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di Giancarlo Nicoli

La nuova manovra finanziaria ha un impatto notevole sulla farmacia. Gli utili si ridurranno, in qualche caso drasticamente. Il sindacato dei titolari, Federfarma, ipotizza che molti colleghi saranno costretti a chiudere.

I governi cambiano, ma le finanziarie vanno sempre a prendere i soldi in tasca ai farmacisti, che pure sono la categoria professionale più apprezzata dai connazionali.

Eppure, la spesa pubblica per i medicinali erogati dal Servizio Sanitario Nazionale in farmacia incide per solo il dieci percento della spesa sanitaria totale. L’altro novanta percento è spesa ospedaliera. Le cifre sono notevoli. A fronte di una farmacia, che eroga il servizio pubblico più apprezzato in Italia (e anche nel mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità), che servizio offrono gli ospedali?

Oggi pomeriggio sono andato in uno degli ospedali comaschi a render visita a un amico, ricoverato in seguito a un pesante intervento chirurgico. È in una stanza doppia. Dormiva. Non ho osato disturbarlo. Mi sono seduto. Vicino a me c’era la moglie dell’altro degente.

Si è svegliato dopo circa venti minuti, forse disturbato da alcuni rumori che venivano dal corridoio. Mi sono avvicinato e l’ho salutato. Abbiamo iniziato a scambiare qualche parola, con lui affaticato che poteva parlare piano e poco per volta. Poco dopo è arrivata la figlia, che lo ha travolto di parole affettuose, di domande, di scuse per non essere arrivata prima.

Gli chiede: «Hai mangiato oggi?». «Te lo dico domani.» «Come sarebbe?». Il padre non ha voluto rispondere. La figlia parla d’altro per qualche minuto, gli dice di aver portato un paio di uova, gli mostra mentre le ripone nel comodino di fianco al letto. Poi torna alla carica: «Oggi hai mangiato? Che cosa ti hanno portato?». «Mi hanno portato un piatto di spaghetti. Ho infilato la forchetta, per mangiarli, e la forchetta è rimasta in piedi da sola». Guarda me: «Tu li avresti mangiati?» Ho risposto con un cenno di diniego. «La bistecca era come la suola dei miei scarponi. C’era la frittata, ho mangiato quella».

Questo è lo stato degli ospedali comaschi oggi. Con quello che costano al contribuente.

Non si può fare nulla per intervenire perché gli ospedali sono serbatoi di voti. Gli ospedali più grandi sono in grado di eleggere due o tre deputati. Quelli più piccoli e medi eleggono sindaci, consiglieri comunali, provinciali, regionali.

Quanto durerà?

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