di Giancarlo Nicoli
May
30
Ristorante della Posta, Morcote, Canton Ticino, Svizzera
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Domenica, 30 maggio 2010. La recensione è fresca, scritta in giornata, ancora con l’emozione della splendida gita fuori porta.
A metà mattina siamo stati a Mendrisio, alla Galleria Baumgartner. Abbiamo terminato la visita quando mancava ancora circa mezz’ora all’ora di pranzo.
Invece che tornare a casa ho deciso un fuori programma: siamo andati a Morcote. Mia moglie non aveva mai visto il posto e volevo approfittare della splendida giornata di sole.
Siamo arrivati in una trentina di minuti. Abbiamo attraversato il centro del paese e ho parcheggiato appena fuori la zona in cui il traffico ha una velocità massima di trenta all’ora.
Dopo una breve passeggiata sul lungolago, siamo arrivati alla zona dei ristoranti. Abbiamo scelto il ristorante della Posta perché era il primo aperto che abbiamo trovato e perché ha la terrazza sul lago.
Il personale, cortese, ci ha subito portati al tavolo e ha provveduto ai seggiolini per i nostri due bambini (di tre anni e mezzo e di diciannove mesi rispettivamente).
C’è un menù per bambini, lo segnalo perché non è una cosa che tutti i ristoranti offrono.
Mia moglie ha preso i filetti di pesce persico (le sono piaciuti). Io ho scelto il pollo fitness, alla piastra, con insalata mista. Buono il pollo e buona l’insalata, mista, sia con varietà dolce che leggermente amara, con in più un po’ di carote affettate finemente. A parte abbiamo preso un piatto di patatine fritte, non posso dire che fossero speciali (è raro trovarle, al ristorante, che siano veramente buone) però erano all’altezza della situazione – ne è testimone il fatto che il piatto è tornato in cucina pulito.
Siamo passati direttamente al dolce: crème caramel sia per me che per mia moglie. È piaciuto a tutti e due; a me in particolare, lo posso dire. Aveva la consistenza e il sapore del dolce fatto in casa, con ingredienti genuini, a bagnomaria.
Ai bambini una pallina ciascuno di gelato, rispettivamente alla vaniglia e alla fragola. Lo abbiamo assaggiato: un normale e potrei dire dignitoso gelato.
Due normali caffè espresso hanno chiuso il pasto.
Il conto è stato di 122.80 franchi svizzeri, mi è stato applicato il cambio a 88,00 euro, ho lasciato un po’ di mancia ai camerieri, cortesi, attenti, veloci.
Valutazione complessiva:
quattro stelle su cinque, locale sopra la media.
Ristorante della Posta
Piazzetta della Posta, 6922 Morcote – Canton Ticino – Svizzera
Tel. 091 996 11 27
Web: Albergo Ristorante della Posta
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di Giancarlo Nicoli
Feb
25
Lettera aperta al signor Sindaco di Bordighera
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Diffondo il testo della lettera, da me inviata in cartaceo al sindaco pro-tempore di Bordighera, arch. Giovanni Bosio, e all’ufficio di corrispondenza di Imperia e Sanremo del quotidiano “Il Secolo XIX” di Genova.
Caro signor Sindaco,
sono stato recentemente in ferie, con la mia famiglia (moglie e due figli, di tre e un anno), nella ridente città da lei amministrata.
Era la prima volta che venivamo, penso di poter dire che altre seguiranno. Abbiamo trovato una accoglienza cordiale da parte del personale dell’albergo e dai negozianti con cui siamo entrati in contatto.
Siamo rimasti favorevolmente colpiti dall’equilibrato sviluppo urbanistico, dalle belle ville e dai giardini. Abbiamo piacevolmente passeggiato in generale un po’ per tutta la città, e in particolare per tutto il lungomare, avanti e indietro, tutti i giorni. Abbiamo notato i lavori per il prolungamento della passeggiata, idea che condividiamo e che abbiamo giudicato positiva per migliorare la vivibilità della città e promuoverne ulteriormente lo sviluppo turistico.
Per i nostri bambini abbiamo apprezzato la presenza di aree recintate dedicate al gioco e la generale tranquillità del luogo.
Tuttavia, c’è una cosa che invece non ho gradito: la presenza di numerosi cani, anche di grossa taglia, senza museruola e qualche volta addirittura senza guinzaglio.
Nei giorni in cui sono rimasto vostro ospite, ho notato il concorso intitolato “Giovani idee per il Futuro di Bordighera“. Cedo gratis, a lei e a chi li vorrà raccogliere, i seguenti miei pensieri.
Perché non istituire una zona della città – penso alla spiaggia e al lungomare – libera da cani? All’inglese, sempre di moda, la si potrebbe chiamare “Dog-free” oppure “Kids-friendly” (beh, per le etichette c’è sempre tempo). In sostanza, una Bordighera ancora più a misura di bambino e di famiglie.
Durante la nostra permanenza, ho notato sul lungomare cani enormi al guinzaglio di padroni del tutto manifestamente incapaci di trattenerli in caso d’imprevisto. Ho assistito a un litigio tra cani – piuttosto inquietante per me, che ero vicino, con due bambini piccoli appresso – tra due minuscoli cagnolini da una parte e due cani (grandi quanto vitelli, e ovviamente senza museruola) trattenuti a stento dai coniugi che li stavano esibendo. Caro signor sindaco, ho visto un padrone portare in spiaggia il proprio cane Dobermann e lasciarlo libero, senza guinzaglio e senza museruola. La pericolosità del gesto è apparsa chiara a tutti coloro che ne sono stati testimoni, tranne evidentemente allo spregiudicato padrone. E non che sia stato l’unico episodio, che ho visto, di cane completamente libero di scorrazzare in spiaggia, tutt’altro.
Di fatto, il cane libero impedisce a tutte le altre persone l’accesso alla spiaggia: cosa che ho vissuto come un sopruso; e mi fa sorgere domande a proposito dell’igiene della spiaggia stessa.
A me sembra che l’attuale situazione di indifferente permissività sia una pericolosa porta aperta, un invito alla disgrazia perché si verifichi.
Non sarebbe meglio prevenire, invece che curare?
Le statistiche sono molto chiare: ogni anno, accusa il Codacons, vengono denunciati 70 mila casi di aggressioni compiute da cani. Il fatto che a provocare la tragedia sia quasi sempre il cane di casa, lo stesso che fino a un istante prima era sempre stato “buonissimo, dolcissimo e affettuosissimo”, è forse l’elemento più inquietante: possiamo passeggiare tranquilli, quando vediamo venirci incontro, liberi come l’aria, questi cani che in un momento d’ira sono capaci di uccidere persino i loro padroni?
La sostanza del mio suggerimento è che l’istituzione di una zona garantita e controllata “senza cani”, che ipotizzerei essere la spiaggia e il lungomare, potrebbe attirare l’interesse dei media, dare pubblicità gratuita alla città, caratterizzare Bordighera come città attenta alle esigenze e alle preoccupazioni del turismo famigliare, incrementare – come conseguenza di tutto quanto esposto sopra – l’economia turistica locale.
La ringrazio per l’attenzione.
Con cordiali saluti,
Giancarlo Nicoli
Comune di Bordighera – il Sindaco
Il Secolo XIX – Uffici di corrispondenza di Imperia e Sanremo
di Giancarlo Nicoli
Oct
3
Ristorante Al Conte Pescaor, Venezia
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Venezia, sabato 26 settembre 2009. Sono stato in questo ristorante insieme a mia moglie, mentre eravamo in visita alla città. Il posto ci è stato consigliato da… mio suocero (!), che era stato qui l’anno scorso, con un gruppo di amici, e si era trovato bene.
Gli indirizzi a Venezia non vanno per via ma per quartiere; quindi, anche se avevo con me – oltre alla normale cartina - la cartina di Google Maps, indicante la posizione del ristorante, per trovarlo abbiamo impiegato un buon quarto d’ora in più di quanto avremmo impiegato sulla terraferma.
Nonostante fosse circa la una del pomeriggio, il locale, peraltro piuttosto ampio, era quasi vuoto (c’era solo una coppia di asiatici, forse giapponesi). Gli altri locali nelle vicinanze, viceversa, brulicavano di avventori.
Abbiamo dato un’occhiata veloce all’ambiente interno, che ci è sembrato pulito e ordinato, ma ci siamo accomodati all’esterno, visto che la giornata era serena e piuttosto calda (una giornata magnifica, ci siamo goduti Venezia in pieno!).
Abbiamo scelto tutti e due lo stesso primo (risotto agli scampi con fiori di zucca) e lo stesso secondo (rombo con funghi e carciofi), ambedue squisiti.
Sia gli scampi che il rombo sono arrivati in tavola già puliti, è bene precisare.
Per dolce, fragole con gelato anche in questo caso per tutti e due.
I coperti e acqua gassata hanno completato le voci in ricevuta fiscale. Abbiamo speso 136,00 euro.
Molto cortesi il titolare, che ci ha servito, e il personale, impeccabile in divisa.
Da notare che – una volta che ci si sia orientati – è facile tornare al ristorante, perché è sufficiente prendere la calle Specchieri, in piazza San Marco, a pochi passi dal Patriarcato. Al termine della calle, sulla destra, trovate il ristorante.
Valutazione complessiva:
quattro stelle su cinque, locale sopra la media.
Ristorante Al Conte Pescaor
544, S. Marco, Venezia, VE 30124
Tel. 041 5221483
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