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di Giancarlo Nicoli

Aggiornato il 18 gen 2013.

Ho qualche piccola esperienza di colloqui di lavoro. Nel giro di qualche anno ho assunto tre persone.

A che cosa sto attento, nei colloqui? C’è qualcosa in particolare che mi fa storcere il naso?

Sembrerà una banalità, ma i candidati devono sapersi esprimere in un buon italiano. Sì, anche quelli destinati a mansioni non a contatto col pubblico. Mi sono capitati colloqui con persone che non usano, non sanno usare il congiuntivo e il condizionale. Che hanno un vocabolario ristretto (povero).

Al candidato chiedo sempre di dirmi qualche cosa di sé. Talvolta ho ottenuto qualche frase smozzicata. Quasi scena muta, vorrei dire. Eppure, queste persone hanno risposto a un annuncio. Ecco, se rispondete a un annuncio, domandatevi perché l’avete fatto. Che cosa vi aspettate dal nuovo lavoro? Avete delle proposte, delle idee, che vi piacerebbe portare all’attenzione del nuovo responsabile in azienda? Allora, scrivete ciò che avete in mente ed esercitatevi a esporre i vostri pensieri all’interlocutore.

Provate a preparare tre diverse scalette: una da un minuto, una da tre minuti, una da cinque minuti. Poi, durante il colloquio, sceglierete al momento la versione che vi sembra più appropriata.

Se siete fumatori, vi consiglio di smettere. Potreste incontrare esaminatori cui dia fastidio la puzza di fumo. Immaginate che questa persona vi assuma per lavorare insieme. Avendo l’esaminatore trovato due candidati adatti, e non sapendo scegliere quale dei due  perché tutti e due hanno parità di requisiti, l’esaminatore assumerà un fumatore o un non fumatore?

Cercate di evitare di interrompere l’interlocutore, mentre sta parlando. Potreste farlo innervosire. Le buone maniere dicono che si parla uno alla volta. E voi siete persone di buone maniere, vero?

Curate l’igiene orale. L’esaminatore vi ascolta e voi gli parlate e gli sottoponete il vostro alito cattivo. È una questione di rispetto. Soprattutto è un indice della vostra considerazione per voi stessi. È un andare al colloquio impreparati. L’esaminatore potrebbe domandarsi: «Sarà sempre così?». Nel dubbio, potrebbe passare al candidato successivo.

Curate l’igiene. Tout court. Una volta si è presentata da me una persona che puzzava di sudore. Non c’è niente di male nel lavorare e nel sudare, ma se uno si vuole presentare per consegnare il curriculum, o a un colloquio di lavoro, perché non fare una doccia e indossare vestiti puliti prima di uscire di casa?

Quelle descritte sopra sono piccole cose, piccole attenzioni, che possono fare la differenza tra l’essere assunti oppure no.

In bocca al lupo!

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