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di Giancarlo Nicoli

Fonte: Il Giornale di Trani/Radio Bombo.

Venerdì 10 Settembre 2010

Non è passato molto tempo dalle segnalazioni giunte in redazione riguardanti la presenza di cani randagi in città ed oggi ne giunge una nuova e pare ben più grave. Paolo Galante e Luigi Musicco, due tranesi, sono stati aggrediti da parte di un gruppo di dodici cani. Non sappiamo se il gruppo di randagi sia lo stesso protagonista di aggressioni ai danni di gatti e bidoni dell’immondizia nella zona Nord della città ma questa ipotesi non è esclusa.

Nella mattinata di martedì 7 settembre, i due si recavano nel fondo di proprietà del sig. Musicco sulla provinciale Andria-Trani, in contrada Santa Chiara. Appena entrati ed iniziati i lavori alle ore 6.15 circa, sono stati accerchiati ed attaccati da questo gruppo di cani.

Il signor Galante è stato azzannato al polpaccio destro mentre il signor Musicco, più anziano, a seguito di una caduta è stato azzannato in più parti del corpo riportando lacerazioni ed escoriazioni. Galante successivamente ha aiutato Musicco a rialzarsi e i due si sono messi in salvo solo dopo esser riusciti a rifugiarsi nella propria macchina.

I due si sono recati in ospedale per le cure in stato di shock. Questa volta l’aggressione c’è stata e a danni di persone; è la seconda aggressione subita da persone a causa di cani randagi o meno durante questa estate. L’altra aggressione, ricordiamolo, è quella subita da due coppie coratine nei pressi della zona Boccadoro.

Proprio in questa zona altri contadini e alcuni bagnanti hanno avvistato gruppi di cani che gironzolano tra i campi. Il signor Paolo Galante e il signor Luigi Musicco sono scottati dall’esperienza e chiedono che la zona venga bonificata e ci siano i giusti controlli per evitare che si verifichino ulteriori situazioni di pericolo.

Da segnalare che in questi giorni la nostra redazione, così come le istituzioni della città, sono state oggetto di una “catena di Sant’Antonio” da cittadini ed associazioni animaliste da parte di tutta Italia che chiedono la sterilizzazione dei randagi e che non si proceda ad altri interventi come la soppressione di questi animali.

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