web analytics
Pubblicità

di Giancarlo Nicoli

Ho letto con interesse l’articolo di Mario Sechi per Il Tempo, articolo ripreso da Dagospia; in più, dopo qualche ora, Dagospia ha pubblicato un secondo articolo del Tempo, firmato Marlowe (riprendere due articoli molto simili tra loro in un giorno, dallo stesso giornale, è un segnale – secondo me).

In sintesi, Sechi e Marlowe sostengono che l’attuale momento di crisi di immagine del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, sia da addebitare a una manovra antitaliana da parte di Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti d’America. La causa dell’attacco andrebbe ricercata nella politica estera di Berlusconi, orientata agli affari e non (più) subordinata agli interessi degli alleati atlantici. Marlowe scrive di investimenti in Libia di circa 40 miliardi di euro nei prossimi anni.

Mi fa ridere quando l’attuale Premier italiano viene dipinto come una vittima. Questo povero Berlusconi, che da capo del governo assiste impotente allo spettacolo del Parlamento che vota una legge, che consentirebbe alla Mondadori – di proprietà del Berlusconi medesimo – di liquidare un’imposizione fiscale evasa di 350 milioni di euro con 8,6 milioni di euro. Non male come sconto.

Povero Silvio Berlusconi, potere debole, che in fin dei conti – secondo la rivista statunitense Forbes – è solo il terzo uomo più ricco d’Italia e 74° nel mondo. L’attuale Presidente del Consiglio (carica detenuta per un totale di circa nove anni a oggi) è protagonista della vita politica italiana da ormai quindici anni. Egli possiede televisioni, case editrici, compagnie di assicurazione, società sportive, proprietà immobiliari. A Fininvest, la società di controllo di Berlusconi, facevano capo (l’articolo collegato è del 2001) decine di società cosiddette off-shore. Non ce lo vedo proprio nei panni della vittima.

In una democrazia l’impegno politico dovrebbe essere vissuto come un servizio ai propri concittadini, alla ricerca (sia pure di parte) del bene comune.

Ho un pensiero paradossale. 340 milioni di euro rapportati a 40 miliardi sono qualcosa meno dell’uno percento. Se li immaginassimo come una sorta di commissione, sarebbero una commissione modesta, dopo tutto.

Comments

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

%d bloggers like this: