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di Giancarlo Nicoli

Tutti gli estratti relativi al libro I nostri ragazzi, pubblicati su Scoprire, sono qui. N.B.: Scoprire è un blog, quindi i post sono elencati in ordine cronologico inverso.

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Ho conosciuto Gaspare Barbiellini Amidei due volte.

Circa trent’anni fa, nell’epoca in cui – ero un ragazzo – con la famiglia si andava in val Seriana (un’ora e mezza di automobile all’andata e molto di più, per via del traffico impossibile, al ritorno) a trovare i nonni materni, mi ritrovavo a trascorrere i pomeriggi della domenica eclusivamente in compagnia di adulti.

Andavo nella camera da letto dei nonni, prendevo le riviste “Oggi” e “Gente” dal comodino della nonna e “La settimana enigmistica” da quello del nonno e andavo in camera mia a leggere tutto quanto.

“Oggi”, in particolare, ospitava due rubriche di peso. La prima era La stanza di Indro Montanelli; la seconda era proprio I nostri ragazzi, di Gaspare Barbiellini Amidei. Questo fu il primo incontro.

Il secondo incontro con Gaspare Barbiellini Amidei risale a una dozzina d’anni fa. All’epoca ero collaboratore della segreteria del P.E.N. Club italiano. Svolgevo i normali lavori d’ufficio. Un pomeriggio chiamò proprio lui. Si trattava di un caso personale, che lo riguardava in quanto socio; di quest’uomo mi colpirono la semplicità e l’umanità, la facilità di stabilire un rapporto spontaneo, chiaramente avvertibili anche via telefono. Doveva essere una gran brava persona.

Adesso i ragazzi ce li ho io. Tre, per la precisione: Margherita, Lorenzo, Benedetta. In realtà sono ancora bambini, ma la curiosità e il desiderio di accompagnarli nella loro crescita nel miglior modo che mi sia possibile mi ha fatto tornare in mente, dopo tanto tempo, e attraverso chissà quale associazione di idee, la rubrica I nostri ragazzi, proprio quella che leggevo, quando ancora pure io ero un ragazzo, e che trovavo così interessante perché parlava (anche) di me.

Grazie a Internet ho trovato rapidamente una copia del libro. È un libro che non ha un’edizione corrente. Ho trovato un’edizione BUR del 1983 – che è quella che mi sono procurato. Non ha un codice ISBN.

Inizio la serie dedicata a questo libro con la trascrizione della quarta di copertina.

In queste «storie vere» vivono tre personaggi: un padre e i suoi due figli, Beatrice e Federico. Per i figli adolescenti il padre non è più il maestro indiscusso, l’eroe imbattibile dei tempi della loro infanzia; il padre (l’autore) come tutti i padri di oggi capisce le trasformazioni dell’animo dei figli, ma non può evitare l’amarezza di un’immagine che si è perduta, di un ruolo che pare affievolito. Barbiellini Amidei, docente universitario, tra le più grandi firme del giornalismo italiano, sembrerebbe mettere qui tra parentesi i grandi temi politici e scientifici per studiare e soffrire dal vivo il comportamento dei ragazzi di oggi, a cominciare da quelli di casa sua. I grandi temi, tutti i temi della politica e della morale, poi riaffiorano nei confronti con i figli; ma con un linguaggio nuovo, piano e chiaro, fuori dal gergo iniziatico delle Accademie e dei Palazzi del giornalismo e del potere. La via che l’autore propone è quella del discorso aperto, franco: perché se i padri possono ancora offrire il contributo della loro esperienza ai figli, è pur vero che questi ultimi, al di là dei loro atteggiamenti, conservano intatto e continuano a dimostrare – nei momenti che veramente contano – lo stesso attaccamento alla famiglia e alla casa d’origine dei giovani di sempre.

 

Barbiellini Amidei, Gaspare, I nostri ragazzi, I edizione BUR, Milano, Rizzoli, settembre 1983, 173pp, non ha ISBN

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