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di Giancarlo Nicoli

Fonte: Quotidianosanità.

“Ci restituiscano uno strumento normativo che era il fiore all’occhiello del nostro Paese in fatto di cultura del possesso responsabile dei cani”. A chiederlo è Marco Melosi , presidente dell’AnmvI, l’Associazione nazionale medici veterinari italiani, in riferimento all’Ordinanza del Ministero della Salute per la prevenzione delle aggressioni canine e la tutela dell’incolumità pubblica sospesa dal Tar Lazio per “un cavillo estraneo alla sostanza dell’Ordinanza stessa”, spiega Melosi. E così, per il presidente dell’AnmvI, “si sta privando da molto tempo i medici veterinari, i proprietari, i cittadini e gli animali stessi di uno strumento fondamentale per la tutela dell’incolumità pubblica dalle aggressioni. Il ricorso ha interrotto un percorso culturale virtuoso verso una cultura progredita in fatto di rapporto uomo-animale”.

“Purtroppo – prosegue Melosi – le cronache confermano l’incidenza domestica delle aggressioni da parte di cani evidentemente non gestiti correttamente dentro le mura di casa, nei giardini o in luoghi aperti al pubblico dove è spesso il proprietario il primo a sottovalutare l’importanza del principio di precauzione, quando il suo cane – che egli è tendenzialmente portato a considerare sempre come innocuo e pacifico – può essere esposto a situazioni che una conduzione responsabile, fatta di pochi e semplici accorgimenti, può scongiurare”.

L’articolo completo è qui:
http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=9963

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