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di Giancarlo Nicoli

Ultimamente mi sto appassionando al mondo delle cosiddette start up e al venture capital.

(Uh, un altro campo d’interesse… Un sito avrebbe bisogno di specializzazione, non di espandersi senza limiti… Questa è la prima regola perché un sito abbia successo. Ma che cosa ci volete fare, è la mia natura di persona curiosa che mi porta a comportarmi così…).

Che cos’è una start up?

La start up è un’azienda nel momento in cui sta per partire e – per estensione – una piccola azienda è detta start up quando si trova ancora nelle prime fasi della propria esistenza e crescita. Se fosse un essere umano, sarebbe un bambino di età compresa fra zero e tre anni.

Sono aziende che di solito nascono dall’idea di uno o due giovani imprenditori. Tali aziende in genere soffrono per il fatto di essere sottocapitalizzate (in pratica mancano quattrini per pagarsi gli stipendi e per investire in macchine o servizi necessari al proprio sviluppo) e non avere accesso al credito bancario per mancanza di garanzie da parte dei fondatori.

Negli Stati Uniti possono nascere nei garage. Cosa che in Italia è impensabile: vi immaginate un ufficio in garage con di mezzo ASL, sindacati, INAIL, Comuni (per l’abitabilità), ecc…

Che cos’è il Venture Capital?

Il venture capital è l’apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo. Spesso lo stesso nome è dato ai fondi creati appositamente, mentre i soggetti che effettuano queste operazioni sono detti venture capitalist.

L’investimento di venture capital si caratterizza per i seguenti elementi:

  • fase di sviluppo: investe in idee imprenditoriali particolarmente promettenti (seed financing) e società in start up nelle prime fasi di vita (venture financing) fin dalle fasi pre revenue, ovvero senza che siano ancora stati approntati i prodotti/servizi da vendere e quindi nella fase di investimento in prodotto;
  • ambiti tecnologici: investimenti in aree ad alto contenuto di innovazione;
  • rischio: le società in cui i fondi di venture capital investono sono caratterizzate dalla contemporanea presenza di un elevato rischio operativo, ovvero non ha ancora chiaro se la società avrà un mercato per i propri prodotti, e rischio finanziario, per cui l’investitore non sa se avrà modo di recuperare il capitale investito. ¹

L’incontro tra start up e venture capital

È a questo punto evidente che una start up ha bisogno di trovare venture capital per poter crescere; e che il venture capital ha bisogno di trovare start up in cui investire. Questi due soggetti economici hanno bisogno l’uno dell’altro.

Negli Stati Uniti, il Paese delle opportunità per antonomasia, gli aspiranti e i neo imprenditori bisognosi di capitali hanno molte possibilità per entrare in contatto con aspiranti finanziatori. C’è una mentalità imprenditoriale molto sviluppata (forse ho scritto un’ovvietà?).

La situazione in Italia

Anche in Italia, sul modello statunitense, si stanno diffondendo iniziative che hanno lo scopo di mettere in contatto imprenditori con idee – specialmente nei campi tecnologico, Internet, telefonia mobile, farmaceutica – e finanziatori: questi ultimi sia istituzionali (divisioni ad hoc di banche, assicurazioni, aziende di gestione del risparmio) che privati (i cosiddetti Angel Investors o Business Angels).

Qualche collegamento

In questo primo articolo dedicato alle start up e al venture capital segnalo i siti di due organizzazioni di business angels:

L’uso della lingua inglese abbonda, come potete vedere. Che cosa ci volete fare, è la lingua degli affari del nostro tempo.

Chi sono i Business Angels? Sono ex titolari di impresa, managers in attività o in pensione, che dispongono di mezzi finanziari (anche limitati), di una buona rete di conoscenze, di una solida capacità gestionale e di un buon bagaglio di esperienze. Hanno il gusto di gestire un business, il desiderio di acquisire una partecipazione in aziende con alto potenziale di sviluppo e l’interesse a monetizzare una significativa plusvalenza al momento dell’uscita; l’obiettivo dei Business Angels è quello di contribuire alla riuscita economica di un’azienda ed alla creazione di nuova occupazione. ²

Per concludere

Se avete un’idea imprenditoriale ma mancate dei quattrini necessari per svilupparla; se avete denaro da impiegare ma sono le idee che vi mancano, cliccate sui collegamenti che vi ho fornito e navigate spensierati alla scoperta di ciò che potete ottenere attraverso la rete dei Business Angels.

Fonti:

¹ Wikipedia, ad vocem;
² IBAN.r

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