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di Giancarlo Nicoli

I mercati finanziari nel 2018: un tentativo di previsione.

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Come si comporteranno i mercati finanziari nel 2018? Nessuno è in grado di rispondere a questa domanda. Però mi piacerebbe azzardare qualche previsione.

Ritengo probabile che l’inflazione salirà, più o meno gradualmente, da qui a due, forse tre anni. Penso che su questo siamo d’accordo tutti. Le banche centrali più importanti stanno tutte stampando moneta: ECB, FED, BOJ, BOE PBOC… (le sigle indicano le banche centrali rispettivamente di: Area Euro, Stati Uniti d’America, Giappone, Gran Bretagna, Cina)

In risposta all’inflazione, anche i tassi d’interesse sono destinati a salire. Beh, in questo momento sono a zero o quasi zero o sotto zero in buona parte del mondo. Pensavo che a meno di zero non potessero andare, e invece… Quindi non possono che salire.

Dove mettere i propri soldini?

  1. non ne ho la più pallida idea;
  2. per quanto si sia in un ambiente economico caratterizzato da deflazione (deflazione di beni e servizi, invece abbiamo inflazione di investimenti: case, azioni, obbligazioni), l’inflazione è dietro l’angolo: le banche centrali hanno stampato e stanno stampando tantissima moneta;
  3. nessuno è in grado di prevedere il futuro;
  4. reputo opportuno mantenere liquida una parte dei propri risparmi. Cash;
  5. l’oro resterà un bene-rifugio. Chi può (intendo chi può non solo dal punto di vista di potersi permettere l’acquisto d’oro, quanto anche il potersene permettere la custodia) è bene che prenda in considerazione l’acquisto diretto del cosiddetto oro fisico. Comprare monete d’oro sonante, oppure lingotti.
    Si possono comprare azioni di aziende aurifere e certificati che garantiscono la presenza di oro fisico custodito in caveau.
  6. alla larga dalle obbligazioni, specialmente quelle che scadono in un futuro lontano: se i tassi si alzano, il prezzo scende e si porta a casa una perdita rilevante.
  7. la maggior parte delle azioni è cara. Non è il momento di investire in Borsa.

Altri pensieri

Se ne avete l’età e la possibilità: investite su voi stessi: investite in istruzione (corsi di aggiornamento, corsi di lingue, corsi professionali…) e investite nella vostra attività (commerciale o produttiva o di servizi), in modo da farvi trovare pronti nel momento in cui arriverà la prossima crisi (perché non c’è dubbio che una prossima crisi arriverà).

di Giancarlo Nicoli

Capitalismo. Quale capitalismo?

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Evil Diaries: Gold has perked up

Finally, it is often currently said that capitalism is dead. But how would those so claiming know? After all we have not had capitalism in this country for many many years. Capitalism means using your own capital and judging what is sensible as you go. However, in this country, the state (as commanded by the EU) has long determined the legal framework of work. It’s not capitalism that should be criticised but state intervention and the failure of the state to recognise its failure.

 

di Giancarlo Nicoli

I Want A BDC In My Portfolio

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di Giancarlo Nicoli

It Is Going To End In Tears (Own Gold)

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di Giancarlo Nicoli

Gli incapaci al comando.

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Traduco e qua e là chioso un brano tratto dall’ultima newsletter di John Mauldin: Will the Real Unemployed Please Raise Your Hands?

A proposito del salvataggio di Cipro (vedere anche il blog del Guardian – in inglese; oppure una raccolta di articoli su Dagospia.).

Perché predere il denaro dai conti correnti delle vedove e invece esentare le filiali di banche greche? Qui si stanno proteggendo le banche e le istituzioni e non gli innocenti. Trovo l’intero ragionamento offensivo nel modo in cui si guarda attraverso il lato sbagliato del cannocchiale.

E poi, accidenti, perché creare un precedente che incoraggia i risparmiatori nelle banche a chiedersi se il loro denaro è ancora il loro? Se i depositi dei cittadini di uno Stato membro della UE non sono al sicuro dalle mani dei burocrati – almeno fino a €100.000 – allora per quale ragione ci si dovrebbe fidare delle banche? E su quale base il Fondo Monetario Internazionale sembra stia imponendo il prelievo sui depositi? E perché i depositanti turchi in banche non greche dovrebbero perdere soldi mentre i depositanti greci in banche greche no? Cipro è già complicata di suo, non c’era bisogno di aggiungere altre complicazioni.

Il brano successivo lo lascio in inglese, non ho tempo di tradurlo.

Cyprus is also a problem in itself. It is the size of a small city, not a country. My friend Frank Trotter of Everbank noted today that the agricultural subsidies Texas gets from the US government total more than the entire GDP of Cyprus. Would anyone blink if the banks in San Bernadino County went bankrupt? Cyprus’s banking system is around 8 times the size of the country’s GDP, so asking the country to back the deposits of its banks is ludicrous. Perhaps as much as half the deposit total is from outside the country (encouraged by the banking system and regulators), and it is widely assumed that Cyprus launders a great deal of Russian-oligarch and Russian-mafia money. Which of course does not sit well with Germany, especially in advance of its upcoming election. Try telling the good burghers of Bavaria that they should pay to bail out Russian oligarchs. Frau Merkel has made it clear she will not.

The EU contends that Greece was a one-off situation and no one else will get bailed out, at least not on sovereign debt. We will see.

While the bailout money needed is about the size of the entire economy (€17 billion), that is chump change to maintain the system. The banks are in large part bankrupt because they bought too much Greek debt and were forced to take haircuts on that debt. If the ECB bailed out Greek banks and depositors (which they did), then why is Cyprus a special case, demanding that some small depositors and not others lose money? Then again, if the banks go down, which they could easily do without a bailout, depositors stand to lose a great deal more, as Cyprus as a country can no longer access the bond market.

L’Europa vuole che la Russia intervenga, al prezzo di concedere alla Russia un porto nel Mediterraneo? In Europa è legale gravare una parte delle persone e lasciare fuori gli altri? Sembra che ci sia un po’ di dibattito.

This mess occurred because there is no clear eurozone banking policy or general deposit insurance, both of which were promised in the wake of the last such crisis and then soundly rejected by Germany (Merkel), which does not want to pay for the banking sins of other countries.

I fear that whatever I write will be both obsolete and wrong before I can even hit the send button, so I will forbear. We will revisit Cyprus when we can make some informed observations.

Ma lasciatemi ribadire quel che scrissi qualche settimana fa. La vera sfida dell’euro è, prima di tutto, la Francia (un altro Stato in cui le banche sono troppo grandi per essere salvate in caso di crisi) e, in secondo luogo, il fatto che gli elettori di più di uno Stato ne hanno abbastanza.  Il modo in cui i leader europei stanno affrontando la situazione di Cipro non ispira confidenza.

Che i leader europei non ispirino confidenza è dire poco. Qui non siamo più sicuri di nulla! Siamo in mano a degli incompetenti totali. Non c’è più la certezza del diritto. Oggi i politici mettono le mani in tasca ai correntisti ciprioti. A chi toccherà domani? Sono soldi sui quali i risparmiatori hanno già pagato le tasse sul reddito. Il prelievo forzoso è un furto. C’è da aspettarsi, a partire da domani, che i risparmi dei cittadini dell’Unione Europea siano spediti altrove, alla larga dalle mani dei politici e dei burocrati UE! Così facendo si indebolisce e impoverisce ulteriormente la UE!

Siamo alla distruzione della fiducia e del risparmio, per mano di incompetenti che non sanno guardare più in là della punta del proprio naso. Siamo al completo delirio. E questi passano per essere dei leader! Dovrebbero essere la crema della classe dirigente europea. Stiamo freschi. Mi sembrano piuttosto i rimasugli della classe digerente (come la chiama il sito Dagospia).

di Giancarlo Nicoli

Laid-Back Portfolio Adds Northern Tier Energy

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di Giancarlo Nicoli

Regional Management: Underfollowed And Undervalued

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