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di Giancarlo Nicoli

Il caffè è un piacere salutare: berlo, anche decaffeinato, riduce il rischio di diabete; analogo ma meno protettivo è anche l’effetto sortito dal consumo di tè. E’ quanto dimostra la revisione, pubblicata sulla rivista Archives of Internal Medicine, di 18 studi su consumi di caffè e tè che hanno coinvolto nel loro insieme, dal 1966 ad oggi, 457.922 partecipanti. Lo studio è stato condotto da Huxley Phil, dell’Università di Sydney. Secondo stime mondiali entro il 2025 ci saranno approssimativamente 380 milioni di individui colpiti da diabete e, per quanto si sappia che la dieta incide molto sulla genesi della malattia, un risultato conclusivo sul consumo di bevande diffusissime come tè è caffè mancava. Gli esperti hanno usato dati di precedenti studi e visto che chi beve da 3 a 4 tazzine di caffè al dì ha un rischio ridotto di un quarto di ammalarsi rispetto a chi ne beve da zero a due; per quanto riguarda il consumo di decaffeinato, il rischio è ridotto di un terzo rispetto a chi non ne beve. Infine il tè riduce invece del 20% il pericolo di ammalarsi. Dati i grossi numeri della malattia nel mondo, gli effetti protettivi offerti da tè e caffè sono significativi e una volta scoperti i loro ‘ingredienti’ segreti, potrebbero essere utilizzati nella prevenzione primaria del diabete. (ANSA).

Fonte: come vedete è l’ANSA, però io copio la citazione di Federfarma

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