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di Giancarlo Nicoli

Tutti gli estratti relativi al libro Un altro giro di giostra, pubblicati su Scoprire, sono qui. N.B.: Scoprire è un blog, quindi i post sono elencati in ordine cronologico inverso.

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Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra, copertina

Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra, copertina

Nonostante le mie aspirazioni a essere qualcos’altro oltre al corpo, qualcos’altro magari di meno materiale, meno soggetto ai mutamenti e alla decomposizione, corpo ero e corpo restavo. Tanto valeva allora che facessi più attenzione a ciò che manteneva in funzione quel corpo da cui tutto ora sembrava dipendere.

«Il 97 per cento di quel che siamo è quel che mangiamo», mi disse, a mo’ di introduzione, la giovane dietologa dell’MSKCC da cui ero stato mandato per farmi consigliare una dieta che mi aiutasse ad affrontare meglio la chemioterapia.  «L’industrializzazione del cibo ha creato grandi disequilibri nel nostro corpo e sta seriamente minando la nostra salute. Per cui mangi il più naturale possibile.»

Se volevo aiutare il mio corpo, dovevo bere molti infusi d’erbe, evitare il latte perché troppo grasso e accontentarmi di quello di soia. Potevo mangiare yogurt magro e tanta frutta. Se insistevo a essere vegetariano, come ero diventato per osmosi vivendo in India, che mangiassi allora tante noci, pinoli, mandorle e semi – ottimi quelli di zucca e quelli di girasole – purché non fossero troppo salati.

«Faccia in modo che i suoi piatti siano coloratissimi, metta assieme verdure rosse, gialle, verdi, nere. Mangi tanti broccoli, porri e aglio a volontà, Due o tre volte al giorno si faccia dei frullati e metta dentro di tutto: carote, mele, spinaci e tutti i frutti di bosco che trova, specie i mirtilli. Mi raccomando: delle arance e dei pompelmi mangi anche la parte bianca. Tutto ciò che è fibra fa bene al suo caso e serve a regolare l’intestino». mi disse e io, come fossi stato ancora il me-giornalista, prendevo appunti.

 

Ciò che mi faceva istintivamente più ribrezzo era il cibo fatto con elementi modificati geneticamente. Le grandi, malefiche aziende alimentari che si sono buttate a capofitto su questo tipo di manipolazione della natura per trarne enormi profitti si son forse chieste quali possono essere le conseguenze, sul corpo umano e sull’ambiente, di questo loro giocare a fare la parte di Iddio? Nel frattempo la roba è in vendita, la gente mangia e chi sa quali diavolreie provocherà. Un giorno ce ne renderemo conto e per tanti sarà tardi.

 

In India ci sono gruppi di persone – i bramini più ortodossi ad esempio – che mangiano solo quello che loro stessi han cucinato, in recipienti che loro stessi han lavato.

Terzani, Tiziano, Un altro giro di giostra (I grandi), I edizione, Milano, TEA, aprile 2008, decima ristampa maggio 2011, 578pp, ISBN-10: 8850216734, ISBN-13: 978-8850216734, pp. 36-37.

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