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di Giancarlo Nicoli

La gita è freschissima nella memoria, siamo (io e mia moglie) appena tornati.

Il programma originale prevedeva di lasciare l’automobile al Central Park, che non è altro che il nome di un parcheggio a pagamento a circa un quarto d’ora a piedi da Piazza della Riforma (il “salotto” di Lugano, con vista lago). Da lì incamminarsi verso Gandria e pranzare in uno dei ristoranti in loco.

Purtroppo la pioggia ci ha fatto cambiare idea. Abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio sotterraneo vicino a Villa Ciani, quindi siamo tornati a piedi verso sud, verso Piazza della Riforma e ci siamo fermati a pranzo da Burger King. Come potete vedere dallo scontrino, che riproduco, ci è stato applicato un cambio di 1,1 Franchi svizzeri per Euro, che è superiore (a vantaggio di Burger King) di circa il 10% rispetto al cambio ufficiale di venerdì scorso. Notare che mi è stato detto che non è possibile pagare con carta di credito – in quel caso avrei pagato in Franchi e il cambio sarebbe stato effettuato dalla banca, non certo con una differenza così grande. Se ci pensate, vista la piazza finanziaria internazionale che è Lugano, meta di turisti da tutto il mondo, la circostanza ha dell’incredibile.

Lugano, scontrino di Burger King, gita del 20 maggio 2012

Lugano, scontrino di Burger King, gita del 20 maggio 2012

E dopo aver pranzato con un panino con il pollo, patatine, bibita, e aver bevuto un caffè all’americana (o alla tedesca, è lo stesso) cioè molto lungo in bicchiere (0,2 l) con aggiunta di panna liquida e zucchero a volontà, siamo usciti dal fast food e ci siamo incamminati verso nord, costeggiando il lago, che è rimasto pertanto alla nostra destra.

Il lago di Lugano visto dall'estremità di Piazza della Riforma, nei pressi del Burger King

Il lago di Lugano visto dall'estremità di Piazza della Riforma, nei pressi del Burger King

Le immagini sono quello che sono: come ho spiegato prima, oggi pioveva.

Ci siamo avvicinati al parco di Villa Ciani. Invece di girarci attorno, come è più pratico se si vuole andare a Gandria, ci siamo entrati. In un punto in cui c’è una buona vista del lago ho scattato la foto qui sotto, che riprende il monte San Salvatore, con alle falde la frazione di Lugano Paradiso. Come ho spiegato, pioveva e c’era bruma, quindi le immagini panoramiche, che implicano la visione di luoghi distanti, non sono chiare.

Il monte San Salvatore visto dal parco di Villa Ciani, Lugano

Il monte San Salvatore visto dal parco di Villa Ciani, Lugano

Il parco di Villa Ciani, normalmente, la domenica pomeriggio, brulica di luganesi e turisti provenienti tanto da luoghi lontani quanto da località vicine. Oggi, la pioggia ha allontanato quasi tutti.

Nel parco di Villa Ciani, Lugano

Nel parco di Villa Ciani, Lugano

Ho voluto inserire nel post anche questa foto, normalmente insignificante, in quanto le anatre le potete vedere dappertutto e questi germani reali non hanno nulla di speciale, perché mi è venuto in mente un collegamento con una notizia di questi giorni: Mattanza di anatre, testimone minacciato con il coltello. [La cosa bizzarra è che ho passato più di mezz’ora a cercare la notizia sui siti del Corriere di Como, della Provincia di Como e del Giorno, edizione di Como. La ricordavo, ma non la trovavo più. Mi è perfino venuto il dubbio di averla sognata, per fortuna ho trovato la notizia sul profilo Facebook del Corriere di Como e sul conto Twitter, sempre del Corriere di Como. Se provate a inserire il titolo su Google, sui giornali online la notizia non c’è. Curioso, no?]

Germani Reali a spasso nel parco di Villa Ciani, Lugano

Germani Reali a spasso nel parco di Villa Ciani, Lugano

Usciti dal parco di Villa Ciani abbiamo costeggiato l’area del Lido di Lugano. La passeggiata prosegue sul marciapiede a lato strada, siamo in mezzo al traffico diretto verso Gandria e verso l’Italia. Attraversiamo il quartiere di Cassarate ed entriamo in quello di Castagnola, ai piedi del Monte Brè. Questi quartieri, una volta, erano comuni autonomi. Furono aggregati a Lugano nel 1972.

Lugano vista da una terrazza a lago di Castagnola. In primo piano l'area del Lido.

Lugano vista da una terrazza a lago di Castagnola. In primo piano l'area del Lido.

Sempre nel territorio di Castagnola, abbandoniamo la strada cantonale, aperta al traffico veicolare, e iniziamo a percorrere la via pedonale a lago, che ci condurrà a Gandria. La fotografia seguente documenta uno scorcio del sentiero, così come si presenta poco dopo aver lasciato la via carrabile. Gandria fu comune autonomo fino al 2004. Il 4 aprile 2004 venne anch’esso aggregato a Lugano.

Uno scorcio del sentiero Lugano-Gandria.

Uno scorcio del sentiero Lugano-Gandria.

La passeggiata presenta dislivelli, che però sono contenuti. Non è adatta a carrozzine o passeggini, per via del fatto che ci sono alcuni tratti che hanno parecchi scalini. La foto seguente è stata scattata all’altezza delle strutture della Canottieri Ceresio. Sullo sfondo ci sono alcune case, che sono sia dimore di residenza permanente, sia dimore in affitto stagionale. C’è anche un albergo, l’Elvezia al Lago.

Lago e montagna tra Lugano e Gandria visti dalla Canottieri Ceresio.

Lago e montagna tra Lugano e Gandria visti dalla Canottieri Ceresio.

In questo passaggio, la montagna cade a piombo sul lago. Si passa sotto un tetto di cemento armato e sopra un camminamento ricavato nella roccia.

La passeggiata tra Lugano e Gandria: la montagna è a piombo sul lago.

La passeggiata tra Lugano e Gandria: la montagna è a piombo sul lago.

Dopo circa un’ora e un quarto, e circa 4 chilometri e mezzo dalla partenza, arriviamo a Gandria. Il primo edificio che incontriamo, che si può dire ci dà il benvenuto, è la chiesa di San Vigilio. Dati gli spazi angusti in cui sorge, senza grand’angolo non è possibile fotografare interamente la facciata.

Chiesa di San Vigilio, Gandria, vista di fronte.

Chiesa di San Vigilio, Gandria, vista di fronte.

Se giriamo intorno alla chiesa, ci ritroviamo in uno spiazzo più ampio di quello che c’è di fronte alla stessa. Si affacciano sullo spiazzo i servizi igienici per signore e signori, gratuiti.

La foto riprende la chiesa di San Vigilio vista dalla parte absidale, con la torre campanaria. Alla destra del fotografo c’è un negozio-atelier di ceramiche d’arte. È l’attività dei coniugi Raffaella e Gian Luigi Costa, Ceramiche d’Arte Gandria.

Gandria, la chiesa di San Vigilio vista dalla parte absidale.

Gandria, la chiesa di San Vigilio vista dalla parte absidale.

Ancora uno sforzo, andiamo ancora più a nord e arriviamo al limite del paese. Siamo arrivati all’oratorio di San Rocco, accanto al piccolo cimitero. Più in là non si può andare, il sentiero sale verso la strada cantonale, che passa parecchi metri più in alto.

Gandria, l'oratorio di San Rocco con le scale verso il cimitero.

Gandria, l'oratorio di San Rocco con le scale verso il cimitero.

Torniamo indietro e prendiamo camminamenti diversi da quelli che abbiamo usato all’andata. Volevo avvicinarmi al lago il più possibile. Troviamo una panchina al riparo dalla pioggia e ci sediamo, ci riposiamo per qualche minuto. La fotografia mostra un porticciolo privato in primo piano; sulla destra a mezz’altezza c’è la terrazza a lago di un ristorante; l’edificio in fondo a sinistra ospita un altro ristorante.

Gandria, porticciolo privato.

Gandria, porticciolo privato.

Siamo sulla via del ritorno, dunque stiamo andando in direzione sud. Dopo una curva del sentiero abbiamo una spettacolare vista sul lago e sul monte San Salvatore. La foschia e la pioggia impediscono di vedere, in fondo sulla sinistra, la diga di Melide-Bissone.

Gandria, vista sul lago e sul monte San Salvatore.

Gandria, vista sul lago e sul monte San Salvatore.

Tra Gandria e Castagnola, incastonato nella montagna, con stupenda vista lago, c’è l’hotel Elvezia al Lago. È dotato di una straordinaria terrazza a lago, coperta, vivibile con sole e (come oggi) pioggia. L’atmosfera di quiete è straordinaria. Posto incantevole e tranquillo. Attenzione non ho usato i servizi dell’albergo, non sono in grado di esprimermi in proposito, mi limito a descrivere l’aspetto esterno e l’ambiente in cui esso è inserito. I battelli fanno scalo anche qui, per cui questo posto è raggiungibile comodamente.

L'hotel Elvezia al Lago, Lugano Castagnola.

L'hotel Elvezia al Lago, Lugano Castagnola.

In caso di necessità di servizi igienici, ricordate che – lungo il percorso che va da Lugano a Gandria – li trovate: all’interno del parco di Villa Ciani (quindi all’inizio del percorso), poi più o meno a metà percorso, infine a Gandria, dietro la chiesa di San Vigilio. Alcuni ristoranti e alberghi, che si incontrano lungo il percorso, si premurano di indicare, mediante cartelli affissi alle porte d’ingresso, che non concedono l’uso delle proprie toilette ai turisti di passaggio.

La passeggiata va affrontata con abbigliamento sportivo adeguato. Vi invito a calzare scarpe comode, possibilmente da passeggiata. Oggi pioveva e le scarpe da trekking ci hanno mantenuto i piedi comodi e asciutti.

Lungo il percorso sono presenti cestini dei rifiuti e distributori di sacchetti, per raccogliere le deiezioni dei cani.

È stato creato e inaugurato nel 2002 il cosiddetto Sentiero dell’olivo, che si snoda tra Gandria e Castagnola tra boschi e uliveti. Il percorso lungo 7 km è arricchito da 18 tavole informative recanti notizie sulla storia, la botanica, la coltivazione dell’olivo, sulle olive e sull’olio. Esso si snoda in gran parte lungo la passeggiata LuganoGandria.

Lungo la via del ritorno, giunti in località San Domenico, mi sono fermato pochi minuti per prendere qualche appunto sulla gita. Sono stato accolto da una musica di chitarra, proveniente da un appartamento vicino. Accordi e arpeggi suonati alla chitarra elettrica da un residente. Un sottofondo musicale che ha reso ancora più magico e incantevole il luogo. Attimi senza tempo, poesia pura, ricordo indelebile del lago.

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