteismo è molto basso.

A chi rivolgersi per aprire un’attività in Svizzera? Come informarsi? Di seguito riporto collegamenti, da me cercati sulla rete, che rimandano a siti istituzionali oppure (la maggior parte) privati, che hanno a che fare con il mondo degli affari.

Siti istituzionali:

  • Admin.ch – http://www.admin.ch/
    Contiene tutte le informazioni sulle autorità federali svizzere e sul loro funzionamento. Da qui potete accedere direttamente ai siti dei sette dipartimenti e dei loro uffici, della Cancelleria federale, del Parlamento e dei tribunali supremi.
  • Il sito del Canton Ticino – http://www3.ti.ch/
    Il sito ti.ch e le informazioni ivi contenute sono messe a disposizione dall’Amministrazione cantonale del Cantone Ticino nell’interesse dell’utenza pubblica.
  • Il sito della Svizzera ufficiale – http://www.ch.ch/
    Ch.ch è il portale d’accesso nazionale della Svizzera. È la carta da visita elettronica della Svizzera, l’accesso centrale alle informazioni on line della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni in tedesco, francese, italiano, romancio e inglese.

Business:

  • Business Navigator.ch – http://www.businessnavigator.ch
    Come impostare un piano di business (altrimenti conosciuto come Business Plan). Software a pagamento. Sono disponibili alcuni esempi scaricabili gratuitamente.
  • Centro Promozione Start Up – http://www.cpstartup.ch/
  • Copernico, iniziativa di promozione economica – http://www.copernico.ch/
    Copernico è un’iniziativa di promozione economica volta a migliorare la visibilità del Cantone Ticino all’estero, aumentare la conoscenza delle opportunità d’investimento in Ticino e favorire nuovi insediamenti sul territorio cantonale.
  • Fidinam – http://www.fidinam.ch/
    Fidinam opera attraverso tre funzioni che rappresentano i suoi tre principali ambiti di attività: la consulenza fiscale e societaria, la consulenza aziendale e la consulenza immobiliare.
  • Financial Technologies S.A. – http://www.fintechnologies.ch
    Sulla base di una consolidata esperienza operativa nei più disparati ambiti d’impresa, offrono Advisory & Transaction Services differenziati e specifici, che comprendono: consulenza nei passaggi generazionali; assistenza nelle attività di acquisizione d’impresa e di rami d’impresa; fairness opinions specialistiche sui valori d’impresa; assistenza alla cessione d’impresa e rami d’impresa; assistenza nella strutturazione e revisione di business plans e piani di sviluppo; consulenza nelle attività di Deal Design, con definizione delle soluzioni contrattuali e tecniche più idonee alle finalità; assistenza nelle attività di Funding e di ricerca di capitale di sviluppo. FT opera in qualità di Global Coordinator lungo tutta la timeline operativa, dal deal design alla pianificazione esecutiva e fino al closing.
  • Fondounimpresa – http://www.fondounimpresa.ch/
    Fondounimpresa.ch è un progetto nato negli anni Novanta, inizialmente con la collaborazione della Fondazione ECAP di Lamone, e implementato oggi da un team che fa riferimento al Centro professionale di Trevano-Canobbio col sostegno operativo dalla Divisione della formazione professionale del Canton Ticino. Il progetto figura altresì tra le cosiddette Misure anti-crisi del Consiglio di Stato (Misura 61).
    Fondounimpresa offre il seguente file in formato PDF: Mettersi in proprio – un’impresa possibile.
  • SISAL Family Office – http://www.multifamily.ch/
    SISAL offre una varietà di servizi integrati, mirati alla gestione globale del patrimonio personale e all’ottimizzazione fiscale. SISAL propone una consulenza in ambito finanziario, immobiliare e commerciale e fornisce anche un’assistenza qualificata per le persone fisiche o le aziende internazionali, intenzionale a trasferirsi, personalmente o professionalmente nel Cantone Ticino.
    SISAL offre il seguente file in formato PDF: Guida informativa all’insediamento di impresa nel Cantone Ticino.
  • Startup.ch – http://www.startup.ch/
    Sito in inglese e tedesco, non legato in modo specifico al Canton Ticino.
  • WTC Lugano Relocation Services – www.wtclugano.ch
    Il World Trade Center (WTC) di Lugano offre la possibilità di lavorare in Cantone Ticino da subito, mettendo a disposizione dell’imprenditore degli uffici attrezzati e una segreteria condivisa.

Social Networking:

  • LinkedIn: (ho un link da verificare – work in progress…).

Turismo:

Media:

Agenzie immobiliari:

I link sono verificati funzionanti alla data di pubblicazione del post. Non ricevo in alcun modo commissioni dai siti segnalati. I siti riportati in pagina sono frutto della mia libera scelta editoriale.

di Giancarlo Nicoli

L’articolo, che mi ha dato lo spunto per scrivere, è questo: Brutta Italia – “Non vogliono spendere: i soldi li conservano perché temono la catastrofe”.

L’articolo inizia così:

E. Mu. per il “Corriere della Sera”

«Mai vista una situazione così in quarantaquattro anni di lavoro: faccio ricerca dal 1968 e oggi mi tocca registrare il disastro». Remo Lucchi, 68 anni, è l’amministratore delegato di Eurisko: con il dossier in mano, continua a estrapolare cifre ripetendo che all’Italia «manca una prospettiva».

Non posso evidentemente riportare l’articolo per intero. Riporto però, oltre all’inizio, la conclusione:

Questo perché la fiducia nella classe politica è al minimo?
«Come dato in sé, la fiducia a Monti era più alta qualche mese fa. Ma se io chiedo: c’è qualcuno meglio di lui? Il 45% mi risponde di no. E tra chi mi risponde di sì, compaiono i nomi di Bersani e Berlusconi ma si fermano al 3%: di fatto, l’alternativa non esiste. Gli italiani stanno dicendo a Mario Monti: smetti di fare il tecnico e fai lo statista, cambia il modo di governare e assicuraci stabilità non solo fino al 2013».

Lucchi esprime i miei stessi sentimenti: Monti, smetti di fare il tecnico e fai lo statista.

Fare lo statista significa tagliare la spesa pubblica, delegificare, tagliare le unghie alla burocrazia.

La prima occasione l’ha persa, ma il prof. Monti può sempre recuperare: dare un bel calcio in quel posto (calcio metaforico s’intende) a Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Gabriella Alemanno, direttore dell’Agenzia del Territorio, ha fatto passare le spese di rappresentanza da meno di 100 mila euro a più di un milione di euro. Vedere, per credere, i due articoli di Marco Lillo pubblicati dal Fatto Quotidiano:

Poi uno legge la notizia di oggi: Napolitano contro evasori: ‘Non meritano l’Italia’. Quello del Presidente Napolitano è un intervento molto bello e condivisibile. Vorrei chiedere a Napolitano se chi usa in modo così disinvolto, come fa la signora Alemanno per esempio, merita l’Italia. Vorrei chiedere al Presidente Napolitano il bilancio annuo del Quirinale, lo vorrei confrontare con il bilancio di altre istituzioni estere comparabili, vorrei verificare se il Presidente Napolitano merita l’Italia.

Ma torniamo a Mario Monti statista. Perché non interviene sulla spesa? Di che cosa ha paura? Perché non licenzia la signora Alemanno? Beppe Grillo recentemente ha postato un intervento che condivido in pieno: Il pozzo senza fondo delle tasse. Cito:

Le tasse per comprare cacciabombardieri, per finanziare finte missioni di pace in Iraq e in Afghanistan, per i rimborsi elettorali di un miliardo di euro ai partiti, per le centinaia di milioni di contributi ai giornali? Per i vitalizi dei parlamentari ottenuti dopo una legislatura, per tenere in piedi le Province, per i costi da monarchia rinascimentale del Quirinale, per le Grandi Opere Inutili come la Tav, la Gronda o Expo 2015?

Sappiamo che i cacciabombardieri di cui parla Grillo non servono a nulla.

Che cosa ci stiamo a fare in Iraq e in Afghanistan?

Con un referendum gli italiani avevano già detto che i partiti devono fare a meno dei contributi pubblici.

Il prof. Monti, economista, sa bene che i giornali, in quanto aziende private, devono trovare sul mercato le risorse per restare in piedi. Se non ci riescono, che chiudano.

Il prof. Monti smetta di fare il tecnico e si comporti da statista: che tagli i contributi pubblici per l’editoria.

Le Province possono essere eliminate tranquillamente.

Il Quirinale renda pubblico il bilancio.

La TAV sappiamo tutti benissimo che serve solo a chi la fa.

Per quanto riguarda la Gronda non mi esprimo, su Expo 2015 sì: è un’altra occasione per costruire opere che serviranno solo a chi le fa.

Remo Lucchi secondo me ha ragione, per quanto mi riguarda interpreta i miei pensieri. Il prof. Monti smetta di fare il tecnico e si comporti da statista. Se ne è capace. Se non è complice.

di Giancarlo Nicoli

L’articolo che vi segnalo, in inglese, è qui: http://mindonmoney.wordpress.com/2011/12/03/swim-by-the-bait/.

Il titolo originale inglese è “Swim by the bait”, che tradotto suona “Nuotare con l’esca”. Penso che sia una frase idiomatica, ma non l’ho trovata su Internet e vi dovete accontentare della traduzione letterale.

Non ho la possibilità di tradurre tutto l’articolo, che ho trovato molto interessante. In sintesi, l’autore (Howard Hill) sostiene che gli Stati Uniti d’America (e io aggiungo: tutte le democrazie occidentali) non sono una democrazia di libero mercato ma un sistema corporativistico, in cui una oligarchia comanda e si appropria della maggior parte della ricchezza, in modo del tutto legale, scrivono le leggi come gli conviene, lasciando a tutti gli altri le briciole.

Cito e poi traduco solo un breve brano:

Allowing people (or corporations or labor unions) to make contributions to politicians or political causes without disclosing who’s paying is a clear invitation to corruption.  While we’re at it, anyone making political money contributions should disclose those contributions within five days of doing so.  And only voters in a given district or state should be allowed to spend money on local elections in that district or state.

Più o meno viene così:

Consentire a persone (o aziende o sindacati) di elargire denaro ai politici o a iniziative politiche senza dichiarare il nome di chi è il pagatore è un chiaro invito alla corruzione. Già che ci siamo. Chiunque doni denaro alla politica dovrebbe dichiarare pubblicamente tali contributi entro cinque giorni dalla donazione. Solo gli elettori di un dato collegio elettorale o regione dovrebbero poter donare soldi nelle campagne elettorali locali o regionali.

 

di Giancarlo Nicoli

Avevo già riportato una citazione di Maffeo Pantaleoni:

«Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. L’abilità consiste nel ridurre le spese, dando nondimeno servizi efficienti, corrispondenti all’importo delle tasse; fissare le tasse in modo che non ostacolino la produzione e il commercio o per lo meno che lo danneggino il meno possibile»

Abbiamo in carica attualmente un governo di tecnici, non eletti (non che cambi qualcosa tra eletti e non eletti, in questa sedicente democrazia italiana), che si devono inventare qualcosa per ridurre l’enorme debito pubblico nazionale.

Qualche suggerimento, per iniziare a rientrare, ce l’avrei:

  • vendere Enel;
  • vendere Finmeccanica;
  • quotare in borsa e vendere Poste Italiane;
  • quotare in borsa e vendere la RAI (Radio Televisione Italiana) e contestualmente abolire il canone (un tributo in meno per le famiglie che lo pagano);
  • quotare in borsa e vendere InvItalia, precedentemente conosciuta come Sviluppo Italia (questa voce non ve l’aspettavate);
  • vendere Terna.

Inoltre:

  • abolire le Province. Attribuire le competenze provinciali a Comuni e Regioni;
  • abolizione degli Ordini Professionali – che sono una cosa che esiste solo in Italia, nessun altro Paese al mondo ce li ha. Contestuale abolizione dell’Esame di Stato per l’accesso alla professione. Insomma, se una Università italiana ha laureato una persona, questa persona a partire dal giorno dopo deve essere in grado di liberamente aprire la propria attività professionale, senza alcun vincolo (Oggi non è così);
  • abolire i contributi pubblici all’editoria.

I grandi lavori:

  • Fermare la TAV. Lo sappiamo tutti che la TAV serve solo a chi la fa;
  • Fermare il ponte sullo Stretto di Messina. Per sempre. Solo l’idea di costruire un ponte in una zona ad alto rischio sismico, come quella tra Reggio Calabria e Messina, e sostenere che la costruzione è possibile, fa venire i brividi.

Sarebbe bello (farei se potessi):

  • Eliminare il Senato e dimezzare il numero dei deputati. Pensateci: non solo meno stipendi – che non sono la voce di spesa più importante, se ci riflettete – ma soprattutto meno veti incrociati, meno mercanteggiamenti, meno raccomandazioni, meno affari poco puliti, più velocità nella legificazione; e – si spera – più velocità nella delegificazione.

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