web analytics
Pubblicità

di Giancarlo Nicoli

The prostate care cookbook è un libro inglese di ricette, scritte da cuochi e medici, che evitano o contengono il cancro alla prostata, un male che può essere contrastato con efficacia dal giusto mix alimentare. Ne dà notizia la Repubblica.

«Pesce, pomodori – elenca la Repubblica – latte di soia, cavolfiori, broccoli, pollo, cipolla, aglio e lamponi. Sono gli ingredienti di un nuovo libro di ricette che hanno un cruciale elemento in comune: aiutano a evitare il cancro alla prostata o a contenerlo se uno ce l’ha. È il primo manuale di gastronomia firmato a più mani non solo da cuochi famosi ma anche da medici autorevoli».

«Quello alla prostata, infatti, è la forma più comune di cancro nell´uomo – continua la Repubblica – ma le cure aggressive hanno rischi e serie controindicazioni, per cui il dilemma dei sanitari e di chi ne soffre è spesso se operare e quando».

«È un male indolente – dice la dottoressa Margaret Rayman, docente di medicina nutrizionale alla università del Surrey e principale autrice del volume – che si sviluppa lentamente, per cui come alternativa è possibile affrontarlo con una dieta adeguata».

«Sono anni che i nutrizionisti – continua l’articolo – predicano l’importanza dell’alimentazione, insieme allo sport e al non fumare, come fattore chiave di una buona salute e anche come terapia per una varietà di malattie. La novità del “manuale della buona prostata” è che riunisce in un libro tutti i cibi adatti a combattere una particolare malattia, oltre a ricordare quali andrebbero evitati, e insegna a come farne un ricettario fantasioso e gustoso. Verdura, certi tipi di frutta e pesce dominano la lista, ma c’è anche posto per il pollo. L’alimentazione di un giorno tipico potrebbe cominciare con un breakfast con farinata d´avena e latte di soia; un lunch leggero, zuppa di piselli e insalata di sardine e avocado; e per cena spiedini di pollo in salsa di arachidi con broccoli, accompagnato da insalata di pomodori e basilico, poi macedonia di lamponi e melograni. I cibi da evitare comprendono tutti i grassi saturati, le carni processate e i latticini».

Fonte:

  • La Repubblica, 11 settembre 2009, pag. 47.

Tags:

,

di Giancarlo Nicoli

5 luglio 2009

L’alcol? Va estirpato. Come e più delle sigarette. E partendo da una precisazione doverosa: non fa bene. Mai. A prendere la dura posizione «proibizionista» è una delle più importanti riviste mediche al mondo, The Lancet, che dalle sue colonne lancia la proposta di un severo programma mondiale, in accordo con l’Oms, contro la diffusione dell’alcol. Ne parla il settimanale Salute de Il Corriere della Sera.

«La rivista Lancet – scrive il settimanale – non nuova a prendere di petto un problema e costruirci sopra una campagna di opinione (spesso efficace) lancia un messaggio forte, quasi un bollettino di guerra. Spazzando via l’equivoco che se per il fumo bisogna arrivare all’eradicazione del vizio, per l’alcol ci si possa accontentare dell’uso moderato, che non nuoce, anzi “fa buon sangue”».

«Non è vero – ammonisce dalla pagine della rivista inglese Ian Gilmore, del Royal College of Physicians di Londra – o meglio non è dimostrato, nonostante che si provi da molti anni a dar credito alla colorita diceria degli effetti benefici sul cuore e sui vasi. Non c’è un livello di consumo di alcolici scevro di rischi: nessuno lo ha scovato finora. E anche il privilegio, tutto francese, di non avere il colesterolo sopra le righe nonostante il gran consumo di burro, attribuito al potere antiossidante dei polifenoli del vino rosso, è solo un’ipotesi affascinante».

«I dati certi in merito al problema – si continua a leggere – sono, invece, meno rosei. Se è vero che un decesso su 25 nel mondo è dovuto all’abuso di alcol, in Europa addirittura uno su 10 e che le patologie favorite o aggravate dalla bottiglia sono una lista impressionante (tumori alla mammella, alla bocca, al colon, depressione, ictus, violenza, incidenti automobilistici) e che l’etanolo distrugge il fegato, le contromisure devono essere energiche, anzi drastiche. The Lancet propone sei punti. Primo: istituire una tassa sugli alcolici, proporzionale al contenuto in alcol. Secondo: imporre il monopolio di stato sulla vendita al dettaglio degli alcolici, l’accesso all’acquisto solo per i maggiorenni, limitare le fasce orarie in cui è possibile acquistarli. Terzo: divieto di ogni forma di pubblicità diretta e indiretta di questi prodotti. Quarto: stabilire un limite di alcolemia, cioè di tasso alcolico ammesso per la guida, e poi abbassarlo progressivamente. Quinto: potenziare la rete dei consultori per l’alcol. Sesto, e non poteva mancare, incrementare i programmi educativi sui rischi dell’alcol nelle scuole e avviare a livello nazionale, ma anche sovranazionale, europeo e mondiale».

«Stando – conclude Salute – ai dati dell’osservatorio dell’Istituto superiore di sanità, in Italia tra i ragazzi dagli 11 ai 15 anni, un ragazzo su 5 è un consumatore a rischio di dipendenza, tra i sedicenni, 14 su 100 bevono con modalità rischiose. Tra le ragazzine questi comportamenti sono meno diffusi, ma presenti comunque».

Fonte:

  • Salute del Corriere della Sera del 5 luglio, pag. 40

Tags:

, ,

di Giancarlo Nicoli

L’analisi di uno studio riguardante la prevenzione del cancro alla prostata ha trovato che non c’è alcun beneficio nell’uso di integratori di selenio e vitamina E.

L’articolo originale, in inglese, è qui.

Una prima revisione indipendente dei dati relativi allo studio Selenio e vitamina E nella prevenzione del cancro (in inglese, SELECT), finanziato dal National Cancer Institute (NCI) e altri istituti che comprendono il National Institutes of Health, dimostra che integrazioni di selenio e vitamina E, presi singolarmente o insieme, non hanno prevenuto il cancro alla prostata. I dati hanno dimostrato anche due tendenze preoccupanti: un piccolo, ma non statisticamente significativo aumento del numero di casi di cancro della prostata tra gli oltre 35.000 uomini di 50 anni di età che hanno assunto solo la vitamina E e un piccolo, ma non statisticamente significativo aumento del numero dei casi di diabete negli uomini che hanno assunto solo selenio (10 per cento per coloro che hanno assunto selenio contro il 9,3 per cento del gruppo placebo). Nessuno di questi risultati prova che l’aumento del rischio sia da addebitarsi agli integratori, perché potrebbe trattarsi di un caso.
[leggi tutto...]

Tags:

,

di Giancarlo Nicoli

Sono venuto da poco a conoscenza dei risultati di questo studio, pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, guidato dal dottor Andrew Roddam, della Oxford University.

Ciò che segue è il mio adattamento dell’articolo divulgativo pubblicato dal Telegraph.

Gli scienziati avvertono: mangiare molta carne e latticini può aumentare il rischio di contrarre il cancro alla prostata.

Secondo questo studio, tali cibi innalzano i livelli di un ormone nel corpo che può stimolare la crescita del tumore.

Il cancro della prostata è una delle forme più comuni della malattia in Gran Bretagna, che interessa 34.000 uomini ogni anno e ne porta alla morte 10,000.

Gli scienziati hanno trovato un legame tra l’ormone e la probabilità per gli uomini interessati di ricevere una diagnosi di cancro alla prostata.
[leggi tutto...]

Tags:

, ,

di Giancarlo Nicoli

Ricercatori scoprono come alcuni composti contenuti nel vino contrastano la malattia nei topi

Gli scienziati lo chiamano “il paradosso francese” – una società che, nonostante il consumo di cibo ad alto contenuto di colesterolo e di grassi saturi, ha una bassa incidenza di morte da accidente cardiovascolare. La ricerca suggerisce che sia il vino rosso, consumato con tutto quel cibo grasso, ad essere benefico: e non soltanto per il benessere cardiovascolare ma anche nel tener lontani certi tipi di tumore e perfino il morbo di Alzheimer.

Ricercatori dell’Università di Los Angeles, California (UCLA) che si occupano di Alzheimer, in collaborazione con la scuola di medicina Mt. Sinai di New York, hanno scoperto come il vino rosso può ridurre l’incidenza della malattia. Sul numero del 21 novembre del Journal of Biological Chemistry, David Teplow, professore di neurologia all’UCLA, e colleghi, mostra come composti che si presentano naturalmente nel vino rosso, chiamati polifenoli, bloccano la formazione di proteine che costituiscono le placche tossiche che si pensa distruggano le cellule cerebrali; e inoltre, come tali composti riducano la tossicità delle placche esistenti, riducendo in questo modo il deperimento cognitivo.
[leggi tutto...]

Tags:

,

← Previous Page