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di Giancarlo Nicoli

Fonte: Il Tempo.

Roma, 11 ott. (Adnkronos Salute) – Sono circa una settantina al giorno i litigi dovuti alla presenza di cani nei parchi pubblici. Secondo lo sportello online di tutela legale dell’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente), nel 2009 le segnalazioni sono state oltre 25 mila. Il 44% di queste è motivata dalla presenza contemporanea di bambini e cani negli stessi parchi. Seguono i litigi per i cani lasciati liberi nei parchi (28%) e le aggressioni ad altri cani (14%), mentre l’11% delle controversie nasce dalla mancata raccolta degli escrementi degli animali. Molto spesso queste liti si risolvono senza conseguenze, ma in almeno un migliaio di casi ci sono stati tentativi di avvelenare gli animali e raccolte firme per chiedere l’allontanamento dei cani dai parchi frequentati dai bambini. In 423 casi le liti sono degenerate nella violenza, provocando il ricovero in ospedale di 66 persone nel 2009. “Che agli italiani piaccia litigare è oramai assoldato, e gli animali sono uno dei motivi preferiti per attaccare briga – dice Lorenzo Croce, presidente di Aidaa – Quello dei litigi nei parchi è un fenomeno diffuso prevalentemente nei parchi cittadini e nei mesi estivi. Analizzando i dati in nostro possesso, possiamo affermare che almeno la metà delle liti potrebbero essere risolte con un poco di buon senso e di maggiore educazione, come nel caso della mancata raccolta delle deiezioni che francamente sanzionerei pesantemente”, sottolinea. “Vi è poi la questione delle aree cani di cui dovrebbero essere dotati tutti i parchi e che purtroppo spesso sono ancora un miraggio – precisa Croce – Resta inteso che litigare per un cane può starci, ma mettersi le mani addosso o spargere bocconi avvelenati è un reato a prescindere dal motivo che porta a questo comportamento, e che come reato noi denunciamo alle autorità preposte senza guardare in faccia a nessuno”.

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