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di Giancarlo Nicoli

Condanna a due anni per omicidio colposo a un medico ayurvedico bolognese, accusato di aver provocato la morte di un bambino trentino di sei anni, affetto da una grave forma di fibrosi cistica, facendogli sospendere le terapie tradizionali.

Il bambino era in cura al centro specialistico di Verona. Nel 2005, su suggerimento di una farmacista, i genitori hanno portato il piccolo dal medico bolognese. Il piccolo paziente ha così cominciato a seguire una cura a base di erbe e polveri minerali, senza essere più portato al centro veronese né dalla pediatra di famiglia. Il bambino è morto nel 2006. Il medico, tuttavia, nega di aver consigliato alla famiglia del piccolo di interrompere le cure con i farmaci tradizionali.

Fonte:

  • la Repubblica, 8 luglio 2011, pag. 19.
  • La Stampa, 8 luglio 2011, pag. 21.

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di Giancarlo Nicoli

Secondo uno studio pubblicato sul prestigioso Lancet l’alcol è la sostanza più pericolosa, più di eroina e crack. Il tabacco invece avrebbe quasi gli stessi effetti deleteri della cocaina. Sono queste le conclusioni del professore britannico David Nutt, che un anno fa era stato licenziato da consulente del governo laburista di Londra per la sua visione non convenzionale della lotta agli stupefacenti. Ma nonostante abbia perso il posto non ha abbandonato il suo campo di analisi e con altri esperti dell’Independent Scientific Committee on Drugs ha condotto un ampio studio, considerando 20 sostanze che producono dipendenza e analizzandole in base a due categorie: i danni che possono provocare all’individuo e quelli causati agli altri e alla società (come crimine, danni ambientali, costi per l’economia e la sanità, ecc.).

Eroina, crack e crystal meth (metanfetamina) sono le sostanze più dannose per le persone che ne fanno uso, ma se si tiene conto di entrambi i punteggi diventa l’alcol la «droga» più nociva di tutte, con un punteggio di 72 (su 100). Staccata a 55 c’è l’eroina e a 54 il crack. La cocaina raggiunge i 27 punti, solo uno in più del tabacco, altro piacere legale. L’anfetamina è a 23, mentre la cannabis a 20. In ultima posizione i funghi allucinogeni, con 5 punti. La Gran Bretagna è un Paese dove l’alcolismo, soprattutto tra i giovanissimi, è una piaga sociale allarmante. Ma il governo tira dritto per la sua strada e ieri il ministero della Salute ha fatto sapere che non cambierà la classificazione delle droghe, che è già efficace così come è stata concepita.

Fonte (tutti 2 novembre 2010):

  • Corriere della Sera, pag. 25.
  • Il Messaggero, pag. 11.
  • La Repubblica, pag. 22.
  • La Stampa, pag. 25

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di Giancarlo Nicoli

Fendimetrazina, clorazepato, e fenilpropanomalina. Il giro di pillole dimagranti illegali avrebbe portato, secondo i Carabinieri, solo nel semestre tra giugno e dicembre del 2009, circa 800.000 euro nelle tasche di un endocrinologo romano, che prescriveva con la complicità di due farmacisti.

I Carabinieri hanno sequestrato gli studi del medico e i laboratori delle farmacie, mentre hanno eseguito quattro ordinanze, emesse dal Gip, per l’applicazione di misure interdittive della professione.

Secondo le ricostruzioni, i pazienti richiedevano telefonicamente o via fax le pasticche al medico che, senza effettuare alcuna visita medica, compilava le ricette. Attraverso le segretarie dello studio, i farmacisti complici ricevevano le ricette e fornivano i farmaci. Al paziente non restava che ricevere il prodotto direttamente a casa, pagando in contrassegno sia le pillole, sia la prestazione medica.

Fonte:

  • Il Messaggero, 13 ottobre 2010, p. 39.

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di Giancarlo Nicoli

Fonte: Il Tempo.

Roma, 12 ott. – (Adnkronos) – Un medico e tre farmacisti sono stati interdetti dalla professione. Le ordinanze del Gip della capitale, eseguite nelle province di Roma, Latina e Brescia, sono arrivate a conclusione di un’indagine del Nas su un traffico di preparazioni galeniche anoressizzanti a base di principi attivi stupefacenti. I prodotti erano destinati a centinaia di clienti, alcuni dei quali appartenenti al mondo dello spettacolo. Le accuse per i quattro imputati sono di prescrizione abusiva, falsita’ ideologica in certificati, produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti. Altre cinque persone sono indagate in stato di liberta’. Nel corso dell’operazione sono state effettuate decine di perquisizioni, che hanno portato al sequestro di due laboratori. I particolari dell’operazione verranno resi noti in un comunicato che sara’ diramato al termine dell’operazione.

(Cmu/Gs/Adnkronos)

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di Giancarlo Nicoli

I danni che l’obesità provoca al corpo, con una perdita media di 8-10 anni di vita, equivalgono a quelli subiti da un accanito fumatore. E nella maggior parte dei Paesi Ocse questa malattia sta diventando il nemico numero uno per la salute pubblica. Ogni 15 kg di peso in eccesso, il rischio di morte prematura aumenta infatti del 30%. E in dieci Paesi Ue, è dimostrato che l’obesità dimezza la probabilità di vivere una normale vita attiva. Gli oneri economici sui sistemi sanitari nazionali sono pesanti e in continua crescita: la spesa per una persona obesa è superiore del 25% a quella per una persona con peso normale, e i costi crescono in maniera esponenziale con l’aumentare dei chili di troppo. Complessivamente l’obesità è responsabile di circa l’1-3% della spesa sanitaria totale (5-10% negli Stati Uniti). Con l’aumento delle malattie correlate all’eccesso di chili, i costi saliranno rapidamente nei prossimi anni. Sono alcuni dei dati contenuti nel nuovo Rapporto Ocse: «L’obesità e l’economia della prevenzione: fit not fat», curato da Franco Sassi, esperto di economia della salute dell’Ocse, su cui i ministri della Salute dell’area discuteranno a Parigi il 7-8 ottobre prossimi.

Il fenomeno si è aggravato negli ultimi decenni al pari di una vera e propria epidemia. Fino al 1980, si legge nel rapporto Ocse, meno di 1 persona su 10 era obesa. Da allora, i tassi sono raddoppiati o triplicati e nella metà dei Paesi dell’area 1 persona su 2 è sovrappeso od obesa e le previsioni indicano che entro 10 anni più di 2 persone su 3 saranno sovrappeso in Paesi come gli Stati Uniti, l’Inghilterra o l’Australia. Il problema colpisce le donne più che gli uomini, ma nella maggior parte dei Paesi Ocse i tassi di obesità sono cresciuti più rapidamente negli uomini. Il livello culturale incide direttamente, soprattutto nelle donne: la malattia è infatti più comune tra le persone con bassi livelli di reddito o d’istruzione. In diversi Paesi, le donne con basso livello d’istruzione hanno una probabilità di essere sovrappeso 2-3 volte maggiore rispetto a quelle con maggiore educazione.

Un importante fattore è rappresentato anche dalla familiarità: i bambini con almeno un genitore obeso hanno una probabilità 3-4 volte maggiore di essere obesi. La causa è, in parte, genetica, ma i bambini acquisiscono gli stili di vita dei genitori (dieta poco salutare e vita sedentaria) e questo mezzo di trasmissione ha giocato un ruolo fondamentale nell’attuale epidemia. Il Rapporto Ocse rileva un gap occupazionale e retributivo tra obesi e non-obesi. Le persone obese guadagnano fino al 18% in meno di quelle normopeso.

Fonte:

  • Sanità del Sole 24 Ore, dal 28 sett. al 4 ott., pag. 1, 16, 17.

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di Giancarlo Nicoli

Da La Repubblica Palermo - 24 settembre 2010.

Sono 26 le persone indagate per ricettazione e truffa aggravata nell’ambito dell’inchiesta dei Nas – in corso a Palermo, Trapani e Agrigento – che ha portato alla luce una truffa del valore di 200.000 euro ai danni del SSN. Risulterebbero coinvolti anche 20 titolari di farmacia, che avrebbero ottenuto rimborsi gonfiati utilizzando fustelle false e che ora rischiano la revoca della Convenzione da parte del SSN.

Romina Marceca

Spero che glie la revochino per davvero (GN).

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di Giancarlo Nicoli

Dall’Ansa.

Il ministero della Salute sta lavorando per creare una nuova figura professionale da inserire negli ospedali: il farmacista di dipartimento che sarà presente in ogni dipartimento ospedaliero nella veste di consulente per il medico, sulla scorta di modelli già adottati negli Stati Uniti e in Germania. Lo hanno reso noto alcuni tecnici del ministero della Salute, durante un seminario sulla gestione del rischio clinico e sicurezza nell’uso dei farmaci. “Negli ospedali i singoli reparti sono stati ormai conglobati nei dipartimenti, cui fanno riferimento più discipline insieme – spiega Filippo Palumbo, capo dipartimento Qualità del ministero della Salute – Spesso però per il medico è molto difficile avere un dialogo con il farmacista ospedaliero, perché magari la farmacia ospedaliera è lontana o ci sono code lunghe. La nostra idea è quella di avvicinarla di più ai medici, mettendo un farmacista in ogni dipartimento ospedaliero, in modo da affiancarlo nell’attività clinica nella veste di consulente fisso, mantenendo anche la sua attività di distribuzione interna dei farmaci”. Questo tipo di figura, che già alcuni ospedali italiani hanno iniziato ad implementare, “sarà più realizzabile – conclude Palumbo – negli ospedali di medie e grandi dimensioni, dopo che verranno riconvertiti quelli piccoli”. (ANSA).

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