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di Giancarlo Nicoli

Le buone maniere – “Di libro in libro” – seconda puntata

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Viaggio nel mondo dei libri attraverso video recensioni e video presentazioni di pubblicazioni e di persone legate al mondo letterario.
La seconda puntata è dedicata a cinque libri che – ciascuno a proprio modo – si occupano delle buone maniere.

di Giancarlo Nicoli

Recensione libro. Bruno Ferrero, “L’iceberg e la duna”.

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Giorni fa avevo sentito una conferenza di don Bruno Ferrero, nel complesso interessante. Mi colpì in particolare una delle tante storielle da lui lette durante la serata. Avevo notato che il libro da cui la lesse era questo, ne volevo sapere di più sulla storiella (autore, riferimenti bibliografici…) quindi l’ho comprato.

Il libro è composto da una quarantina di storielle edificanti per bambini e — scusate il politicamente scorretto — persone povere. Il pauperismo della chiesa cattolica qui c’è tutto. I poveri vengono invitati a restare tali; scusate la perfidia: non è che tutti possono diventare cardinali e andare a vivere in attici da centinaia di metri quadri, qualcuno deve pur sgobbare. In cambio della vita eterna in paradiso, naturalmente.

Riferimenti bibliografici, zero.
Non c’è un’introduzione, una presentazione, una prefazione, una postfazione, nulla.

La storiella che mi ha portato a questo libro riguarda una bambina di dodici anni malata di cancro… “La nostalgia”, pagina 26. Su internet è attribuita a un medico oncologo brasiliano. Non c’è altro. Può essere che le altre siano state scritte da don Ferrero. Mi sembrerebbe strano che fossero tutte da lui scritte tranne una, peraltro posizionata in mezzo alle altre. Quelle che ho trovato “ricopiate” sul web non hanno attribuzione. Scusate se insisto, trovo che copiare senza indicare le fonti sia una gran brutta abitudine: il fatto che tale abitudine abbia ormai ha preso piede non significa che non sia da evitare.

Nonostante tutte le perplessità espresse sopra, metto quattro stelle: si legge in fretta; anche se la maggior parte delle storie è modesta, alcune invece sono sostanziose e sinceramente mi hanno dato da riflettere.

Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 80 pagine
  • Editore: Elledici (24 giugno 2015)
  • Collana: Piccole storie per l’anima
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8801058349
  • ISBN-13: 978-8801058345

Il libro si intitola “L’iceberg e la duna” — non “L’iceberg e la luna” come scritto da Amazon.

di Giancarlo Nicoli

Il primo giorno di scuola – “Di libro in libro” – prima puntata

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Viaggio nel mondo dei libri attraverso video recensioni e video presentazioni di pubblicazioni e di persone legate al mondo letterario. La prima puntata è dedicata a cinque libri che – ciascuno a proprio modo – si occupano del primo giorno di scuola dell’infanzia. Abbiamo registrato nella libreria “Raccontami una storia”, di Fenegrò.

di Giancarlo Nicoli

Gaspare Barbiellini Amidei. I nostri ragazzi. Questa volta parliamoci chiaro/3

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Tutti gli estratti relativi al libro I nostri ragazzi, pubblicati su Scoprire, sono qui. N.B.: Scoprire è un blog, quindi i post sono elencati in ordine cronologico inverso.

Per saperne di più a proposito delle nostre recensioni, cliccare qui.

Ricordo che questo libro raccoglie articoli pubblicati sul settimanale Oggi.  Il libro è stato pubblicato nel 1983, gli articoli quindi sono precedenti (anche se non di molto). Sono passati trent’anni. Eppure, come leggerete, il brano che inizia a pagina 22 – di cui riporterò un estratto – mi sembra che sia ancora centrato e attuale. È a proposito dell’ascoltare la musica da soli: allora con le cuffie, oggi con cuffie o auricolari.

A me queste cuffie che vedo passare per la strada, che potrebbero anche entrare in casa mia come un muro inesorabile fra me e i miei figli, fanno dolore, perché sono anche un segno. Sono il segno di un fallimento nostro (se si sono stancati delle nostre parole) e di una fuga loro. Eppure la musica era stata creata col mondo per unire, non per separare, per sciogliere il ghiaccio e la carne che dividono ogni uomo dagli altri uomini, quella musica che faceva di una folla greca un’arpa dove ogni spettatore era una delle mille corde capaci di vibrare insieme, e di una piazza rinascimentale un immenso lieto orecchio di amore o di preghiera. A chi fortunato entri ancora oggi in un’abbazia benedettina dove si canti l’ultimo Gregoriano, con quelle voci salenti insieme verso l’altare parrà di vedere una nave di pietra e di suoni lievissima muoversi verso un porto di serenità.

Paiono, queste cuffie, il segno di una impossibilità di comunicare: uno accanto all’altro, ciascuno con un registratore e un nastro, ascoltando magari musiche diverse, diverse evasioni, diversi stimoli, diversi modi di cancellare i propri pensieri.

(…)

Ci sono tanti modi di concentrare il proprio orecchio: molti secoli fa una grande scrittirice musulmana insegnava, attenzione dopo attenzione, a cogliere il rumore delle lacrime della persona amata. Del resto, anche da noi in Toscana si usa ancora dire: «Ascoltami » per significare, timidamente: «ti amo ».

Barbiellini Amidei, Gaspare, I nostri ragazzi, I edizione BUR, Milano, Rizzoli, settembre 1983, 173pp, non ha ISBN, pag. 22-23

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di Giancarlo Nicoli

Gaspare Barbiellini Amidei. I nostri ragazzi. Questa volta parliamoci chiaro/2

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Ho già sostenuto in un libro e in un articolo molto discusso la tesi un po’ bislacca che non basta dire: se non fumate avete la certezza statistica di vivere meglio, bisogna saper trovare un « per » alla propria vita e a quella delle persone che si amano, un « per » che non abbia come vera sostanza soltanto la soddisfazione statistica di vivere più a lungo di quelli che fumano.

Barbiellini Amidei, Gaspare, I nostri ragazzi, I edizione BUR, Milano, Rizzoli, settembre 1983, 173pp, non ha ISBN, pag. 19

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di Giancarlo Nicoli

Gaspare Barbiellini Amidei. I nostri ragazzi. Questa volta parliamoci chiaro/1

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Ho conosciuto Gaspare Barbiellini Amidei due volte.

Circa trent’anni fa, nell’epoca in cui – ero un ragazzo – con la famiglia si andava in val Seriana (un’ora e mezza di automobile all’andata e molto di più, per via del traffico impossibile, al ritorno) a trovare i nonni materni, mi ritrovavo a trascorrere i pomeriggi della domenica eclusivamente in compagnia di adulti.

Andavo nella camera da letto dei nonni, prendevo le riviste “Oggi” e “Gente” dal comodino della nonna e “La settimana enigmistica” da quello del nonno e andavo in camera mia a leggere tutto quanto.

“Oggi”, in particolare, ospitava due rubriche di peso. La prima era La stanza di Indro Montanelli; la seconda era proprio I nostri ragazzi, di Gaspare Barbiellini Amidei. Questo fu il primo incontro.

Il secondo incontro con Gaspare Barbiellini Amidei risale a una dozzina d’anni fa. All’epoca ero collaboratore della segreteria del P.E.N. Club italiano. Svolgevo i normali lavori d’ufficio. Un pomeriggio chiamò proprio lui. Si trattava di un caso personale, che lo riguardava in quanto socio; di quest’uomo mi colpirono la semplicità e l’umanità, la facilità di stabilire un rapporto spontaneo, chiaramente avvertibili anche via telefono. Doveva essere una gran brava persona.

Adesso i ragazzi ce li ho io. Tre, per la precisione: Margherita, Lorenzo, Benedetta. In realtà sono ancora bambini, ma la curiosità e il desiderio di accompagnarli nella loro crescita nel miglior modo che mi sia possibile mi ha fatto tornare in mente, dopo tanto tempo, e attraverso chissà quale associazione di idee, la rubrica I nostri ragazzi, proprio quella che leggevo, quando ancora pure io ero un ragazzo, e che trovavo così interessante perché parlava (anche) di me.

Grazie a Internet ho trovato rapidamente una copia del libro. È un libro che non ha un’edizione corrente. Ho trovato un’edizione BUR del 1983 – che è quella che mi sono procurato. Non ha un codice ISBN.

Inizio la serie dedicata a questo libro con la trascrizione della quarta di copertina.

In queste «storie vere» vivono tre personaggi: un padre e i suoi due figli, Beatrice e Federico. Per i figli adolescenti il padre non è più il maestro indiscusso, l’eroe imbattibile dei tempi della loro infanzia; il padre (l’autore) come tutti i padri di oggi capisce le trasformazioni dell’animo dei figli, ma non può evitare l’amarezza di un’immagine che si è perduta, di un ruolo che pare affievolito. Barbiellini Amidei, docente universitario, tra le più grandi firme del giornalismo italiano, sembrerebbe mettere qui tra parentesi i grandi temi politici e scientifici per studiare e soffrire dal vivo il comportamento dei ragazzi di oggi, a cominciare da quelli di casa sua. I grandi temi, tutti i temi della politica e della morale, poi riaffiorano nei confronti con i figli; ma con un linguaggio nuovo, piano e chiaro, fuori dal gergo iniziatico delle Accademie e dei Palazzi del giornalismo e del potere. La via che l’autore propone è quella del discorso aperto, franco: perché se i padri possono ancora offrire il contributo della loro esperienza ai figli, è pur vero che questi ultimi, al di là dei loro atteggiamenti, conservano intatto e continuano a dimostrare – nei momenti che veramente contano – lo stesso attaccamento alla famiglia e alla casa d’origine dei giovani di sempre.

 

Barbiellini Amidei, Gaspare, I nostri ragazzi, I edizione BUR, Milano, Rizzoli, settembre 1983, 173pp, non ha ISBN

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di Giancarlo Nicoli

Citazioni utili

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It is hard to imagine a more stupid or more dangerous way of making decisions than by putting those decisions in the hands of people who pay no price for being wrong.

– Thomas Sowell

Tradotta in italiano, più o meno viene così: “È difficile immaginare una maniera di prendere decisioni più stupida o più pericolosa che di mettere queste decisioni nelle mani di persone che non pagano se sbagliano.”

Ho trovato questa citazione nell’ultima lettera (14 settembre 2013) di John Mauldin.

Non trovate che essa si attaglia perfettamente ai parlamentari? E ai banchieri? E…

 

Oscar Wilde diceva che l’unico modo per liberarsi da una tentazione è cedervi… ma diceva anche che la Bibbia comincia con una donna nuda e finisce con l’Apocalisse. Il bello degli aforismi è che uno può dire tutto e il contrario di tutto, e dare sempre l’illusione della verità…

Dylan Dog n° 110, Aracne, pubblicato a novembre ’95, autore Gianfranco Manfredi, disegnatore Corrado Roi, copertina Angelo Stano

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