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di Giancarlo Nicoli

Il caffè è un piacere salutare: berlo, anche decaffeinato, riduce il rischio di diabete; analogo ma meno protettivo è anche l’effetto sortito dal consumo di tè. E’ quanto dimostra la revisione, pubblicata sulla rivista Archives of Internal Medicine, di 18 studi su consumi di caffè e tè che hanno coinvolto nel loro insieme, dal 1966 ad oggi, 457.922 partecipanti. Lo studio è stato condotto da Huxley Phil, dell’Università di Sydney. Secondo stime mondiali entro il 2025 ci saranno approssimativamente 380 milioni di individui colpiti da diabete e, per quanto si sappia che la dieta incide molto sulla genesi della malattia, un risultato conclusivo sul consumo di bevande diffusissime come tè è caffè mancava. Gli esperti hanno usato dati di precedenti studi e visto che chi beve da 3 a 4 tazzine di caffè al dì ha un rischio ridotto di un quarto di ammalarsi rispetto a chi ne beve da zero a due; per quanto riguarda il consumo di decaffeinato, il rischio è ridotto di un terzo rispetto a chi non ne beve. Infine il tè riduce invece del 20% il pericolo di ammalarsi. Dati i grossi numeri della malattia nel mondo, gli effetti protettivi offerti da tè e caffè sono significativi e una volta scoperti i loro ‘ingredienti’ segreti, potrebbero essere utilizzati nella prevenzione primaria del diabete. (ANSA).

Fonte: come vedete è l’ANSA, però io copio la citazione di Federfarma

di Giancarlo Nicoli

L’8 dicembre è entrato in vigore in Belgio un Decreto reale che ha stabilito l’allungamento della moratoria sull’apertura di nuove farmacie, portando il limite in scadenza l’8 Dicembre 2009, fino alla stessa data del 2014. La moratoria, introdotta nel 1999 per un periodo di 10 anni, era stata decisa dal Legislatore per diminuire la massiccia concentrazione di farmacie che faceva del Belgio il Paese europeo a più alta densità di esercizi farmaceutici dopo la Grecia.
Dopo 10 anni di moratoria il rapporto tra popolazione e farmacie è passato da 1.900 abitanti a 2.040, ancora non sufficiente tuttavia per garantire “… un approvvigionamento di farmaci che sia adeguato, efficace e regolare”. Il numero attuale di farmacie è ancora di molto superiore al numero massimo stabilito nel 1974, quando si reintrodussero criteri geo-demografici per l’apertura di farmacie.
Secondo quanto affermato nella relazione dell’Agenzia federale del farmaco che accompagna il Decreto: “La moratoria … fa in modo che le farmacie possano generare un giro d’affari sufficientemente elevato, al fine di poter rispondere alle funzioni di servizio pubblico. Questo sistema permette, in effetti, alle farmacie di generare redditi sufficienti per poter investire nella qualità dell’assistenza”.

Fonte: Federfarma

di Giancarlo Nicoli

Questo è una sorta di controcanto al post di Mercato Libero, “Il dopo attacco a Berlusconi…“.

In uno dei punti dolenti sollevati da quel blog, si parla della privatizzazione dell’acqua.

Il problema della recente legge, che privatizza l’acqua in Italia, è che è una legge all’italiana. In altre parole, la privatizzazione dell’acqua, in sé, è un fatto positivo. In Gran Bretagna l’acqua è privatizzata da parecchio tempo, e i risultati sono positivi: la rete idrica perde meno; ci sono meno sprechi; i dipendenti sono diminuiti; la produttività di chi è rimasto è aumentata; il costo del servizio aumenta meno dell’inflazione; le aziende private sono in utile.

In Italia l’acqua costa poco perché a pagare il conto sono i comuni. Si tratta in pratica di un servizio sussidiato. Per questa ragione la privatizzazione – in quanto tale – è positiva. Si toglie dalle mani dello Stato una cosa che lo Stato non sa fare, e la si dà in mano ai privati. Il problema italiano è che siamo… in Italia! Le ditte private sono ex municipalizzate in cui il controllo politico e partitico è ancora molto forte: le nomine sono partitiche; gli appalti sono opachi, ecc.

L’analisi dei problemi italiani più pressanti è invece lucida e chiara. Riporto dal blog (il testo tutto maiuscolo è il loro):

- MA SOPRATUTTO LA MANCANZA DI VALORI DA PARTE DELLA CLASSE POLITICA
- IL TOTALE DISTACCAMENTO FRA POLITICI E CITTADINI,
- LA RIDUZIONE DEI SERVIZI ALLA SANITA’
- LA RIDUZIONE DELL’EDUCAZIONE SCOLASTICA
- LO SCIPPO DEL TFR
- LE PENSIONI VIA VIA RIDOTTE AL LUMICINO
- L’ARROGANZA DI CERTI POLITICI
- L’APPIATTIMENTO DELL’INFORMAZIONE NEI TELEGIORNALI E NEI GIORNALI (ORAMAI ALLA MERCE’ DELLA CLASSE DIRIGENTE)

Dove vedo problemi è nei seguenti due passi:

Oggi noi di Mercato Libero spingiamo per l’unione di persone che si riconosce nei valori del rispetto, della crescita personale e spirituale, della ecosostenibilità, dell’economia etica, del benessere e qualità della vita, delle relazioni consapevoli e cooperative.
Una NUOVA CULTURA che da un lato promuove valori atti a orientare in direzioni più sane, pacifiche ed ecosostenibili i rapporti con se stessi, con gli altri e con il Pianeta e dall’altro prende le distanze da vecchi valori che hanno non poche responsabilità rispetto ai dissesti ambientali e ai gravi problemi socioeconomici della nostra epoca;
Tra essi: il materialismo, la tecnocrazia, lo sviluppo economico illimitato, lo sfruttamento indiscriminato della natura, l’individualismo egoistico, la logica del profitto a breve termine senza curarsi delle conseguenze a lungo termine.

L’Associazione che si sta per costituire avrà, fra i vai compiti, quello di aiutare le persone in difficoltà (ma solo se aderenti al gruppo). Infatti le scarse risorse permetteranno l’aiuto mirato verso i membri del gruppo, che verrà deciso dal comitato dell’associazione.

Vedo due grossi problemi. Nel primo passo si parla di crescita personale e spirituale e di economia etica. Il secondo passo parla di aiutare le persone in difficoltà aderenti al gruppo. Quello che vedo è la formazione di un altro gruppo di potere, che si andrà ad aggiungere agli altri gruppi esistenti ma che – essendo più debole – o soccomberà o si adatterà a convivere con l’esistente senza incidere. L’altro rischio che vedo è la nascita di un gruppo con caratteristiche para-religiose. Se mi posso permettere, una variante non cattolica di Comunione e Liberazione, scherzosamente ribattezzata “Comunione e Fatturazione” dal sito Dagospia.

Se “Mercato Libero” diventerà un partito, necessariamente perderà le caratteristiche di libertà e indipendenza che ha ora. Secondo me, ovviamente.

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