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di Giancarlo Nicoli

Oggi commento il post di Beppe Grillo, “Comunicato politico numero quarantacinque“.

Prima un estratto del post di Grillo:

Ogni eletto percepirà un massimo di 3.000 euro di stipendio, il resto dovrà versarlo al Tesoro, e rinunciare a ogni benefit parlamentare, iniziando dal vitalizio pensionistico. Dovrà firmare l’accettazione a queste condizioni nero su bianco, prima delle elezioni.

Il mio commento è il seguente:

Tremila euro al mese per fare il deputato sono pochi. Penso per esempio a me, che ho moglie e tre figli e che abito a Como. Dovrei trovare casa a Roma ovviamente, più pagare gli spostamenti con i famosi 3.000 (perché hai detto che bisogna rinuciare ai benefit). E lasciare il mio lavoro, per potermi dedicare a tempo pieno alla Repubblica.

Così restringi le candidature possibili solo a chi è ricco e se lo può permettere.

O a chi in partenza vuole fare il furbo, si candida per entrare in Parlamento e se gli va bene si stacca subito dal Movimento 5 stelle.

È un post che mi puzza. Di faciloneria senz’altro, e poi anche di demagogia naturalmente.

Tu, caro Beppe Grillo, con quanti euri al mese vivi? Più o meno di tremila (3.000)?

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