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di Giancarlo Nicoli

Non è un vero golpe, perché non coinvolge il governo nazionale ma due governi regionali, allora lo chiamo il “golpino”. E quella in cui viviamo non è più una democrazia, ma non è nemmeno una dittatura. I dissidenti latino-americani penso la chiamerebbero una “dittablanda”.

La domanda alla quale bisogna rispondere è la seguente: se una qualunque lista dell’opposizione, dopo aver presentato in tribunale le carte relative alla partecipazione alle elezione regionale, fosse stata respinta per via del più piccolo vizio di forma, avrebbe trovato il governo pronto a legiferare per riammeterla?

Ne scrive Beppe Grillo, e sono completamente d’accordo con lui (pubblico uno stralcio):

Da questa notte l’Italia non è più, ufficialmente, una democrazia. Napolitano ha firmato il decreto della legge interpretativa del Governo che rende alcuni italiani più uguali degli altri. Le leggi d’ora in poi saranno interpretate, ogni volta che converrà a loro, da questi golpisti da barzelletta e, alla bisogna, interverrà un presidente della Repubblica che dovrebbe essere messo sotto impeachment per alto tradimento.
Napolitano ha firmato di notte, di fretta, mentre gli italiani dormivano (forse per una volta si vergognava anche lui). Le liste elettorali senza firme, con firme non autenticate, liste neppure presentate, le liste porcata sono state interpretate, riverginate. Formigoni e Polverini sono stati riammessi. Una qualunque lista dell’opposizione con il più piccolo vizio di forma sarebbe stata respinta. Siamo in dittatura. Sembra strana questa parola detta all’inizio di una nuova primavera: “dittatura“.

Il post completo è qui: http://www.beppegrillo.it/2010/03/colpo_di_stato.html

Perfino la Chiesa Cattolica, solitamente prudente, ha qualche cosa da dire:

“Cambiare le regole del gioco mentre il gioco è già in atto è altamente scorretto, perchè si legittima ogni intervento arbitrario con la motivazione che ragioni più o meno intrinseche o pertinenti mettono un gioco un valore”. E’ quanto sottolinea Monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, e presidente per gli Affari Giuridici della Cei, in un intervento su Radio Vaticana sul rapporto tra voto elettorale e democrazia.

Link: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/02/27/visualizza_new.html_1708895521.html

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