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di Giancarlo Nicoli

Questo è una sorta di controcanto al post di Mercato Libero, “Il dopo attacco a Berlusconi…“.

In uno dei punti dolenti sollevati da quel blog, si parla della privatizzazione dell’acqua.

Il problema della recente legge, che privatizza l’acqua in Italia, è che è una legge all’italiana. In altre parole, la privatizzazione dell’acqua, in sé, è un fatto positivo. In Gran Bretagna l’acqua è privatizzata da parecchio tempo, e i risultati sono positivi: la rete idrica perde meno; ci sono meno sprechi; i dipendenti sono diminuiti; la produttività di chi è rimasto è aumentata; il costo del servizio aumenta meno dell’inflazione; le aziende private sono in utile.

In Italia l’acqua costa poco perché a pagare il conto sono i comuni. Si tratta in pratica di un servizio sussidiato. Per questa ragione la privatizzazione – in quanto tale – è positiva. Si toglie dalle mani dello Stato una cosa che lo Stato non sa fare, e la si dà in mano ai privati. Il problema italiano è che siamo… in Italia! Le ditte private sono ex municipalizzate in cui il controllo politico e partitico è ancora molto forte: le nomine sono partitiche; gli appalti sono opachi, ecc.

L’analisi dei problemi italiani più pressanti è invece lucida e chiara. Riporto dal blog (il testo tutto maiuscolo è il loro):

– MA SOPRATUTTO LA MANCANZA DI VALORI DA PARTE DELLA CLASSE POLITICA
– IL TOTALE DISTACCAMENTO FRA POLITICI E CITTADINI,
– LA RIDUZIONE DEI SERVIZI ALLA SANITA’
– LA RIDUZIONE DELL’EDUCAZIONE SCOLASTICA
– LO SCIPPO DEL TFR
– LE PENSIONI VIA VIA RIDOTTE AL LUMICINO
– L’ARROGANZA DI CERTI POLITICI
– L’APPIATTIMENTO DELL’INFORMAZIONE NEI TELEGIORNALI E NEI GIORNALI (ORAMAI ALLA MERCE’ DELLA CLASSE DIRIGENTE)

Dove vedo problemi è nei seguenti due passi:

Oggi noi di Mercato Libero spingiamo per l’unione di persone che si riconosce nei valori del rispetto, della crescita personale e spirituale, della ecosostenibilità, dell’economia etica, del benessere e qualità della vita, delle relazioni consapevoli e cooperative.
Una NUOVA CULTURA che da un lato promuove valori atti a orientare in direzioni più sane, pacifiche ed ecosostenibili i rapporti con se stessi, con gli altri e con il Pianeta e dall’altro prende le distanze da vecchi valori che hanno non poche responsabilità rispetto ai dissesti ambientali e ai gravi problemi socioeconomici della nostra epoca;
Tra essi: il materialismo, la tecnocrazia, lo sviluppo economico illimitato, lo sfruttamento indiscriminato della natura, l’individualismo egoistico, la logica del profitto a breve termine senza curarsi delle conseguenze a lungo termine.

L’Associazione che si sta per costituire avrà, fra i vai compiti, quello di aiutare le persone in difficoltà (ma solo se aderenti al gruppo). Infatti le scarse risorse permetteranno l’aiuto mirato verso i membri del gruppo, che verrà deciso dal comitato dell’associazione.

Vedo due grossi problemi. Nel primo passo si parla di crescita personale e spirituale e di economia etica. Il secondo passo parla di aiutare le persone in difficoltà aderenti al gruppo. Quello che vedo è la formazione di un altro gruppo di potere, che si andrà ad aggiungere agli altri gruppi esistenti ma che – essendo più debole – o soccomberà o si adatterà a convivere con l’esistente senza incidere. L’altro rischio che vedo è la nascita di un gruppo con caratteristiche para-religiose. Se mi posso permettere, una variante non cattolica di Comunione e Liberazione, scherzosamente ribattezzata “Comunione e Fatturazione” dal sito Dagospia.

Se “Mercato Libero” diventerà un partito, necessariamente perderà le caratteristiche di libertà e indipendenza che ha ora. Secondo me, ovviamente.

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