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di Giancarlo Nicoli

Con “Credere all’invisibile”

Compiano (Parma), 5 Settembre – Cesare Viviani, con il libro “Credere all’invisibile” (Einaudi), ha vinto la 19/a edizione del Premio Pen. Era dal 2002 (Andrea Zanzotto, “Sovrimpressioni“) che non vinceva un libro di poesie.

Il Premio Pen, ormai definito l’antipremio, prevede la preparazione di una prima lista di cinquanta libri, tra i quali i soci del sodalizio (vedi Pen Club Italiano) ne scelgono cinque. Tramite una scheda, che viene inviata sigillata alla segreteria del Premio, i soci attribuiscono un punteggio, da uno a cinque, a ciascun libro finalista.

Lo spoglio di tali schede è avvenuto oggi, nella piazzetta di Compiano, alla presenza del notaio Francesco Vincenzo, davanti a un folto pubblico di lettori, scrittori, addetti ai lavori.

“È raro che vinca la poesia – ha commentato Viviani, dopo aver ricevuto il premio dalle mani di Lucio Lami, Presidente onorario del Pen e organizzatore del premio – e questo mi rende ancor piu’ felice’. Viviani ha dedicato il premio a due persone, delle quali ha lodato sia le qualità umane che quelle letterarie, due grandi scrittori, che non ci sono piu’: Mario Luzi e Giuliano Gramigna.

Gli altri finalisti:

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