di Giancarlo Nicoli
Feb
28
Verbania-Cusio-Ossola: Sportello animali all’Asl .
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Fonte: Verbanianews.
Scritto da red.
Sabato 26 Febbraio 2011 09:41
VERBANIA – Nel Vco sono 16mila i cani identificati. L’anno scorso 82 i cani morsicatori controllati. Catturati 262 randagi e adotatti 227.
E’ attivo dal 2008, presso il Servizio Veterinario dell’ASL VCO, lo Sportello per gli animali da compagnia. Parte importante dell’attività dello Sportello è rivolta ai cani: lo Sportello si occupa, tra l’altro, di anagrafe canina, controllo del randagismo (anche promuovendo l’affidamento dei randagi catturati) e registro delle aggressioni e morsicature.
Ci si può rivolgere allo Sportello per la registrazione anagrafica dei cani e la loro identificazione tramite microchip; per il rilascio di “passaporti” per cani, gatti e furetti condotti all’estero; per segnalare problemi legati agli animali e chiedere l’intervento del Servizio Veterinario.
Restando nell’ambito cinofilo, nella nostra anagrafe dal 2005 sono registrati 15950 cani identificati con microchip e 822 con tatuaggio. Particolare attenzione è rivolta alle morsicature, di cui esiste un registro regionale. L’anno scorso sono stati controllati 82 cani morsicatori, su 132 segnalazioni.
E particolare attenzione è rivolta ai canili, oggetto di vigilanza periodica. Nel 2010 sono entrati nei tre canili di prima accoglienza del VCO 262 randagi (di questi 108 sono stati identificati e restituiti ai proprietari), mentre 227 tra animali catturati l’anno scorso e quelli già presenti nelle strutture sono stati affidati in maniera definitiva o temporanea a nuovi proprietari.
Oltre ai canili, gli operatori dello Sportello controllano periodicamente anche i dieci allevamenti di cani presenti nel VCO. Oggetto dei sopralluoghi la verifica dei requisiti strutturali e il rispetto delle norme relative al benessere animale.
Per contattare gli operatori dello Sportello per gli animali da compagnia è possibile inviare una mail all’indirizzo animaliaffezione@aslvco.it, oppure telefonando dal lunedì al venerdì, dalle 8,00 alle 12,00 e dalle 14,00 alle 16,00, ai seguenti numeri: 0323/868060; 0324/491618; 0323/541419.
Comunicato stampa Asl Vco
di Giancarlo Nicoli
Feb
27
Qualche idea di marketing
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Questo post è un work in progress…
…ultimo aggiornamento: mercoledì 2 marzo 2011.
Prima di iniziare a scrivere questo post, ho condotto una breve ricerca. Ho inserito la parola “marketing” sul sito Amazon.it, mi ha dato 2.641 risultati; sul sito Amazon.com, “marketing” me ne ha dati 509.079 (sì, oltre cinquecentomila) (dati aggiornati al 27/2/2011).
Si scrivono in continuazione nuovi libri di e sul marketing. Le idee, più o meno, sono quelle. Una formula magica non c’è. Non è che uno legge dieci libri sul marketing e diventa un mago. È che uno legge costantemente, anche libri sul marketing, e poi mette in pratica le idee che gli sembrano più confacenti.
Questo post, sebbene pubblicato in rete e consultabile da chiunque, nasce per me.
Le note rimandano al libro che mi ha suggerito – direttamente o indirettamente – l’idea.
1 – “Business has a responsibility to give back to the community from which it draws its support” ¹
In italiano viene più o meno così: “L’impresa ha una responsabilità nel restituire alla comunità dalla quale trae il proprio sostentamento”.
Questo sopra è molto più che uno slogan. È un piano d’azione. È quasi una mission (non è una mission, perché non specifica il prodotto o il servizio venduto dall’azienda).
Come si fa a restituire alla comunità ciò che si riceve, e perché questo restituire dovrebbe essere uno strumento di marketing?.
Per esempio, un evento artistico è contemporaneamente un restituire alla comunità (parte degli utili aziendali) e un’occasione di marketing.
2 – Samples ²
Samples, cioè campioni gratuiti. Non sono certo stati inventati da Ben & Jerry. Nel leggere il libro sono rimasto colpito da quante occasioni i protagonisti hanno trovato per distribuire gratuitamente assaggi del prodotto.
A pagina 87 ho sottolineato il seguente brano, a proposito dell’ingresso in un nuovo mercato:
Which meant that we were still left with the problem of creating enough interest in the product so that consumers would buy it. Ben figured that the most effective way to promote the ice cream was to get as many people as possible to taste it.
In italiano diventa:
Avevamo ancora il problema di generare sufficiente interesse nei confronti del prodotto, così che i consumatori lo avrebbero acquistato. Ben giunse alla conclusione che il modo migliore per promuovere il gelato fosse quello di fare in modo che più persone possibile lo assaggiassero.
Uno dei sistemi per “far assaggiare il gelato” a più persone possibile fu quello di andare in giro per la città (in questo esempio si tratta di Boston), fermarsi in luoghi ad alta densità di uffici, entrare nei palazzi e distribuire coppette di gelato a chiunque incontrassero.
3 – Il camper
Poiché non potevano permettersi una campagna pubblicitaria televisiva, e poiché avevano in ogni caso necessità di farsi conoscere in nuovi mercati, Ben & Jerry decidono di acquistare un camper, adattarlo a gelateria mobile, attraversare gli Stati Uniti durante tutta l’estate del 1986 e vendere il proprio gelato.
Uno degli episodi più curiosi riguarda il viaggio, in California, sulla strada numero 1 (che costeggia il Pacifico ed è a una sola corsia per senso di marcia). Capitava che ci fossero lunghe file di automobili in coda al camper, per cui – come gesto di buona volontà – Ben & Jerry attaccavano sul lunotto un cartello in cui annunciavano che alla prima area di sosta avrebbero offerto gelato gratuito a tutti. ³
² op. cit., pag. 87;
³ op. cit., pag. 141-142.
di Giancarlo Nicoli
Feb
24
Sanremo: cane pericoloso e senza controllo del padrone, lettore ferma l’animale in extremis
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Fonte: Sanremonews.
martedì 22 febbraio, 10:28
Gianni Marsiglia interviene per segnalare un episodio pericoloso avvenuto stamani.
“Si ricorda di quell’aggressione del grosso cane pastore tedesco avvenuta più di un anno fa ai danni di un altro cane sulla pista ciclabile in zona San Martino e delle ferite alla testa (venti punti di sutura per il morso subito) riportate dalla dipendente comunale padrona del cane aggredito? Ebbene questa mattina la scena si è ripetuta in modo analogo, alle 7 circa, stessa zona della pista ciclabile, nei pressi di Villa Nobel, esco dal giardino privato del condominio dove abito, il mio cane esce tranquillo per la sua passeggiata mattutina e non è ancora legato… ma appena fuori ci ritroviamo questo “mostro” anche lui libero per la pista deserta, che come vede il mio beagle maschio di 4 anni lo prende subito per una preda da azzannare e inizia così ad attaccarlo con tutta la sua aggressività … il padrone è un po’ lontano e non riesce a controllarlo con la voce, il cane non ascolta e cerca di bloccare il mio cane, mi butto in mezzo per separarlo dal mio cane che ovviamente subisce l’attacco ed è già sottomesso, il mio intervento fa sì che il beagle riesca a scappare ma viene inseguito dall’altro cane anche nel giardino condominiale, si rifugia nell’atrio del palazzo dove però non ha spazio e viene così raggiunto dal lupo che inizia a morderlo; per fortuna li raggiungo in pochi secondi e mi getto di nuovo su questo “mostro”, gli blocco la testa cingendola con il braccio e schiacciandolo con il peso del mio corpo (in questo caso il mio leggero sovrappeso è tornato utile), lo immobilizzo, attendo che arrivi il padrone, una persona anziana (mi limito a definire anziana questa persona ed evito volutamente altri commenti), che quindi lo lega, lo percuote e va via (va via senza nemmeno poi informarsi delle condizioni del mio cane …..) … resto spossato a fianco del mio povero amico terrorizzato, controllo che non abbia ferite, non ne ha, è solo bagnato della bava del suo aggressore lasciatagli mentre tentava di morderlo, sono riuscito a salvarlo dal peggio …
È andata bene, ma mi chiedo: perché devono accadere queste cose? Perché le persone non si prendono la responsabilità delle loro azioni mettendo in pericolo l’incolumità degli altri? … Perché quegli enti e quelle strutture che devono vigilare e rimediare a queste situazioni di pericolosità e di incertezza non fanno il loro dovere? …. Perché per avere giustizia dobbiamo pensare che l’unico modo è di “farsela da soli”? Insomma, certamente seguirà una denuncia per questo ennesimo episodio di irresponsabilità ed inciviltà, e non solo nei confronti del proprietario dell’animale, ma anche nei confronti di quegli enti e quei soggetti che, visti i precedenti inequivocabili, avrebbero dovuto occuparsi di risolvere questo problema.
Anche questa è “qualità della vita”, poter camminare liberamente in un luogo pubblico senza avere il terrore di fare certi incontri, perché le regole si fanno rispettare e per questo ci sono strutture e personale retribuito con i soldi dei contribuenti, e quindi anche miei.”
di Giancarlo Nicoli
Feb
24
La posta dei lettori/ Via Tommaso Gulli, cani pericolosi senza guinzaglio
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Fonte: Ravennanotizie.
martedì 22 febbraio 2011
“Buon giorno, abito in un condominio di via Tommaso Gulli, al 251/b, la zona retrostante i condomini della lottizzazione e lungo il camminamento che circonda l’asilo Mani Fiorite e la scuola elementare Pasini, è divenuta meta di chiunque voglia far fare i bisognini i cani, e fin qui niente di male; il problema è che quasi nessuno usa il guinzaglio né tantomeno la museruola per non parlare del sacchettino per raccogliere gli escrementi degli animali.
Volevo segnalare che per la seconda volta sono stato oggetto di “aggressione” da parte di un pitbull senza guinzaglio nel cortile condominiale ove risiedo, il cane aveva una sorta di museruola, ma senza guinzaglio e la proprietaria distante, molto scocciata del fatto che gli ho chiesto di usare il guinzaglio e di non portare il cane a fare i suoi bisogni nel nostro cortile SOPRATTUTTO perché poi non vengono raccolti. È una vergogna che i camminamenti siano un vero e proprio campo minato disseminato di escrementi.
La cosa che mi chiedo è: come mai non si vede un solo vigile che controlli? Ci sono due scuole, un sacco di bimbi che girano, eppure anche solo a scopo dissuasivo non si fanno controlli. Come sempre bisogna che qualcuno si faccia male prima di intervenire.
Mi scuso del disturbo
saluti”.
lettera firmata
di Giancarlo Nicoli
Feb
23
Casoria: dobermann azzanna bimbo che cerca di recuperare un pallone
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Fonte: Vesuvius.it.
Mario, dieci anni, è da sempre amante degli animali ed in particolare dei cani, una passione che si spera non perderà a causa della tragica aggressione subita. Il ragazzino, vivo per miracolo, è stato assalito da un dobermann di proprietà di un vicino. Il cane, sentendosi minacciato dalla presenza del bambino, lo ha azzannato in più parti del corpo procurandogli ferite gravi, suturate con oltre cento punti chirurgici.
Il piccolo abita nel rione parco dei Pini, quartiere della frazione di Arpino, e non avrebbe mai accarezzato il cane del suo vicino di casa se solo avesse saputo che la razza dobermann è da sempre scelta per “difesa” e che è meglio stare alla larga dal suo territorio. Mario sta giocando a pallone quando accade l’ incomprensibile: dopo un calcio maldestro la sua palla finisce al di là del recinto del vicino, a questo punto il piccolo scavalca velocemente la rete per recuperare la sfera.
Il dobermann notata l’ intrusione del bambino nella proprietà, interviene in maniera decisa su Mario, assalendolo ed azzannandolo rabbiosamente in piu’ parti del corpo. Il bambino cerca di divincolarsi ma non ci riesce, chiede aiuto finchè le sue grida attirano il proprietario che cerca di intervenire immediatamente per sottrarre il bambino alla furia dell’ animale. Il cane azzanna di scatto anche lui, che, seppur ferito, riesce a sottrarre il bambino e a metterlo in salvo.
Il proprietario ed il piccolo vengono immediatamente soccorsi e trasportati in ospedale dove a Mario vengono riscontrate ferite lacero-contuse in ogni parte del corpo, in particolare alle gambe, alle braccia e all’addome. La sua vita è appesa ad un filo: i sanitari sono costretti a lavorare per alcune ore per chiudergli le ferite con piu’ di cento punti di sutura.
Mario ora è in rianimazione ed i medici sembrano essere ottimisti sulle sue condizioni, parlano di una trentina di giorni, salvo complicazioni, durante i quali il bambino si riprenderà. Le cicatrici, purtroppo resteranno sul suo giovane corpo, ma, per fortuna, la sua vita è salva grazie all’ intervento tempestivo del vicino.
Sull’episodio è stata aperta un’ inchiesta della magistratura, che indaga per ricostruire l’ esatta dinamica dei fatti. Il proprietario del cane, intanto, spera che l’ animale non venga ritenuto pericoloso, e per questo abbattuto, ma purtroppo il gesto dell’ animale poteva costare la vita ad un bambino e questo è un dato di fatto che i magistrati non possono ignorare.
di Giancarlo Nicoli
Feb
16
Cassazione: paga i danni la scuola se un cane incustodito morde un alunno nel cortile
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Fonte: Studio Cataldi.
L’amministrazione scolastica ha l’obbligo di vigilare sulla sicurezza degli alunni e deve predisporre accorgimenti per evitare che nelle zone di pertinenza della scuola si possano introdurre terzi (persone o animali) che possano arrecare danno agli alunni. Per questo se un cane incustodito morde un alunno nel cortile della scuola a pagare i danni sarà l’istituto. E’ quanto emerge da una sentenza della terza sezione civile della Corte (la n. 3680/2011) che ha chiarito come detti obblighi scaturiscono dal fatto stesso dell’iscrizione scolastica. Come si legge nella parte motiva della sentenza, “con l’iscrizione gli alunni sono affidati all’amministrazione scolastica che esplica il proprio servizio attraverso il personale – docente e no – e mediante la messa a disposizione di locali, laboratori etc”. Dall’iscrizione deriva dunque a carico dell’istituto “l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni”. Di conseguenza, spiega la Corte “nelle controversie per il risarcimento del danno da lesioni provocate a un allievo dall’aggressione di un cane incustodito avvenuta, in una pertinenza dell’edificio come il cortile, l’attore deve provare che il danno si sia verificato nel corso dello svolgimento del rapporto con la scuola, mentre l’amministrazione ha l’onere di dimostrare che l’evento lesivo è stato determinato da causa non imputabile, essendo stati predisposti tutti gli accorgimenti necessari a impedire l’ingresso a estranei”.
(Data: 16/02/2011 11.00.00 – Autore: N.R.)
di Giancarlo Nicoli
Feb
15
Il presente post fa parte di una serie dedicata al come difendersi dalle telefonate indesiderate. I post precedenti:
- Telefonate indesiderate: un numero verde per difendersi dal marketing telefonico selvaggio;
- Telefonate indesiderate: rivolgersi al Garante della Privacy;
- Quando il telefono è un disturbo. Stop alle telefonate indesiderate.
Fonte: Il sole 24 Ore.
31 gennaio 2011
Oggi è il giorno del debutto del registro delle opposizioni, ovvero l’elenco dove ci si deve iscrivere se non si vogliono ricevere telefonate pubblicitarie. Si tratta di un cambiamento di prospettiva a 360 gradi: fino a ieri, infatti, il telefono poteva squillare soltanto se l’utente aveva detto esplicitamente di non avere nulla in contrario a ricevere chiamate promozionali (il cosiddetto regime dell’opt-in). Da oggi, invece, si entra nel sistema dell’opt-out: la telefonata può arrivare sempre, a meno che il destinatario non risulti iscritto nel registro delle opposizioni o – come viene definito oltralpe, dove il meccanismo è adottato da tempo – nella Robinson list.
L’articolo è coperto da riproduzione riservata e continua qui.
A proposito del Registro delle Opposizioni
Iscrizione, abbonamento, cancellazione
www.registrodelleopposizioni.it
N. verde 800.265.265
Mail: abbonati.rpo@fub.it
Fax: 06.5424822
Raccomandata:
Gestore registro pubblico delle opposizioni – abbonati
Uffico Roma Nomentano
Casella postale 7211
00162 Roma Rm
Informazioni e reclami
infoabbonati.rpo@fub.it
Posta ordinaria o raccomandata: Gestore registro pubblico delle opposizioni – informazioni
Uffico Roma Nomentano
Casella postale 7212
00162 Roma Rm
Un rifiuto in otto mosse
A cura di Riccardo e Rosario Imperiali
Il registro pubblico delle opposizioni
è un archivio informatizzato regolamentato per legge (Dpr 178/2010) che contiene
le utenze telefoniche di quegli abbonati
al telefono che hanno deciso di non ricevere telefonate promozionali o interviste telefoniche per ricerche di mercato.
È gestito dalla fondazione Bordoni che fa capo al ministero dello Sviluppo
Nel registro si possono iscrivere le utenze (cioè i numeri telefonici) e non i nominativi degli abbonati: cioè si iscrive
il numero di telefono di casa oppure quello dell’azienda. Le utenze che si possono iscrivere sono tutte quelle che compaiono sugli elenchi telefonici pubblici e che possono appartenere
ad abbonati (individui o imprese o enti)
Chi intende iscriversi nel registro, può farlo inviando una richiesta al gestore secondo una delle seguenti cinque modalità:
compilando il modulo online che si trova sul sito web del gestore; fornendo i medesimi dati del modulo tramite telefonata al numero telefonico dedicato; con raccomandata ar; via fax; via email (si veda la scheda a fianco con indirizzi e numeri da contattare)
Dal momento che l’iscrizione nel registro decade se cambia l’intestatario o cessa l’utenza, occorre che il registro possa aggiornarsi in via automatica.
Ciò avviene confrontando periodicamente
i dati del registro con quelli presenti
nel database unico che riporta le utenze telefoniche di tutti i gestori telefonici
in tempo reale
La stessa legge di istituzione del registro prevede che gli operatori telefonici comunichino agli abbonati tutte
le indicazioni necessarie per l’iscrizione
in occasione dell’invio della prima fattura successiva all’entrata in vigore del registro (31 gennaio). Altra fonte è il sito web del gestore del registro. Prevista anche una campagna informativa istituzionale
Si può anche dichiarare a chi ci chiama di non voler più ricevere quel tipo di telefonate: in questo caso si tratta di un divieto che avrà valore solo nei confronti di quell’operatore economico. Infine una soluzione magica anche se non giuridica: dire che ci stiamo trasferendo all’estero. Vale anche quando ci dicono che il nostro numero è stato reperito da imprecisati “elenchi pubblici” diversi da quelli telefonici
Se si è già iscritta la propria utenza telefonica presso il registro, specialmente se l’operazione è stata effettuata da poco tempo, lo si può far notare al nostro interlocutore. Vi è infatti, un intervallo temporale di 15 giorni entro il quale l’operatore può utilizzare legittimamente il proprio archivio già raffrontato con il registro pubblico
Una volta iscritta nel registro la propria utenza, l’iscrizione dura a tempo indeterminato. L’iscrizione potrà essere rimossa solo mediante revoca da parte
dello stesso intestatario dell’utenza. Iscrizione e revoca non hanno limitazioni:
si può intervenire quante volte si desidera. Se si cambia utenza occorrerà invece iscrivere la nuova utenza

