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	<title>Scoprire &#187; Alimentazione</title>
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		<title>Salute: studio, le bottiglie di plastica fanno male al cuore</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 17:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Il mestiere di farmacista]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta bottiglie di plastica, fanno male al cuore: l&#8217;allarme e&#8217; stato lanciato dai ricercatori del Peninsula college of medicine di Exter, in Inghilterra, che hanno dimostrato l&#8217;esistenza di numerosi correlazioni tra malattie cardiovascolari e il Bisphenol A (BPA), un composto organico utilizzato da piu&#8217; di 50 anni nella produzione di plastiche e additivi plastici. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basta bottiglie di plastica, fanno male al cuore:  l&#8217;allarme e&#8217; stato lanciato dai ricercatori del Peninsula college of medicine di  Exter, in Inghilterra, che hanno dimostrato l&#8217;esistenza di numerosi correlazioni  tra malattie cardiovascolari e il Bisphenol A (BPA), un composto organico  utilizzato da piu&#8217; di 50 anni nella produzione di plastiche e additivi plastici.  Lo studio, pubblicato sul Public library of science, ha dimostrato come il  Bisphenol A svolga un ruolo importante nel provocare malattie cardiovascolari,  come obesita&#8217; e diabete. Il gruppo di ricerca, utilizzando i dati forniti dal  National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), ha analizzato le  concentrazione di Bpa nelle urine su un campione di 1.493 persone tra i 18 e i  74 anni. Le conclusioni non sono da sottovalutare: i soggetti con un alto  livello di Bisphenol A hanno piu&#8217; del doppio delle possibilita&#8217; di essere  colpiti da una malattia cardiovascolare.&#8221;Nonostante or a siano necessarie  ulteriori analisi per capire quanto il Bpa stesso o l&#8217;esposizione ad esso  interagisca nello sviluppare malattie cardiovascolari &#8211; ha commentato il  professore di Ecotossicologia dell&#8217;Università di Exeter e principale autore  della ricerca, Tamara Galloway &#8211; il dato che e&#8217; emerso da questo studio e&#8217; molto  importante perché fornisce una grande opportunita&#8217; per ridurre i rischi sulla  salute dell&#8217;uomo&#8221;. (ANSA).</p>
<p>Fonte: come vedete è l&#8217;<a href="http://www.ansa.it/" target="_blank">ANSA</a>, però io copio la citazione di <a href="http://www.federfarma.it/" target="_blank">Federfarma</a></p>
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		<title>Tè e caffè, anche deca, difendono da diabete</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 17:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caffè è un piacere salutare: berlo, anche decaffeinato, riduce il rischio di diabete; analogo ma meno protettivo è anche l&#8217;effetto sortito dal consumo di tè. E&#8217; quanto dimostra la revisione, pubblicata sulla rivista Archives of Internal Medicine, di 18 studi su consumi di caffè e tè che hanno coinvolto nel loro insieme, dal 1966 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il caffè è un piacere salutare: berlo, anche  decaffeinato, riduce il rischio di diabete; analogo ma meno protettivo è anche  l&#8217;effetto sortito dal consumo di tè. E&#8217; quanto dimostra la revisione, pubblicata  sulla rivista Archives of Internal Medicine, di 18 studi su consumi di caffè e  tè che hanno coinvolto nel loro insieme, dal 1966 ad oggi, 457.922 partecipanti.  Lo studio è stato condotto da Huxley Phil, dell&#8217;Università di Sydney. Secondo  stime mondiali entro il 2025 ci saranno approssimativamente 380 milioni di  individui colpiti da diabete e, per quanto si sappia che la dieta incide molto  sulla genesi della malattia, un risultato conclusivo sul consumo di bevande  diffusissime come tè è caffè mancava. Gli esperti hanno usato dati di precedenti  studi e visto che chi beve da 3 a 4 tazzine di caffè al dì ha un rischio ridotto  di un quarto di ammalarsi rispetto a chi ne beve da zero a due; per quanto  riguarda il consumo di decaffeinato, il rischio è ridotto di un terzo rispetto a  chi non ne beve. Infine il tè riduce invece del 20% il pericolo di ammalarsi.  Dati i grossi numeri della malattia nel mondo, gli effetti protettivi offerti da  tè e caffè sono significativi e una volta scoperti i loro &#8216;ingredienti&#8217; segreti,  potrebbero essere utilizzati nella prevenzione primaria del diabete.  (ANSA).</p>
<p>Fonte: come vedete è l&#8217;<a href="http://www.ansa.it" target="_blank">ANSA</a>, però io copio la citazione di <a href="http://www.federfarma.it" target="_blank">Federfarma</a></p>
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		<title>Ecco le ricette in cucina per prevenire il cancro alla prostata</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 09:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cancro alla prostata]]></category>

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		<description><![CDATA[The prostate care cookbook è un libro inglese di ricette, scritte da cuochi e medici, che evitano o contengono il cancro alla prostata, un male che può essere contrastato con efficacia dal giusto mix alimentare. Ne dà notizia la Repubblica. «Pesce, pomodori &#8211; elenca la Repubblica &#8211; latte di soia, cavolfiori, broccoli, pollo, cipolla, aglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="M_X_C_litText">
<p><em>The prostate care cookbook</em> è un libro inglese di ricette, scritte da cuochi e medici, che evitano o contengono il cancro alla prostata, un male che può essere contrastato con efficacia dal giusto mix alimentare. Ne dà notizia <em>la Repubblica</em>.</p>
<p>«Pesce, pomodori &#8211; elenca <em>la Repubblica</em> &#8211; latte di soia, cavolfiori, broccoli, pollo, cipolla, aglio e lamponi. Sono gli ingredienti di un nuovo libro di ricette che hanno un cruciale elemento in comune: aiutano a evitare il cancro alla prostata o a contenerlo se uno ce l&#8217;ha. È il primo manuale di gastronomia firmato a più mani non solo da cuochi famosi ma anche da medici autorevoli».</p>
<p>«Quello alla prostata, infatti, è la forma più comune di cancro nell´uomo &#8211; continua <em>la Repubblica</em> &#8211; ma le cure aggressive hanno rischi e serie controindicazioni, per cui il dilemma dei sanitari e di chi ne soffre è spesso se operare e quando».</p>
<p>«È un male indolente &#8211; dice la dottoressa <strong>Margaret Rayma</strong>n, docente di medicina nutrizionale alla università del <strong>Surrey </strong>e principale autrice del volume &#8211; che si sviluppa lentamente, per cui come alternativa è possibile affrontarlo con una dieta adeguata».</p>
<p>«Sono anni che i nutrizionisti &#8211; continua l&#8217;articolo &#8211; predicano l&#8217;importanza dell&#8217;alimentazione, insieme allo sport e al non fumare, come fattore chiave di una buona salute e anche come terapia per una varietà di malattie. La novità del &#8220;manuale della buona prostata&#8221; è che riunisce in un libro tutti i cibi adatti a combattere una particolare malattia, oltre a ricordare quali andrebbero evitati, e insegna a come farne un ricettario fantasioso e gustoso. Verdura, certi tipi di frutta e pesce dominano la lista, ma c&#8217;è anche posto per il pollo. L&#8217;alimentazione di un giorno tipico potrebbe cominciare con un breakfast con farinata d´avena e latte di soia; un lunch leggero, zuppa di piselli e insalata di sardine e avocado; e per cena spiedini di pollo in salsa di arachidi con broccoli, accompagnato da insalata di pomodori e basilico, poi macedonia di lamponi e melograni. I cibi da evitare comprendono tutti i grassi saturati, le carni processate e i latticini».</p>
<p><strong>Fonte:</strong></p>
<ul>
<li>La Repubblica, 11 settembre 2009, pag. 47.</li>
</ul>
</div>
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		<title>Parte da Lancet la rivolta dei medici contro l’alcol</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/parte-da-lancet-la-rivolta-dei-medici-contro-l%e2%80%99alcol/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 09:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Il mestiere di farmacista]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[5 luglio 2009 L&#8217;alcol? Va estirpato. Come e più delle sigarette. E partendo da una precisazione doverosa: non fa bene. Mai. A prendere la dura posizione «proibizionista» è una delle più importanti riviste mediche al mondo, The Lancet, che dalle sue colonne lancia la proposta di un severo programma mondiale, in accordo con l&#8217;Oms, contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>5 luglio 2009</em></p>
<p>L&#8217;alcol? Va estirpato. Come e più delle sigarette. E partendo da una precisazione doverosa: non fa bene. Mai. A prendere la dura posizione «proibizionista» è una delle più importanti riviste mediche al mondo, <strong>The Lancet</strong>, che dalle sue colonne lancia la proposta di un severo programma mondiale, in accordo con l&#8217;Oms, contro la diffusione dell&#8217;alcol. Ne parla il settimanale <strong>Salute</strong> de <strong>Il Corriere della Sera</strong>.</p>
<p>«La rivista <strong>Lancet</strong> &#8211; scrive il settimanale &#8211; non nuova a prendere di petto un problema e costruirci sopra una campagna di opinione (spesso efficace) lancia un messaggio forte, quasi un bollettino di guerra. Spazzando via l&#8217;equivoco che se per il fumo bisogna arrivare all&#8217;eradicazione del vizio, per l&#8217;alcol ci si possa accontentare dell&#8217;uso moderato, che non nuoce, anzi &#8220;fa buon sangue&#8221;».</p>
<p>«Non è vero &#8211; ammonisce dalla pagine della rivista inglese <strong>Ian Gilmore</strong>, del <strong>Royal College of Physicians di Londra</strong> &#8211; o meglio non è dimostrato, nonostante che si provi da molti anni a dar credito alla colorita diceria degli effetti benefici sul cuore e sui vasi. Non c&#8217;è un livello di consumo di alcolici scevro di rischi: nessuno lo ha scovato finora. E anche il privilegio, tutto francese, di non avere il colesterolo sopra le righe nonostante il gran consumo di burro, attribuito al potere antiossidante dei polifenoli del vino rosso, è solo un&#8217;ipotesi affascinante».</p>
<p>«I dati certi in merito al problema &#8211; si continua a leggere &#8211; sono, invece, meno rosei. Se è vero che un decesso su 25 nel mondo è dovuto all&#8217;abuso di alcol, in Europa addirittura uno su 10 e che le patologie favorite o aggravate dalla bottiglia sono una lista impressionante (tumori alla mammella, alla bocca, al colon, depressione, ictus, violenza, incidenti automobilistici) e che l&#8217;etanolo distrugge il fegato, le contromisure devono essere energiche, anzi drastiche. <strong>The Lancet</strong> propone sei punti. Primo: istituire una tassa sugli alcolici, proporzionale al contenuto in alcol. Secondo: imporre il monopolio di stato sulla vendita al dettaglio degli alcolici, l&#8217;accesso all&#8217;acquisto solo per i maggiorenni, limitare le fasce orarie in cui è possibile acquistarli. Terzo: divieto di ogni forma di pubblicità diretta e indiretta di questi prodotti. Quarto: stabilire un limite di alcolemia, cioè di tasso alcolico ammesso per la guida, e poi abbassarlo progressivamente. Quinto: potenziare la rete dei consultori per l&#8217;alcol. Sesto, e non poteva mancare, incrementare i programmi educativi sui rischi dell&#8217;alcol nelle scuole e avviare a livello nazionale, ma anche sovranazionale, europeo e mondiale».</p>
<p>«Stando &#8211; conclude Salute &#8211; ai dati dell&#8217;osservatorio dell&#8217;Istituto superiore di sanità, in Italia tra i ragazzi dagli 11 ai 15 anni, un ragazzo su 5 è un consumatore a rischio di dipendenza, tra i sedicenni, 14 su 100 bevono con modalità rischiose. Tra le ragazzine questi comportamenti sono meno diffusi, ma presenti comunque».</p>
<p>Fonte:</p>
<ul>
<li>Salute del Corriere della Sera del 5 luglio, pag. 40</li>
</ul>
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		<title>Cancro alla prostata: nessun beneficio nell&#8217;uso di selenio e vitamina E</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/cancro-alla-prostata-no-beneficio-uso-selenio-vitamina-e/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 22:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cancro alla prostata]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;analisi di uno studio riguardante la prevenzione del cancro alla prostata ha trovato che non c&#8217;è alcun beneficio nell&#8217;uso di integratori di selenio e vitamina E. L&#8217;articolo originale, in inglese, è qui. Una prima revisione indipendente dei dati relativi allo studio Selenio e vitamina E nella prevenzione del cancro (in inglese, SELECT), finanziato dal National [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>L&#8217;analisi di uno studio riguardante la prevenzione del cancro alla prostata ha trovato che non c&#8217;è alcun beneficio nell&#8217;uso di integratori di selenio e vitamina E.</h1>
<p><em>L&#8217;articolo originale, in inglese,<a href="http://www.medicalnewstoday.com/articles/133383.php" target="_blank"> è qui</a>.</em></p>
<p>Una prima revisione indipendente dei dati relativi allo studio <em>Selenio e vitamina E nella prevenzione del cancro</em> (in inglese, <em>SELECT</em>), finanziato dal National Cancer Institute (NCI) e altri istituti che comprendono il National Institutes of Health, dimostra che integrazioni di selenio e vitamina E, presi singolarmente o insieme, non hanno prevenuto il cancro alla prostata. I dati hanno dimostrato anche due tendenze preoccupanti: un piccolo, ma non statisticamente significativo aumento del numero di casi di cancro della prostata tra gli oltre 35.000 uomini di 50 anni di età che hanno assunto solo la vitamina E e un piccolo, ma non statisticamente significativo aumento del numero dei casi di diabete negli uomini che hanno assunto solo selenio (10 per cento per coloro che hanno assunto selenio contro il 9,3 per cento del gruppo placebo). Nessuno di questi risultati prova che l&#8217;aumento del rischio sia da addebitarsi agli integratori, perché potrebbe trattarsi di un caso.<br />
<span id="more-182"></span><br />
Dati e analisi supplementari dello studio SELECT sono stati pubblicati on-line il 9 dicembre 2008, sul JAMA, il giornale dell&#8217;associazione dei medici statunitensi. Tra i risultati specifici in evidenza, a cinque anni tasso di diagnosi di cancro della prostata nei quattro bracci dello studio è stato del 4,43 per cento nel braccio placebo dello studio, del 4,56 per cento nel braccio selenio, del 4,93 per cento nel braccio della vitamina E (la percentuale più alta, ma che non dimostra una differenza statisticamente significativa rispetto al placebo), e del 4,56 per cento nel gruppo selenio più vitamina E.</p>
<p>Fatta eccezione per il cancro della pelle, il cancro della prostata è il tipo più comune di cancro negli uomini negli Stati Uniti. Nel 2008 ci saranno circa 186.320 nuovi casi di carcinoma della prostata e 28.660 decessi causati da questa malattia negli Stati Uniti. &#8220;La ricerca di metodi per prevenire e curare il cancro alla prostata rimane una priorità per l&#8217;NCI, e con l&#8217;ausilio di nuovi strumenti di diagnostica molecolare e di nuove applicazioni, speriamo di continuare a compiere progressi nel ridurre i decessi e nuovi casi di questa malattia&#8221;, ha dichiarato il direttore del NCI, dr. John E. Niederhuber. &#8220;La scienza della prevenzione del cancro si sta anche orientando verso metodi di prevenzione individualizzati, molecolari, in cui si procederà al calcolo dei rischi e a progettare misure preventive basate sul singolo genoma.&#8221;</p>
<p><em>Fonte: Effetto di selenio e vitamina E sul rischio di carcinoma della prostata e di altri tumori. JAMA. Pubblicato on line il 9 dicembre 2008.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per prevenire il cancro alla prostata, ridurre carne e latticini</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/per-prevenire-il-cancro-alla-prostata-ridurre-carne-e-latticini/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 23:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Il mestiere di farmacista]]></category>
		<category><![CDATA[Cancro alla prostata]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono venuto da poco a conoscenza dei risultati di questo studio, pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, guidato dal dottor Andrew Roddam, della Oxford University. Ciò che segue è il mio adattamento dell&#8217;articolo divulgativo pubblicato dal Telegraph. Gli scienziati avvertono: mangiare molta carne e latticini può aumentare il rischio di contrarre il cancro alla prostata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono venuto da poco a conoscenza dei risultati di <a href="http://www.ox.ac.uk/media/news_stories/2008/081008.html" target="_blank">questo studio</a>, pubblicato sugli <a href="http://www.annals.org/" target="_blank">Annals of Internal Medicine</a>, guidato dal dottor Andrew Roddam, della Oxford University.</p>
<p>Ciò che segue è il mio adattamento dell&#8217;articolo divulgativo pubblicato dal <a href="http://www.telegraph.co.uk/health/3146944/Meat-and-dairy-diet-could-raise-risk-of-prostate-cancer.html" target="_blank">Telegraph</a>.</p>
<h1>Gli scienziati avvertono: mangiare molta carne e latticini può aumentare il rischio di contrarre il cancro alla prostata.</h1>
<h2>Secondo questo studio, tali cibi innalzano i livelli di un ormone nel corpo che può stimolare la crescita del tumore.</h2>
<p>Il cancro della prostata è una delle forme più comuni della malattia in Gran Bretagna, che interessa 34.000 uomini ogni anno e ne porta alla morte 10,000.</p>
<p>Gli scienziati hanno trovato un legame tra l&#8217;ormone e la probabilità per gli uomini interessati di ricevere una diagnosi di cancro alla prostata.<br />
<span id="more-152"></span><br />
I risultati dimostrano che coloro che hanno alti livelli di ormone hanno 40 per cento in più di probabilità di sviluppare la malattia rispetto a quelli con bassi livelli.</p>
<p>Precedenti studi hanno dimostrato che i livelli di ormone sono più alti negli uomini che mangiano molta carne, formaggio, latte e burro, mentre coloro che seguono una stretta dieta vegetariana hanno bassi livelli.</p>
<p>Gli scienziati hanno confrontato i risultati di 12 studi, che coinvolgono quasi 9.000 uomini.</p>
<p>Il dr Andrew Roddam, della Oxford University, che ha guidato lo studio, ha dichiarato: &#8220;Quello che abbiamo trovato è stata una modesta correlazione nella migliore delle ipotesi, ma è stata statisticamente significativa. Parecchi singoli studi hanno trovato la stessa tendenza, ma erano condotti su un numero troppo limitato di persone perché i loro risultati fossero affidabili &#8220;.</p>
<p>L&#8217;ormone, chiamato <strong>Fattore di crescita-1 insulino-simile (Insulin-like Growth Factor-1 IGF-1)</strong>, stimola la divisione delle cellule ed è necessario per la crescita nei bambini.</p>
<p>Tuttavia, gli scienziati ancora non sono certi di quanto grande sia l&#8217;effetto di una dieta ricca di carne e latticini sui livelli di ormone nel sangue.</p>
<p>&#8220;Potrebbe essere di circa il 10 o 15 per cento più elevato nelle persone che hanno un elevato consumo di prodotti lattiero-caseari o carne&#8221;, stima il dottor Roddam.</p>
<p>Ha poi aggiunto: &#8220;Vi è la necessità di identificare i fattori di rischio per il cancro alla prostata, in particolare quelli che possono essere oggetto di terapia o di cambiamenti nello stile di vita.</p>
<p>&#8220;Adesso che sappiamo che questo fattore è associato con la malattia, possiamo iniziare ad esaminare in che modo la dieta e lo stile di vita possono influenzare i suoi livelli e se modifiche potrebbero ridurre il rischio per l&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p>Gli scienziati credono che elevati livelli di ormone della crescita potrebbero anche aumentare la diffusione dei tumori.</p>
<p>I ricercatori ora cercheranno anche di studiare il modo per bloccare gli effetti dell&#8217;ormone sui tumori.</p>
<p>Il dottor Lesley Walker, del Cancer Research UK, ha dichiarato: &#8220;Se da una parte sappiamo quali sono i fattori di rischio associati con il cancro alla prostata, cioè età, storia familiare, etnia, dall&#8217;altra non ci sono dati chiari relativi a fattori di rischio modificabili.</p>
<p>&#8220;Ricerche come questa sono di vitale importanza per portare avanti il lavoro sulla prevenzione e il trattamento della malattia&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il vino rosso contro l’Alzheimer</title>
		<link>http://www.scoprire.biz/il-vino-rosso-contro-l%e2%80%99alzheimer/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 22:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Nicoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricercatori scoprono come alcuni composti contenuti nel vino contrastano la malattia nei topi Gli scienziati lo chiamano “il paradosso francese” – una società che, nonostante il consumo di cibo ad alto contenuto di colesterolo e di grassi saturi, ha una bassa incidenza di morte da accidente cardiovascolare. La ricerca suggerisce che sia il vino rosso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Ricercatori scoprono come alcuni composti contenuti nel vino contrastano la malattia nei topi</h1>
<h2>Gli scienziati lo chiamano “il paradosso francese” – una società che, nonostante il consumo di cibo ad alto contenuto di colesterolo e di grassi saturi, ha una bassa incidenza di morte da accidente cardiovascolare. La ricerca suggerisce che sia il vino rosso, consumato con tutto quel cibo grasso, ad essere benefico: e non soltanto per il benessere cardiovascolare ma anche nel tener lontani certi tipi di tumore e perfino il morbo di Alzheimer.</h2>
<p>Ricercatori dell’Università di Los Angeles, California (UCLA) che si occupano di Alzheimer, in collaborazione con la scuola di medicina Mt. Sinai di New York, hanno scoperto come il vino rosso può ridurre l’incidenza della malattia. Sul numero del 21 novembre del Journal of Biological Chemistry, David Teplow, professore di neurologia all’UCLA, e colleghi, mostra come composti che si presentano naturalmente nel vino rosso, chiamati polifenoli, bloccano la formazione di proteine che costituiscono le placche tossiche che si pensa distruggano le cellule cerebrali; e inoltre, come tali composti riducano la tossicità delle placche esistenti, riducendo in questo modo il deperimento cognitivo.<br />
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I polifenoli sono una classe chimica che conta più di 8.000 molecole, molte delle quali si trovano, in alte concentrazioni, in vino, tè, nocciole, bacche, cacao e altre piante. Ricerche precedenti hanno suggerito che tali polifenoli possono inibire o prevenire la formazione di fibre tossiche composte principalmente di due proteine, la Aß40 e la Aß42, che si depositano nel cervello e formano quelle placche che da tempo vengono ritenute responsabili dell’Alzheimer. Finora, tuttavia, nessuno aveva compreso il meccanismo d’azione dei polifenoli.</p>
<p>È parecchio tempo che nel laboratorio di Teplow si studia come la proteina amieloide beta (Aß) sia coinvolta nel causare l’Alzheimer. In questo lavoro, i ricercatori hanno studiato in quale modo le proteine Aß40 e Aß42 si ripiegano e si saldano l’una all’altra, tanto da produrre quegli ammassi che uccidono le cellule nervose nei topi. Essi hanno quindi trattato tali proteine con una miscela di polifenoli estratti dai semi della vite. Essi hanno scoperto che i polifenoli  lavorano su due fronti: da una parte bloccano la formazione dell’ammasso tossico di proteine Aß, dall’altro ne diminuiscono la tossicità quando sono mescolati alle proteine Aß prima che esse siano somministrate alle cellule cerebrali.</p>
<p>«Ciò che abbiamo scoperto è piuttosto chiaro», dice Teplow. «Se le proteine Aß non si possono raggruppare, gli aggregate tossici non si possono formare, e quindi non c’è tossicità. Il nostro lavoro in laboratorio, e il lavoro con i topi al Mt. Sinai del dr. Giulio Pasinetti, dice che la somministrazione del composto ai pazienti Alzheimer può bloccare lo sviluppo di questi aggregati tossici, prevenire il morbo e anche migliorare la malattia esistente».</p>
<p>Il prossimo passo sarà lo studio sull’uomo.</p>
<p>«Al momento non esiste alcun trattamento del morbo di Alzheimer. Studi clinici iniziali su vari potenziali farmaci si sono rivelati deludenti», dice Teplow. «Crediamo che questo sia un passo importante.»</p>
<p><em>Per saperne di più:</em> <a href="http://newsroom.ucla.edu/portal/ucla/default.aspx" target="_blank">UCLA Newsroom</a></p>
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