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di Giancarlo Nicoli

Tutti gli estratti relativi al libro Un altro giro di giostra, pubblicati su Scoprire, sono qui. N.B.: Scoprire è un blog, quindi i post sono elencati in ordine cronologico inverso.

Per saperne di più a proposito delle nostre recensioni, cliccare qui.

Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra, copertina

Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra, copertina

Incontrai per la prima volta il nome di Tiziano Terzani un sabato sera, mentre seguivo alla televisione della Svizzera italiana (TSI) il programma di Michele Fazioli, che presentava proprio “Un altro giro di giostra”. Mi pare che fosse il 2004, il libro era uscito da poco. Terzani, all’epoca, in Italia era poco conosciuto. Ho scoperto solo di recente che Terzani aveva lavorato alla TSI, quindi Fazioli presentò qualcosa che conosceva bene (non per niente ricordo ancora l’episodio).

Quest’estate, in vacanza, il periodo dell’anno in cui c’è un po’ più tempo per leggere rispetto al solito, quando giro per bancarelle e librerie e cerco di farmi scegliere da un libro, mi è sembrato che Un altro giro di giostra fosse lì ad aspettarmi.

Lo comprai e iniziai subito a leggerlo. Il libro è voluminoso, conta più di 500 pagine.

Lo stile del libro è quello giornalistico. Asciutto, pragmatico, diretto. Le 578 pagine sono volate, fatta eccezione per un po’ di stanchezza, sia mia di lettura, sia credo di scrittura, un po’ dopo la metà del volume.

Nell’accostarsi al libro penso sia utile tener presente che Terzani fu per trent’anni inviato all’estero, in varie nazioni asiatiche, per conto del settimanale tedesco Der Spiegel.

L’inizio, come capita spesso nei libri di valore, è travolgente, diretto.

Questo libro è il racconto – forse dovrei dire reportage – di un viaggio. L’occasione per partire, chiamiamola così, è la scoperta – da parte dell’autore – di avere un cancro. Nella mia vita di tutti i giorni sono farmacista e sono ogni giorno a contatto con persone che soffrono di cancro. Sono consapevole che un conto è avere empatia con le persone che ne soffrono, un altro conto è soffrirne in prima persona. Come si reagisce, quando il medico porta la brutta notizia? Che cosa si pensa? Terzani ce lo dice.

Come cambia la percezione che abbiamo della nostra vita, della consapevolezza di noi stessi? Terzani ci dice che si sentiva di non essere più in dovere di nulla, si sentiva libero, si sentiva felice.

È un libro che dà da pensare, è una torcia elettrica che illumina argomenti, convinzioni e convenzioni con una luce diversa dalla solita.

Avvertenza per chi immagina che Terzani sia un guru. Lui, nel suo libro, interviene in proposito ed è chiarissimo. Non lo era e non voleva esserlo. Trovo fuorviante quella certa mistica che ora, da morto, pare lo circondi.

Terzani inizia il viaggio cercando, quale destinazione, il centro medico più avanzato, il luogo che lo possa guarire dal cancro. Egli sceglie il Memorial Sloan Kettering Cancer Center (MSKCC) di New York, USA. Resta a New York coltivando un sentimento di ambivalenza. Ho scoperto dopo aver terminato il libro che Terzani fu comunista e che in seguito prese coscienza del fallimento di tale sistema. Sapere questo mi ha dato modo di capire meglio l’ambivalenza di cui parlavo prima: il già comunista, probabilmente (almeno in parte – è la mia opinione!) antiamericano, dove va a farsi curare se non proprio nel luogo in cui le applicazioni mediche sono le più avanzate al mondo, cioè in America? Nei link in calce trovate alcuni brani relativi a questo periodo.

Ottenuta la guarigione nella prima tappa, Terzani parte per la parte successiva: la ricerca di un medico, e di una cura, non convenzionali, da usare nell’eventualità di una ricaduta. Questa ricerca lo porterà in Italia e in alcune nazioni asiatiche. In questa parte del libro, che è la più corposa, è come se il mestiere dell’autore prendesse il sopravvento sul motivo che lo ha spinto a intraprendere il viaggio. Al termine di questa parte, divisa in più tappe (India, Tailandia, Hong Kong, Filippine…) Terzani si rende conto che il viaggio più importante non è quello per i luoghi del mondo, al di fuori di sé, ma è quello dentro sé stesso.

L’importanza e la bellezza del libro sono queste. Terzani ci guida, attraverso la sua esperienza, nel viaggio dentro a noi stessi. Chi sono io?

Le ultime tappe sono dedicate alla ricerca di una risposta a questa domanda.

Ho sottolineato numerosi brani, il libro è ricco di spunti e di passi citabili. Alcuni li ho copiati e pubblicati: riporto in calce i link. Inutile aggiungere che la parte terminale è quella più pregnante dal punto di vista spirituale, per quanto l’abbia descritta con una riga. Non me la sento di anticiparla e così togliervi il piacere di prendere in mano il libro, accarezzarlo, sfogliarlo, leggerlo fino alla fine.

Mentre preparavo questa recensione ho letto su Dagospia che l’opera completa di Tiziano Terzani, compresa la più importante biografia pubblicata finora, fa da poco parte dei Meridiani Mondadori, quella collana della casa editrice milanese che tradizionalmente ospita i grandi della letteratura internazionale, i cui libri sono sempre tutti in catalogo. Qualcuno contesta questa scelta, sostiene che Terzani non fu uno scrittore di grande valore letterario e non meriti l’inclusione nei Meridiani.
La mia opinione, per chi ha la bontà di esserne interessato, è questa: non giudico il valore di un autore in base alla presenza nei Meridiani Mondadori. Sarebbe come giudicare la bontà di un cibo in base alla presenza sul menù di un ristorante famoso. Se la Mondadori ha deciso di inserire l’opera completa di Terzani nei Meridiani, buon per gli eredi.

Questo libro entrerà nella storia della letteratura? È (o diventerà) un classico? Noi viviamo adesso. Qui, ora. Il libro è scritto in buon italiano; l’autore ha qualcosa da dire e nel dire ciò che dice trasmette emozioni e offre possibilità di riflessione.
Lo considero un libro prezioso, da ricordare e da meditare di tanto in tanto.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/1.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/2 – Come e dove curarmi.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/3 – Il diritto di non sentirmi più in dovere di nulla.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/4 – Mangi il più naturale possibile.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/5. L’America è un gulag, un campo di lavoro con buon cibo.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/6. La medicina alternativa non ha effetti secondari.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/7. Correre per correre, andare per non arrivare da nessuna parte.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/8. In Occidente vi preoccupate troppo delle cose materiali.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/9. Fuggire nell’occulto e nell’irrazionale.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/10. Un momento senza tempo.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/11. Il dio della Gita non ha un suo popolo eletto.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/12. Vivete una vita in cui potete riconoscervi.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/13. Lasciare agli altri il diritto di sperarci.

Tiziano Terzani: Un altro giro di giostra/14. Questa è l’India.

 

Terzani, Tiziano, Un altro giro di giostra (I grandi), I edizione, Milano, TEA, aprile 2008, decima ristampa maggio 2011, 578pp, ISBN-10: 8850216734, ISBN-13: 978-8850216734.

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