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di Giancarlo Nicoli

Conosco Stefano da… beh non molti anni in verità. Comunque si tratta di un dettaglio che non ha particolare importanza…

Ho una grande passione per la musica, in molte (ma non tutte) le sue sfaccettature. Ho un passato da musicista, anche. Un giorno, mentre ero al lavoro in farmacia, entra l’amico e coscritto Imerson, anche lui appassionato di musica e tuttora musicista semiprofessionista. Si parla del più e del meno e di come il nostro piccolo paese, Fenegrò, sia o sia stato luogo di residenza di musicisti e cantanti di livello internazionale. Tra questi, mi dice Imerson, Stefano Bagnoli. Scusa, Stefano chi???

Vabbè.

Ho impiegato poco ad andare su Internet, cercare, informarmi, trovare i suoi video su Youtube…

Quindi la volta che Stefano è venuto da cliente, non me lo sono lasciato scappare.

Oggi ho avuto il piacere e l’onore di creare la sua pagina su Wikipedia.

Quello che segue è un testo preparato appositamente per la pubblicazione su Wikipedia:

Stefano Bagnoli (Milano, 17 febbraio 1963) è un batterista e insegnante italiano di musica jazz.

Si tratta di uno dei jazzisti italiani più noti in campo internazionale, anche grazie a una lunga attività oltreoceano. Esponente del Jazz Drumming più classico, ha al suo attivo più di novanta registrazioni, delle quali una trentina da solista.

Biografia

Inizia la carriera musicale, non ancora quindicenne, nel 1978, nel gruppo di Paolo Tomelleri sotto la guida di artisti come Ettore Righello, Sante Palumbo, Gigi Bagnoli, Shirley Bunnie Foy, Franco Tolomei, Marco Ratti, Lelio Lorenzetti, Glauco Masetti, Nando De Luca con i quali muove i primi importanti passi nel mondo professionale jazzistico, televisivo e d’orchestra e, parallelamente, in tre gloriose jazz band milanesi: la Original Lambro Jazzband, la Foggy City J.B. e la Ticinum J.B. storiche e autentiche portabandiera del jazz tradizionale con le quali è in tour in tutta Europa in diverse occasioni nel corso degli anni ’80.

Nel 1980, dopo due anni di guida “batteristica” con Carlo Sola, entra al Conservatorio G.Verdi di Milano nel corso di percussioni di Franco Campioni che lo avvia, parallelamente all’attività jazzistica, ad un’importante e fondamentale esperienza Classica con l’Orchestra Sinfonica G.Verdi e con il gruppo “I percussionisti di Milano” diretti dallo stesso Campioni assieme ad Andrea Dulbecco, Carlo Boccadoro, Luca Gusella e Beppe Cacciolla.

Nel 1986, lasciato il Conservatorio e alimentando costantemente il proprio talento musicale sia in ambito jazzistico tradizionale che moderno, prosegue intensa la collaborazione in Italia e all’estero con i gruppi di Carlo Bagnoli, Sante Palumbo, Gianni Bedori, Bruno de Filippi, Sergio Fanni, Daniele Di Gregorio, Franco Finocchiaro, Roberta Gambarini, Antonio Scarano, Sandro Cerino, Emilio Soana, la “Capolinea big band” diretta da Giorgio Baiocco, il quartetto e la big band di Paolo Tomelleri, Renato Sellani, Marco Detto, Carlo Fava, i tedeschi Fritz Hartschuh, Gustl Meyer, Thilo Wagner e molti ancora.

Nel 1994 entra nel team di Enzo Jannacci affiancandolo in tutte le tourneè teatrali, nella discografia e nei programmi televisivi sino alla sua scomparsa.

Entra stabilmente nel quartetto di Gianni Basso assieme ad Andrea Pozza e Luciano Milanese e con loro e Dino Piana frequenti sono gli viaggi oltreoceano dove i due “padri” del Jazz moderno italiano vengono apprezzati e richiesti.

Nel 2000 scatta la necessità di attuare una metamorfosi artistica e professionale mirata a contesti jazzistici meno ancorati alla tradizione, abbandonando così la maggior parte delle collaborazioni del passato, si rimette in luce nei gruppi di Mauro Negri (Trapezomantilo e JazzClub 4tet) Antonio Faraò Trio, Franco Ambrosetti 5tet, Massimo Moriconi Trio, Claudio Angeleri Pocket Big Band.

Dal 2000 a oggi saltuariamente rinnova la collaborazione con alcuni degli artisti con i quali ha militato a lungo in passato ovvero Carlo Bagnoli, Franco Cerri, Gianni Basso, Gianni Coscia, Renato Sellani, Patrizia Conte, Dario Faiella, Emilio Soana, Paola Folli e altri, con i quali sovente nasce l’opportunità di riunirsi in concerto o sedute discografiche come Furio Di Castri, Enrico Rava, Ares Tavolazzi, Fabrizio Bosso, Andrea Dulbecco, Riccardo Fioravanti, Bebo Ferra, Mauro Negri, Danilo Rea, Rossano Sportiello.

Dal 2004 al 2010 gira il mondo con il primo quartetto di Francesco Cafiso con il quale tuttora continua la collaborazione in vari stage e Master Class nazionali.

Dal 2011 si aggiungono collaborazioni importanti con altri giovani talenti come Dino Rubino, Mattia Cigalini oltreché esordire in veste di leader di un proprio trio con due giovanissime promesse quali Francesco Patti e Giuseppe Cucchiara, lo “Stefano Bagnoli We kids Trio”.

Come didatta svolge un’intensa attività da molti anni in varie istituzioni quali il Conservatorio G.Verdi di Milano, il Conservatorio G.Nicolini di Piacenza e l’Accademia del Suono di Milano, oltrechè stage annuali e corsi di perfezionamento quali “Non Sole Workshop” di Cles, Piazza Armerina in Sicilia, Messina Sea Jazz Festival e Nuoro.

Discografia

Titolo Pubblicazione Etichetta discografica Titolare Album
Malia 2015 Sony Music Massimo Ranieri

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