di Giancarlo Nicoli
Nov
14
Addio a Isabel Wakefield
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Isabel Wakefiel è morta qualche giorno fa. È da quando l’ho saputo che sono sconvolto, anche se ormai è passata quasi una settimana. In questi giorni mi capita spesso di pensare a lei. Aveva 32 anni. Il figlio, di tre anni, è rimasto accanto a lei qualche ora, in bagno dov’era caduta, giocava, pensava che la mamma stesse dormendo. Straziante.
Isabel era una mia cliente (posso parlare di certi dettagli personali perché sono usciti sul giornale: non c’è alcuna rivelazione di segreto professionale!). Soffriva di diabete insulino-dipendente da qualche anno.
Era una persona solare, era entrata in simpatia con noi dottori al banco. Approfittavo del fatto che fosse inglese (i giornali riportano che era spagnola, quella era senz’altro la cittadinanza perché era nata là, ma di genitori inglesi; aveva vissuto qualche anno a Portsmouth, dove il fratello possiede un’azienda di vendita di vino e birra) per parlare un po’ con lei in quella lingua, che non ho mai modo di praticare.
Quando la vedevo entrare in farmacia la salutavo invocando il nome a gran voce: «Isabel!». Era sempre di buon umore e con il sorriso sulle labbra. Ci sono alcune persone che quando le incontri ti cambiano la giornata in positivo. Lei era una di quelle.
Le nostre chiacchierate erano sempre brevi, per forza di cose, il tempo di servirla. Una volta era l’attività del fratello, come ho scritto prima, a Portsmouth. Una città che ci accomunava, perché là ho trascorso quattro mesi, al lavoro come farmacista in una importante catena britannica. Quindi avevamo qualche cosa da dirci.
Un’altra volta era la Spagna, da lei molto amata: le spiagge, il clima, la gente, le città. Un’altra volta erano i lavoretti qui in Italia, dove era venuta per amore del marito, italiano, conosciuto in Spagna. Anche la Spagna era un argomento di discussione in comune con noi dello staff, perché la dottoressa Susana, che ne fa parte, è spagnola di Madrid.
Isabel padroneggiava molto bene l’italiano, questo faceva di lei un’ottima segretaria sia per lavoro d’ufficio sia come interprete in convegni, fiere, incontri internazionali.
Veniva talvolta sola, talvolta col figlio, un gran bel bambino, solare anche lui, un bel torello per così dire. Non sono passate più di due settimane dall’ultima volta che l’ho vista. Una delle ultime volte (la penultima!) l’ho trattenuta qualche minuto in più per parlare di una persona, che avevo da poco conosciuto, che sapevo essere suo medico curante. Le avevo chiesto come poter contattare questa persona, dalla quale non mi ero fatto lasciare il recapito, perché intendevo mandarle un paziente. Lei era stata gentile, disponibile, avevamo trovato il modo di scherzare e ci eravamo fatti quattro risate.
Pensare che non c’è più, che non la vedrò più… Sono dispiaciuto e addolorato per lei, che è morta a trentadue anni, è un’età in cui è troppo presto per morire; per suo figlio, che perde la mamma mentre ancora è così piccolo; per suo marito, che ha perso la sua dolce metà e dovrà pensare “per due” al figlio (ho due figli piccoli, il pensiero va a che cosa succederebbe se uno di noi due genitori dovesse improvvisamente mancare – mi vengono i brividi).
Addio cara Isabel, sei nei nostri ricordi, ti sia lieve la terra.
di Giancarlo Nicoli
Nov
11
Milano, morto tassista aggredito per un cane
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Fonte: Ansa.

Luca Massari, il tassista di Milano picchiato a morte per aver investito un cane lasciato libero senza guinzaglio in città
11 novembre, 19:23
di Stefano Rottigni
MILANO – Non ha retto ai calci, ai pugni, alle ginocchiate alla testa. A un mese dal brutale pestaggio subito mentre cercava di scusarsi dopo aver investito un cane con il suo taxi, al quartiere Stadera, zona ad altro tasso di criminalità, alla periferia sud di Milano, il cuore del taxista Luca Massari, 45 anni, ha ceduto. E per la Procura Luca è stato ucciso volontariamente. Alle 11.15, nel reparto di Neurologia dell’ospedale Fatebenefratelli, è morto per arresto cardiaco, causato, però, dalle lesioni al capo che l’uomo aveva subìto per le botte dategli da Morris Michael Ciavarella, 31 anni, e dai fratelli Piero e Stefania Citterio, 26 e 28 anni che ora si trovano in carcere con l’accusa non più di tentato omicidio ma di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. Ciavarella, dopo il fermo, raccontò al pm Tiziana Siciliano di aver picchiato il taxista perché gli “aveva fatto venire i nervi”, Piero Citterio aveva detto di averlo colpito a lungo allo stomaco e al torace. Per i tre il pm chiederà una nuova misura cautelare per il reato più grave.
I fratelli Citterio sono indagati anche per le minacce rivolte ad alcuni testimoni del quartiere ai quali, perché stessero zitti, era anche stata bruciata la macchina. Piero Citterio nei giorni scorsi è stato interrogato anche in relazione all’incendio, che ha confessato, ed è anche accusato di aver picchiato un fotografo, poche ore prima di essere arrestato. Massari da quel giorno non aveva più ripreso conoscenza, dopo che i tre si erano accaniti su di lui perché, inavvertitamente, aveva investito e ucciso il cane della fidanzata di Ciavarella, un cocker che vagava senza guinzaglio per strada. Il taxista era stato colpito a calci e pugni tanto che aveva lesioni alla milza e i denti rotti, ma a causarne la morte è stata con tutta probabilità una ginocchiata rifilatagli con brutalità alla testa e che l’aveva fatto crollare a terra, facendogli battere la nuca.
Oggi Massari è morto e ai medici del Fatebenefratelli non resta che spiegare che le sue condizioni erano “disperate fin dall’inizio”, che aveva una “patologia cerebrale molto grave” e “funzioni cerebrali praticamente nulle”. Due giorni fa aveva cominciato a respirare autonomamente ed era stato portato dal reparto di rianimazione a quello di neurologia ma le sue condizioni non erano migliorate e non aveva mai ripreso conoscenza. Non sarà possibile nemmeno espiantare i suoi organi, come invece concesso dalla famiglia, perché il loro stato era troppo compromesso. La salma del taxista sarà cremata, dopo l’autopsia. Per uno dei difensori dei tre, Carlo Maffeis, pur “nel rispetto della persona morta e dei suoi familiari”, la qualificazione giuridica corretta di ciò che è accaduto è quella di omicidio preterintenzionale e non di omicidio volontario”. Risponde il legale della famiglia Massari, Cristiana Totis: “Colpire in tre, senza fermarsi e colpire organi vitali è indice di una volontà omicidiaria, almeno sotto il profilo del dolo eventuale”. Picchiando selvaggiamente il taxista, quindi, i tre sarebbero rimasti indifferenti alla possibilità che potesse morire.
di Giancarlo Nicoli
Nov
11
Brindisi, strage di gatti ad Appia Verde Aidaa: cani pericolosi girano indisturbati
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Ho messo il presente post nella categoria “Attacchi di cani a persone” anche se in realtà i cani hanno attaccato gatti.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.
di Francesco R. PICCININ
BRINDISI (11 novembre) – Ancora una strage di gatti in via Cappuccini e, più precisamente, all’interno del condominio “Appia Verde”. Da ben quindici anni, nella zona esiste una colonia felina registrata presso il Comune di Brindisi e dunque tutelata dalla legge. Il loro numero, però, nell’ultimo periodo si è quasi dimezzato.
Solo negli ultimi due episodi di aggressione da parte di cani, oltre quindici gatti sono stati uccisi. A denunciare la situazione è Antonella Brunetti, vice presidente dell’Associazione Italiana per la Difesa di Animali e Ambiente.
«Nell’ultima aggressione – racconta – sono stati uccisi cinque cuccioli ed un gatto adulto». La responsabilità, secondo quanto raccontato dalla vice presidente dell’Aidaa, è da attribuire a due pitbull appartenenti ad una persona già identificata dai carabinieri. «Questi cani – racconta – si aggirano liberamente in un’area che va dall’ospedale Perrino fino alla scuola Leonardo Da Vinci. Ai due si uniscono spesso altri cani che, però, a differenza dei due pitbull sono assolutamente mansueti. C’è da aggiungere, poi, che questi due cani si introducono all’interno di giardini privati, durante gli inseguimenti con i gatti, seminando il panico tra i residenti». Secondo quanto denunciato da Antonella Brunetti, la responsabilità delle aggressioni dei due cani va ascritta in toto al loro padrone.
«Questa persona – spiega – non è assolutamente in grado di accudire i suoi animali. Questo è risultato evidente a seguito dell’episodio dello scorso aprile ma, da allora, nulla è cambiato. Chiediamo dunque che vengano adottate tutte le cautele del caso nei confronti dei cani. A pagare, però, deve essere il loro padrone. Questi poveri animali, infatti, sono solo vittime di chi non è capace di educarli e curarli». A seguito dell’episodio dello scorso aprile, il proprietario dei cani in questione fu sanzionato per omessa custodia ma, evidentemente, il provvedimento non ha sortito gli effetti sperati. L’ultima strage, infatti, risale a pochi giorni fa. «A farne le spese – precisa la vice presidente dell’Aidaa – sono soprattutto i cuccioli e gli adulti più male in arnese, che non riescono a sfuggire al loro terribile destino». I due cani, tra l’altro, secondo le denunce di Antonella Brunetti e dei residenti, entrano nei giardini privati e se la prendono anche con i cani di proprietà che i padroni portano a spasso in zona. «Non vorrei – aggiunge la vice presidente dell’Aidaa – che si aspettasse un episodio più grave, magari l’aggressione ai danni di un bambino, per prendere provvedimenti seri».
Nel frattempo, l’associazione animalista ha deciso di far partire una vera e propria denuncia, sui fatti accaduti nei giorni scorsi ma anche sull’episodio di aprile, sia da Milano (dove ha sede l’associazione), sia da Brindisi, dove le aggressioni sono accadute. Anche l’amministratrice del condominio Appia Verde, inoltre, è stata informata dai residenti di quanto accaduto nei giorni scorsi.
di Giancarlo Nicoli
Nov
11
Sanremo: donna ferita dopo l’aggressione di un cane
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Fonte: Sanremo News.
Intervento di soccorso in tarda serata in via Martiri a Sanremo. Ancora pochi i dettagli ma sembra che una donna sia stata aggredita da un cane. Le ferite riportate avrebbero reso necessario il trasporto in Ospedale. Sul posto, all’altezza del distributore di benzina, è intervenuta una squadra medca del 118 ed un equipaggio della Croce Verde di Sanremo. La donna è stata subito caricata in ambulanza e portata al nosocomio per accertamenti e cure.
S. Michero
di Giancarlo Nicoli
Nov
8
Lancet: «L’alcol è la sostanza più dannosa»
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Secondo uno studio pubblicato sul prestigioso Lancet l’alcol è la sostanza più pericolosa, più di eroina e crack. Il tabacco invece avrebbe quasi gli stessi effetti deleteri della cocaina. Sono queste le conclusioni del professore britannico David Nutt, che un anno fa era stato licenziato da consulente del governo laburista di Londra per la sua visione non convenzionale della lotta agli stupefacenti. Ma nonostante abbia perso il posto non ha abbandonato il suo campo di analisi e con altri esperti dell’Independent Scientific Committee on Drugs ha condotto un ampio studio, considerando 20 sostanze che producono dipendenza e analizzandole in base a due categorie: i danni che possono provocare all’individuo e quelli causati agli altri e alla società (come crimine, danni ambientali, costi per l’economia e la sanità, ecc.).
Eroina, crack e crystal meth (metanfetamina) sono le sostanze più dannose per le persone che ne fanno uso, ma se si tiene conto di entrambi i punteggi diventa l’alcol la «droga» più nociva di tutte, con un punteggio di 72 (su 100). Staccata a 55 c’è l’eroina e a 54 il crack. La cocaina raggiunge i 27 punti, solo uno in più del tabacco, altro piacere legale. L’anfetamina è a 23, mentre la cannabis a 20. In ultima posizione i funghi allucinogeni, con 5 punti. La Gran Bretagna è un Paese dove l’alcolismo, soprattutto tra i giovanissimi, è una piaga sociale allarmante. Ma il governo tira dritto per la sua strada e ieri il ministero della Salute ha fatto sapere che non cambierà la classificazione delle droghe, che è già efficace così come è stata concepita.
Fonte (tutti 2 novembre 2010):
- Corriere della Sera, pag. 25.
- Il Messaggero, pag. 11.
- La Repubblica, pag. 22.
- La Stampa, pag. 25
di Giancarlo Nicoli
Nov
7
Protegge bimba di 2 anni da attacco dogo, azzannato
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Fonte: Ansa.
Aggressione alla periferia di Sassari, ferito a un braccio
05 novembre, 13:30
(ANSA) – SASSARI, 5 NOV – Un giovane sassarese di 27 anni e’ stato azzannato dal suo cane, un dogo argentino, alla periferia di Sassari mentre cercava di proteggere una bimba di due anni contro la quale l’animale si stava avventando. Il ferito e’ stato portato al pronto soccorso dell’ospedale sassarese: le sue condizioni non sono gravi. Il fatto e’ avvenuto questa mattina nella zona di Crabulazzi dove il giovane stava passeggiando con il cane. E’ riuscito a salvare la bambina ma il dogo gli si e’ avventato contro un braccio. Sul fatto stanno svolgendo accertamenti gli agenti della Polizia di Stato.(ANSA).
di Giancarlo Nicoli
Nov
7
Stereotaxis Awarded $1.5 Million in Grants under the Qualifying Therapeutic Discovery Project Program
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From the press release.
ST. LOUIS, Nov. 4, 2010 /PRNewswire via COMTEX/ –
Stereotaxis, Inc. (Nasdaq: STXS) announced today that it has been awarded $1.5 million in grants under the Qualifying Therapeutic Discovery Project Program that was enacted under the Patient Protection and Affordable Care Act of 2010. The program targets projects that show potential to produce new therapies or medical technology that assists in the delivery or administration of therapeutics, addresses unmet medical needs and reduces the long-term growth of health care costs. Stereotaxis was awarded the grants for 2009 and 2010 projects related to the Company’s Niobe(R) Remote Magnetic Navigation System and Odyssey(TM) system, which are designed to provide a safer and more effective healthcare solution for treating heart arrhythmias using magnetic catheters within the heart.
“We are pleased that the U.S. Department of Health and Human Services recognizes the potential impact that Stereotaxis’ innovative technologies can have for patients suffering from diseases of the heart,” said Michael P. Kaminski, President and Chief Executive Officer of Stereotaxis. “These grants will allow Stereotaxis to further enhance and expand the capabilities of our technology in an effort to treat the most common type of heart arrhythmias, atrial fibrillation, as well as ventricular tachycardia and other cardiovascular disorders.”
About Stereotaxis
Stereotaxis designs, manufactures and markets an advanced cardiology instrument control system for use in a hospital’s interventional surgical suite to enhance the treatment of coronary artery disease and arrhythmias. The Niobe(R) Remote Magnetic Navigation System is designed to enable physicians to complete more complex interventional procedures by providing image guided delivery of catheters and guidewires through the blood vessels and chambers of the heart to treatment sites. This is achieved using computer-controlled, externally applied magnetic fields that govern the motion of the working tip of the catheter or guidewire, resulting in improved navigation, shorter procedure time and reduced x-ray exposure.
Stereotaxis’ Odyssey(TM) portfolio of products provides an innovative enterprise solution for integrating, recording and networking interventional lab information within hospitals and around the world. Odyssey(TM) Vision integrates data for magnetic and standard interventional labs, enhancing the physician workflow through a consolidated display of multiple systems and eliminating the challenge of interacting simultaneously with many separate diagnostic systems. Odyssey(TM) Enterprise Cinema then captures a complete record of synchronized procedure data that can be viewed live or from a comprehensive archive of cases performed. Odyssey(TM) then enables hospitals to efficiently share live and recorded clinical data anywhere around the world to maximize referrals and promote collaboration.
The core components of the Stereotaxis systems have received regulatory clearance in the U.S., Europe, Canada and elsewhere. For more information, please visit www.stereotaxis.com and www.odysseyexperience.com.
This press release includes statements that may constitute “forward-looking” statements, usually containing the words “believe,” “estimate,” “project,” “expect” or similar expressions. Forward-looking statements inherently involve risks and uncertainties that could cause actual results to differ materially from the forward-looking statements. Factors that would cause or contribute to such differences include, but are not limited to, continued acceptance of the Company’s products in the marketplace, the effect of global economic conditions on the ability and willingness of customers to purchase our systems and the timing of such purchases, competitive factors, changes resulting from the recently enacted healthcare reform in the U.S., including changes in government reimbursement procedures, dependence upon third-party vendors, timing of regulatory approvals, and other risks discussed in the Company’s periodic and other filings with the Securities and Exchange Commission. By making these forward-looking statements, the Company undertakes no obligation to update these statements for revisions or changes after the date of this release. There can be no assurance that the Company will recognize revenue related to its purchase orders and other commitments in any particular period or at all because some of these purchase orders and other commitments are subject to contingencies that are outside of the Company’s control. In addition, these orders and commitments may be revised, modified, delayed or canceled, either by their express terms, as a result of negotiations, or by overall project changes or delays.
SOURCE: Stereotaxis, Inc.
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