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di Giancarlo Nicoli

Tutti gli estratti relativi al libro Un altro giro di giostra, pubblicati su Scoprire, sono qui. N.B.: Scoprire è un blog, quindi i post sono elencati in ordine cronologico inverso.

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Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra, copertina

Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra, copertina

Ancora una citazione molto lunga. Questa la trovo meritevole di trascrizione perché mi sembra che il lettore medio si avvicini a Terzani come a un guru – cosa che lui non era e non voleva essere. Terzani, pur affascinato dalle medicine alternative, andò a curarsi in uno dei luoghi di scienza più avanzati al mondo. Pur interessato alla spiritualità e al misticismo, mai smise di usare la ragione. Buona lettura.

«Prova. La medicina alternativa non ha effetti secondari. Al massimo non ti fa niente», uno si sente dire. E quella può diventare una trappola mortale. Quanta gente, pensando di evitare le mutilazioni della chirurgia, le devastazioni della chemio e i pericoli impliciti nella radioterapia, si affida a soluzioni apparentemente più facili e più promettenti! La madre cinquantenne di un amico si era messa nelle mani di un «guaritore» per un cancro al seno. Quello le faceva bere dei grandi infusi d’erbe e valutava i progressi della «cura» con l’aiuto di un pendolo. Quando, dopo alcuni mesi, la donna si decise a tornare dal chirurgo che le aveva proposto l’asportazione del seno con buone probabilità di sopravvivenza era ormai troppo tardi. Aveva perso del tempo prezioso. Morì.

Negli ultimi anni questo è diventato un problema particolarmente serio perché certe pratiche, che in passato erano limitate a una fascia ristretta della popolazione esposta alle ventate californiane della new age o alla moda dell’esotismo orientale, sono ormai alla portata di tutti e si stanno diffondendo, come la gramigna, in ogni città e quasi in ogni quartiere d’Europa. A Firenze, un semplice artigiano, un tappezziere venuto a casa a rifare un divano, ha cominciato un giorno a parlarmi dei chakra e dei «flussi di energia» coi quali un «pranoterapeuta» gli aveva fatto credere di poter curare il suo cancro al colon evitando così il chirurgo. Persino a Orsigna, il paese di cento anime nell’Appennino tosco-emiliano dove passo le estati, un amico pastore mi ha raccontato recentemente che faceva ogni settimana qualche centinaio di chilometri in macchina per andare da una «maga tibetana». Nel suo caso, fortunatamente, si trattava di un dolore a una gamba che lo faceva zoppicare. Al massimo rischiava che quella donna lo… guarisse.

Il problema è che non ci sono più filtri, non ci sono più controlli. Tutti credono di sapere tutto, tutti si sentono in grado di giudicare. Le leggi sono inadeguate e la caotica, indiscriminata valanga di informazioni prodotta da internet ha creato quell’ormai diffusissimo sapere a metà che è la peggiore e la più pericolosa forma di ignoranza. In questo vuoto di vera e onesta conoscenza, persino il buon senso viene meno e ogni ciarlatano finisce per avere buon gioco con la gente.

Un tempo, il medico, l’avvocato, l’architetto, l’ingegnere esponevano, a garanzia delle loro prestazioni, la pergamena col proclama della laurea firmata dal rettore dell’università che gliela aveva conferita. Oggigiorno, questa non è più, di per sé, una grande garanzia e comunque nessuno ci fa più caso. La storia di una guarigione, il sentito dire, a volte il semplice suono di una parola esotica sostituiscono le tradizionali garanzie. Né giudici, né associazioni professionali sono ormai più in grado di proteggere il cittadino. Il cittadino stesso, «liberato» come si sente, non vuole più essere protetto. Dopo tutto, anche in questo, come come ormai in ogni aspetto della vita «moderna», chi decide è il mercato e la speranza è la merce di cui non sembra mai esserci un sovrappiù. Chiunque venda speranza ha clienti. E se poi quelli finiscono per essere delle vittime, affar loro. Anzi, colpa loro!

Uno degli aspetti più attraenti delle terapie alternative è che il paziente deve partecipare al processo di guarigione, che molto dipende da lui, dalla sua volontà. Questo però vuole anche dire che, se qualcosa non funziona, non lo si può imputare alla cura: è lui che non ce l’ha messa tutta. I ciarlatani hanno così una perfetta giustificazione per la loro inefficienza.

Terzani, Tiziano, Un altro giro di giostra (I grandi), I edizione, Milano, TEA, aprile 2008, decima ristampa maggio 2011, 578pp, ISBN-10: 8850216734, ISBN-13: 978-8850216734, pp. 90-91.

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