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di Philip Vardena

Niente di nuovo sotto il sole?

La mia opinione è ancora quella: non c’è niente di nuovo da scrivere…

  1. Penso sempre che siamo in una cosiddetta “bear market trap”;
  2. Penso sempre che siamo in una fase di deflazione;
  3. Continuo a credere che sia inutile cercare di indovinare i minimi e i massimi del mercato;
  4. Penso che i guadagni, in futuro, verranno non dal possedere l’indice ma dal possedere alcuni titoli selezionati.

L’altra volta segnalavo l’azienda Stereotaxis (Nasdaq: STXS; ne parlo diffusamente sul sito, con pagine in italiano). Tra un paio di settimane dovrebbero essere diffusi sia i risultati dell’ultimo trimestre sia quelli annuali.

Acquistai le prime azioni questa azienda nel marzo del 2008, per poi lentamente continuare a incrementare la posizione. Sono complessivamente  “sotto” di circa il dieci percento ai corsi di questi giorni.

Ma perché sono così entusiasta di questo titolo, tanto da parlarne agli amici e da scriverne sul blog?

L’azienda produce macchine che generano un potente campo magnetico; tale campo magnetico serve per guidare speciali cateteri (che hanno la punta magnetizzata) all’interno del sistema cardiocircolatorio. Tipicamente, il catetere viene inserito nella principale vena della gamba destra. Da lì, viene lentamente guidato fin dentro il cuore. Una volta posizionato il catetere nel cuore, nel punto desiderato, il medico procede alla cosiddetta ablazione. In altre parole, vengono bruciate elettricamente quelle cellule malate, che generano impulsi che fanno battere il cuore in modo aritmico.

Oltre alle macchine, Stereotaxis produce anche alcuni cateteri.

La tecnologia in possesso di quest’azienda è unica e protetta da numerosi brevetti. Non è in pratica possibile copiarla.

Il vantaggio tecnologico assicurato dalle macchine “Niobe” (si chiamano così) è riassumibile – rispetto alle operazioni condotte manualmente – in: tempi d’intervento dimezzati; il paziente è sottoposto a circa la metà dei raggi x; il medico non è più esposto ai raggi x (l’esposizione è zero, perché egli opera da remoto, in un’altra stanza); rischi di perforazione dei vasi sanguigni o delle pareti del cuore azzerati (contro un 2/8 % del manuale, a seconda dell’abilità del medico); percentuale di successo dell’intervento intorno al 95%.

Come dicevo, Stereotaxis produce alcuni cateteri, da usare con le proprie macchine. Ma non li produce tutti. Molti dei cateteri usati con i sistemi Niobe sono prodotti dalla Biosense Webster (BW), una divisione della Johnson&Johnson. Dall’uso di questi, Stereotaxis ricava una commissione del 15% (che non è molto ed è attualmente oggetto di trattativa).  Si sa che vengono usati anche cateteri della Biotronik (non mi risulta che sia quotata in Borsa), e si pensa che la St. Jude Medical (Nasdaq: STJ) stia lavorando alla realizzazione di un catetere magnetico da usare con i sistemi Niobe.

Il prezzo di STXS non si muove molto, l’azienda è ancora in perdita e ha debiti. Stereotaxis dovrebbe raggiungere il pareggio alla fine di quest’anno o agli inizi del prossimo. Con il lancio del nuovo catetere magnetico di BW, avvenuto lo scorso anno, il ritmo di aumento dell’utilizzo delle Niobe è di circa il 50% trimestre su trimestre (p. es. 2° trimestre 2008 contro 2° trimestre 2009). Vorrei sapere di questi tempi quale azienda cresce del 50% l’anno.

C’è un altro fattore di cui tenere conto, nel caso in cui si decida di investire in quest’azienda. In questo momento è possibile usare i cateteri di qualsiasi produttore: si paga una commissione (diretta o indiretta). Ma che cosa succederebbe se JNJ o SNJ o Medtronic (MDT) o Intuitive Surgical (ISRG) muovessero e acquistassero Stereotaxis? Si prenderebbero tutta la torta e lascerebbero fuori gli altri. Secondo me, per calcolare il valore di STXS, bisogna tener conto anche di quanto i grandi produttori di cateteri o di apparecchiature medicali sarebbero disposti a pagare per assicurarsi l’esclusiva di un mercato enorme, quale è quello della cura, via ablazione cardiaca, delle fibrillazioni atriali e degli altri tipi di aritmia.


Di Giancarlo Nicoli, Appiano Gentile, CO
Il presente articolo è stato scritto da Giancarlo Nicoli. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti, che Giancarlo Nicoli ha ritenuto affidabili. L’accuratezza e la completezza delle stesse non può essere in nessun modo garantita. La presente pubblicazione viene a pubblicata per meri fini di informazione ed illustrazione, non costituendo peraltro la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto nella sua interezza. A tal proposito si chiede la cortesia di citare la fonte: www.scoprire.biz. La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti a cui si rivolge. Giancarlo Nicoli ha la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione dei lettori.
Giancarlo Nicoli può occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
I link eventualmente presenti sono stati verificati e risultano funzionanti al momento della pubblicazione del presente articolo.

di Giancarlo Nicoli

Il Rosso e il Verde

Dal 13 settembre 2009

Ebbene sì, il precedente “Rosso e Verde” risale a più di due mesi fa…

Come scrivevo nel primo appuntamento di questa rubrica: “Leggo molto e scrivo poco. Vorrei invece scrivere ciò che condenso dalle ore di lettura e di riflessione in merito all’economia e alla politica.”

Ma se non c’è niente di nuovo da scrivere…

  1. Penso sempre che siamo in una cosiddetta “bear market trap”;
  2. Penso sempre che siamo in una fase di deflazione;
  3. Continuo a credere che sia inutile cercare di indovinare i minimi e i massimi del mercato;
  4. Penso che i guadagni, in futuro, verranno non dal possedere l’indice ma dal possedere alcuni titoli selezionati, uno dei quali è Stereotaxis (ne parlo diffusamente sul sito, con pagine in italiano).

Lo spunto per postare oggi, però, mi viene dall’ultima newsletter di John Mauldin, “If This is Recovery…” (del 13 novembre).

Ci sono due brani dei quali vale la pena rendere disponibile la traduzione in italiano.

1: “I think we are in for a double-dip recession in 2011, yet I readily admit there will be little if any statistical evidence in advance this time. This is more of an instinct call. I have serious doubts that we can have what amounts to the largest tax increase of all time in what will be a very weak (albeit growing) economy, without putting us back into recession. And Speaker Pelosi thinks it is a smart thing to add another 5.4% surtax on what will already be a rising capital gains and dividend tax.”

“Penso che avremo una nuova recessione nel 2011, anche se dico subito che stavolta non ci saranno prove statistiche che la annunceranno in anticipo. È più una previsione basata sull’istinto. Ho seri dubbi sul fatto che noi (Stati Uniti d’America, ndr) possiamo avere il più elevato aumento delle tasse della storia in una economia debole – anche se in ripresa – senza che ciò non ci rimandi in recessione. E lo Speaker della Camera dei Deputati (USA, ndr) Pelosi pensa che sia una cosa intelligente l’aggiungere un’altra soprattassa del 5,4% su quella che sarà una tassa già in crescita sui guadagni di capitale e sui dividendi.”

2: “Taxing small businesses, and that is what the tax increase amounts to, is a very bad idea in a weak economy. Small businesses are where the job growth comes from. Taking money from productive businesses and giving it to government is a fundamentally flawed concept.”

“Tassare le piccole imprese, e questo è il significato dei proposti aumenti di tasse, è un’idea invero sbagliata in una economia debole. Sono le piccole imprese quelle che creano i nuovi posti di lavoro. Prendere il denaro da imprese produttive e darlo al governo è un concetto fondamentalmente fallace.”

Attenzione, in una recessione i mercati scendono in media del 40%. Se ci sarà una nuova recessione nel 2011, i portafogli ne soffriranno.

Quanto al secondo brano, ne prendo spunto per dire che è ora che in Italia si prenda coscienza del fatto che lo Stato deve dimagrire. Se vogliamo creare più posti di lavoro, le tasse devono scendere: ne abbiamo troppe e troppo alte.


Di Giancarlo Nicoli, Appiano Gentile, CO
Il presente articolo è stato scritto da Giancarlo Nicoli. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti, che Giancarlo Nicoli ha ritenuto affidabili. L’accuratezza e la completezza delle stesse non può essere in nessun modo garantita. La presente pubblicazione viene a pubblicata per meri fini di informazione ed illustrazione, non costituendo peraltro la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto nella sua interezza. A tal proposito si chiede la cortesia di citare la fonte: www.scoprire.biz. La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti a cui si rivolge. Giancarlo Nicoli ha la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione dei lettori.
Giancarlo Nicoli può occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
I link eventualmente presenti sono stati verificati e risultano funzionanti al momento della pubblicazione del presente articolo.

di Philip Vardena

Il Rosso e il Verde

Dal 28 agosto 2009

Leggo pagine e pagine scritte per dire: “siamo in un clima di deflazione”.

E poi ancora pagine e pagine scritte stavolta per dire due cose opposte tra loro: siamo in recessione / la recessione è finita.

A me sembra che siamo chiaramente in un clima di deflazione.
E mi sembra altrettanto chiaro che siamo ancora in un clima di recessione. Resto con un po’ di liquidità e mantengo azioni che pagano un buon dividendo (dal 7% lordo annuo in su).

Micro… macro… Sono del parere che belle aziende, che abbiano un bel business plan e un prodotto vincente; che abbiano quella che Warren Buffett chiama “wide moat” (rilevante barriera all’ingresso di concorrenti) e che Michael Porter chiama – in modo per me più facile da tradurre dall’inglese -  “vantaggio competitivo”, in borsa daranno dei bei risultati: anche se il resto del mondo faticherà un po’.

E quali sarebbero queste aziende?
Dal mio punto di vista (sono pur sempre un farmacista) le aziende che si occupano di salute sono aziende che hanno già di per sé una posizione favorevole. Tutti vogliono vivere il più a lungo possibile, tutti vogliono evitare il dolore, tutti vogliono stare bene.

Attenzione, non do consigli di acquisto: vi offro solo qualche idea, poi dovete essere voi a scavare e a prendervi la responsabilità di un eventuale investimento…

Un’azienda che a me piace molto (forse lo avrete già capito) è Stereotaxis (notizie Yahoo!tag di Scoprire.biz). Quest’azienda ha:

  • una linea di prodotti innovativi;
  • una chiara leadership di mercato rispetto ai concorrenti;
  • prodotti che hanno un profilo di sicurezza superiore alla concorrenza;
  • brevetti che la mettono al sicuro da eventuali imitatori;
  • un profilo costo/beneficio superiore all’uso cronico del farmaco.

Ci sono un paio di punti deboli, il primo è che Stereotaxis ancora perde denaro ed è indebitata (cosa che in questa fase di mercato – ma che cosa dico… in ogni fase di mercato) scoraggia molti investitori e toglie domanda al titolo azionario; il secondo, sequenziale al primo, è che si parla di un prossimo aumento di capitale (anche questo scoraggia l’investimento).

Per chiudere, vi segnalo il blog “Mercato Libero”. Lo leggo quasi tutti i giorni e lo trovo interessante. Non sempre condivido quel che c’è scritto, ma questa è un’altra storia.


Di Giancarlo Nicoli, Appiano Gentile, CO
Il presente articolo è stato scritto da Giancarlo Nicoli. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti, che Giancarlo Nicoli ha ritenuto affidabili. L’accuratezza e la completezza delle stesse non può essere in nessun modo garantita. La presente pubblicazione viene a pubblicata per meri fini di informazione ed illustrazione, non costituendo peraltro la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto nella sua interezza. A tal proposito si chiede la cortesia di citare la fonte: www.scoprire.biz. La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti a cui si rivolge. Giancarlo Nicoli ha la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione dei lettori.
Giancarlo Nicoli può occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
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