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di Giancarlo Nicoli

Sergio Bonelli, indimenticato editore e sceneggiatore, teneva una rubrica di posta – tra le altre – anche sugli albi mensili di Mister No.

Serie di Mister No che a me, negli anni della sua uscita regolare in edicola, non diceva nulla. Ho riscoperto questo personaggio nella ristampa delle Edizioni If. La ristampa è integrale, anche se gli albi contengono due numeri di Mister No per volta; contiene anche la rubrica della posta, che – per quanto datata – a me risulta interessante e piace. Sergio Bonelli scriveva proprio bene. Sapeva tenere compagnia.

In tempi recenti, mi riferisco al numero 120 della ristampa (aprile 2017, contenente i numeri 239 e 240, apparsi rispettivamente nell’aprile e nel maggio 1995), ho letto il saluto di Bonelli a un artista da lui molto amato. E’ un addio accorato, sentito, struggente… Mi è piaciuto così tanto, che ho pensato di ricopiarlo integralmente e riproporvelo.

Apparso su Mister No n. 240, maggio 1995, ristampato su Mister No riedizione, n. 120, aprile 2017.

La posta di Mister No

Dubbi, curiosità e domande varie al Direttore

Cari amici che mi chiedete di tornare a sceneggiare qualche nuovo episodio di Mister No, stavolta voglio rivolgere proprio a voi un pensiero particolare. Finora ho dovuto deludere le vostre aspettative, dal momento che la nuova realtà della Casa editrice, con le sue mille e sempre più complicate attività, mi obbliga a indirizzare le mie energie verso settori che, ahimè, non hanno mai riscosso la mia simpatia: l’amministrazione, la distribuzione, la stampa, l’approvvigionamento della carta, la ricerca di giovani collaboratori che spero diventino i maestri di domani… Mi auguro comunque di aver modo, prima o poi, di sedermi nuovamente sulla mia poltrona preferita, tenendo a portata di mano una mappa dell’Amazzonia, e di cominciare a scrivere mentre l’impianto stereo mi rilassa e, nello stesso tempo, mi stimola, grazie alle note delle decine e decine di dischi brasiliani che ho raccolto in tanti anni. Molte di quelle note, però, mi sembrano più tristi, perché oggi sento di aver perso una specie di nume tutelare, il mio compagno ideale nell’ideazione di tante vicende amazzoniche: pochi mesi fa, infatti, è morto Antonio Carlos Jobim (ma tutti lo chiamavano Tom), il compositore brasiliano considerato il padre della bossa nova, cui si devono le irresistibili melodie di piccoli capolavori come Desafinado, Samba de uma nota so, Aguas de maro e Garota de Ipanema. Nel nostro Paese, dove tutti fischiettavano i suoi motivi ma solo pochi sapevano chi ne fosse l’autore, la sua scomparsa è passata quasi inosservata; in Brasile, invece, ha suscitato un autentico lutto nazionale e dimostrazioni collettive di dolore, non meno imponenti di quelle seguite alla morte del pilota Ayrton Senna. Ne è un esempio la copertina (la vedete riprodotta qui sotto) [qui Giancarlo: la vedete riprodotta nella pagina originale, qui non c’è] che Veja, il più popolare tra i settimanali brasiliani, ha dedicato a Jobim, definendolo con un termine che gli calza a pennello: “il Maestro”. Anche se purtroppo non ho mai avuto l’onore di conoscerlo di persona, negli ultimi vent’anni, praticamente da quando questa collana ha visto la luce, ho sempre trovato un insuperabile supporto nella sua musica: quella musica che, contrariamente a quanto succede nei film, è sempre assente, purtroppo, dagli albi a fumetti! Nonostante tutto, però, io non ho mai smesso di attribuire una colonna sonora che potevo udire solo io alle mie storie misternoiane, sia nelle sequenze in cui il romantico Jerry esplicitamente ballava, cantava o entrava in un locale dove qualcuno suonava una chitarra, sia nelle spettacolari, emozionanti immagini in cui la penna dei nostri disegnatori illustrava la panoramica del grande fiume che sembra scorrere verso l’infinito, le spiagge dorate lambite dall’oceano, la babelica animazione di un mercato… E proprio per creare una atmosfera in grado di descrivere al meglio il “mio” Brasile, avevo preso l’abitudine di ascoltare tantissima musica, attingendo a una montagna di Lp, musicassette e CD, tra i quali non mancava nessuno degli artisti a me cari. La musica che più m’incoraggiava era comunque quella di Antonio Carlos Jobim: anche se di lui resteranno ovviamente tutte le incisioni, sapere che non è più tra noi crea in me l’impressione di un vuoto senza fine, la consapevolezza che qualcosa si è fermato per sempre. Insomma, mi mancherai davvero molto, caro, indimenticabile Tom, e ti rimpiangerò, così come ancor oggi rimpiango un tuo vecchio amico, “il Poeta” Vinicius De Moraes. Addio, dunque, ma soprattutto… grazie!

di Giancarlo Nicoli

Julia, n°167, agosto 2012, ‘Nella Rete’

Filed Under Fumetti, Letterature, Politica | Comments Off on Julia, n°167, agosto 2012, ‘Nella Rete’

A pagina 101, a proposito di un club:

Si trattava di un sodalizio femminile da ceti alti. Ufficialmente, un’associazione filantropica; in realtà organizzavano galà internazionali, finalizzati a sigillare l’appartenenza sociale.

È un commento che trovo illuminante. Penso che sia applicabile a un gran numero di associazioni ufficialmente filantropiche.

 

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