di Giancarlo Nicoli
Oct
26
Riprendo quest’articolo, apparso nei giorni scorsi, che rielabora un lancio d’agenzia.
Due studi condotti a Napoli e Torino lo confermano: questa presenza garantisce meno rischi per il paziente, migliore uso dei farmaci e un risparmio del 40%.
Il farmacista è il professionista della salute dalla parte del cittadino.
Napoli – In molti paesi anglosassoni è già realtà, ora è in arrivo anche da noi. Il farmacista di reparto è una presenza che, accanto a medico e infermiere, contribuirebbe a evitare il 30% degli errori di terapia e abbassare la spesa farmaceutica ospedaliera del 40%. Potrebbe rivestire anche un importante ruolo di ‘consigliere’ per i dubbi del malato sulla terapia e avvertire il medico di possibili interazioni pericolose da farmaci.
Notizia e dati giungono dal 29° Congresso Nazionale della Società Italiana Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie (SIFO) in corso a Napoli alla Mostra d’Oltremare. “Il farmacista che collabora col medico al letto del paziente è una realtà consolidata già da anni nei paesi anglosassoni e in particolare negli USA – spiega la dottoressa Laura Fabrizio, presidente della SIFO – la nostra Società è impegnata a trasferire questo modello in grado di evitare sprechi ed errori anche nel contesto italiano”.
La ricetta della SIFO si basa non su supposizioni ma su esperienze reali. Gli effetti molto positivi del farmacista in corsia sono stati valutati in due studi condotti a Napoli e Torino. “Secondo il nostro studio triennale – spiega la dottoressa Annamaria Nicchia, presidente del congresso e direttore della farmacia ospedaliera del Cardarelli di Napoli – eseguito da Maria Cammarota e Irene Putaturo, il 50% delle prescrizioni contiene almeno un errore di grado lieve e la metà degli errori avviene in fase di prescrizione e al mattino quando viene somministrata la maggior parte dei farmaci, seguita dalla fase di preparazione dei medicinali (24% degli errori). Il secondo periodo più a rischio sulle 23 ore di operatività è la notte, in cui avviene il 30% degli sbagli.
“Oltre al farmacista in corsia – spiega Pietro Finocchiaro, segretario nazionale SIFO – altri strumenti che consentono di diminuire rischi e spesa sono l’armadio farmaceutico informatizzato (cioè il collegamento elettronico tra corsia e scaffale della farmacia) e la dose unitaria che parte da una confezione di farmaco da cui viene estrapolata la quantità necessaria all’utilizzo giornaliero.
Un altro studio, illustrato stamattina al congresso Sifo, delle Molinette di Torino, ha valutato l’impatto del farmacista di reparto sulla spesa: nel corso dell’ultimo anno su 8 reparti indagati, il risparmio è stato del 41,4% pari a 1.200.000 euro. Inoltre, in questo studio, coordinato dalla dott.ssa Silvana Stecca, direttore della farmacia ospedaliera Molinette con i farmacisti di reparto, Francesco Cattel e Anna Gosco, la sola presenza del farmacista in corsia ha dimezzato il numero di farmaci utilizzati a parità di efficacia della cura, evitando doppioni inutili e ottimizzando il magazzino. Tanto che l’Università di Torino ha dato il via quest’anno al corso di specializzazione post-laurea di farmacista ospedaliero di reparto.
di Giancarlo Nicoli
Oct
24
AAA farmacista cercasi
Filed Under Il mestiere di farmacista | Leave a Comment
(Tratto da Farma7, il settimanale di Federfarma, n. 38, 17 ottobre 2008)
Farmacista, infermiere, ingegnere e designer industriale: secondo i dati elaborati da Unioncamere sono le professioni più difficili da repreire sul mercato.
In particolare, per quanto riguarda i farmacisti, si stima entro fine anno un’offerta di lavoro superiore a duemila unità – la richiesta arriva soprattutto dalla grande distribuzione – ma soltanto metà potrà essere soddisfatta (Il Sole 24 Ore, 6/10/2008).
di Giancarlo Nicoli
Oct
23
Farmacie in testa alla classifica del gradimento
Filed Under Il mestiere di farmacista | Leave a Comment
Cito dall’articolo di Alessandra Mangiarotti, Consumatori, stress da offerte.Tale articolo commenta i numeri che arrivano dall’ultima indagine sulla «customer satisfaction» realizzata da Cfi&Cpf Group, per conto del Centro di formazione management del terziario (la scuola di formazione manageriale nata nel ‘ 94 su iniziativa di Confcommercio e Manageritalia).
Trentadue i settori presi in esame. Farmacie, supermercati e centri commerciali sono in testa alla classifica del gradimento. Servizi pubblici, di assistenza e trasporti, la chiudono. Con i treni e le stazioni fanalino di coda. Crolla la soddisfazione di asili nido (-17%) e uffici pubblici (-8). Perdono punti anche aerei (-6) e sanità privata (-5).
Le farmacie, con un punteggio di 76,9, sono l’unico settore che supera i 75 punti, definiti dalla ricerca come il punteggio dell’eccellenza.
Tutto questo, mentre i politici stanno facendo di tutto per delegittimare e mettere in crisi il servizio farmaceutico. Finte liberalizzazioni, margini di guadagno fissi e imposti per legge, imposizione surrettizia di sconti sui farmaci senza ricetta, pastoie burocratiche, rimborsi – di articoli convenzionati – inferiori ai prezzi d’acquisto, chi più ne ha più ne metta.
Godiamoci l’eccellenza delle farmacie, finché dura…
N.B. I link sono stati verificati e risultano funzionanti al momento della pubblicazione del presente articolo.
di Giancarlo Nicoli
Oct
23
Stereotaxis annuncia la commercializzazione di Odyssey Cinema (TM)
Filed Under Stereotaxis | Leave a Comment
Traduzione e adattamento dall’inglese del comunicato stampa Stereotaxis di Phil Vardena.
Giovedì 23 ottobre 2008
Odyssey Cinema (TM) rappresenta un’estensione importante della piattaforma di gestione delle informazioni Odyssey (TM)
St. Louis (USA). Stereotaxis, Inc. (Nasdaq: STXS), annuncia oggi che è ora entrato in commercio il proprio sistema Odyssey Cinema. Introdotto al Hearth Rythm 2008, e ora in vendita, Odyssey Cinema è la soluzione di Stereotaxis di gestione dei dati per la visione da remoto e la registrazione dal vivo degli interventi.
Odyssey Cinema consente ai medici di vedere da remoto immagini ad alta definizione di una procedura, in diretta. Esso comprende una potente capacità d’archivio che permette ai medici di conservare e riprodurre procedure in toto o in parte. Odyssey Cinema inoltre fornisce ai medici un nuovo, significativo strumento per la collaborazione clinica e la formazione attraverso il network globale Odyssey.
Il dr. Andrea Natale, un esperto leader nella fibrillazione atriale e Direttore Medico Esecutivo del Texas Cardiac Arrhythmia Institute al St. David’s Medical Center in Austin, Texas, ha installato recentemente un sistema Odyssey nel suo laboratorio Niobe. [Leggi tutto...]
di Giancarlo Nicoli
Oct
13
Acquistare farmaci on line è sempre rischioso. Un’ulteriore conferma dei pericoli che si nascondono dietro la vendita – ma a volte si può parlare di vero e proprio “traffico” – di sostanze medicinali attraverso al rete, viene dal Jounal of American Medical Association (JAMA), che ha pubblicato alla fine di luglio i risultati di un’indagine condotta da Robert Saper della Boston University School of Medicine. Ebbene, almeno il 20% delle medicine ayurvediche vendute on line contengono sostanze pericolose come arsenico, piombo e mercurio in concentrazioni superiori ai valori soglia. L’esame spettrografico dei prodotti acquistati on line, per realizzare lo studio, ha rivelato che alcuni di questi avevano concentrazioni di metalli tali da provocare l’ingestione di sostanze quali piombo o mercurio da 100 a 10 mila volte più alta rispetto ai limiti consentiti. A essere esaminati sono stati circa 230 prodotti acquistati via Internet da diversi siti ed è risultato che dal 19 al 21% dei casi erano presenti metalli in concentrazioni molto alte e potenzialmente pericolose. Un rischio notevole per la salute dei consumatori che, ignari, ricorrono al web per acquistare questi prodotti: una ragione di più, secondo gli autori dell’indagine, per incentivare i controlli – al di là della vendita sul web – su questa specifica categoria di farmaci alternativi.
Fonte: Il Farmacista, n° 14, 12 settembre 2008
di Giancarlo Nicoli
Oct
11
Iss: “Influenza, meglio evitare l’omeopatia”
Filed Under Il mestiere di farmacista | Leave a Comment
Arrivano dal ministero della Salute le linee guida anti influenza. Cinque i consigli principali, ispirati dal concetto che l’influenza se ne va da sola, quindi è inutile esagerare con i medicinali. No agli antibiotici, non affidarsi a terapie non convenzionali come l’omeopatia, non somministrare ai bambini farmaci per adulti, non dare mai l’aspirina ai minorenni, vaccinare gratuitamente i più deboli, cioè i cittadini sopra i 65 anni, i malati cronici e i bambini con patologie a rischio. In Italia, sono circa 8 mila le persone che si ammalano di influenza, e nella maggior parte dei casi sono anziani. A dare la notizia è il Corriere della Sera.
«Quando il bambino ha la febbre – scrive il quotidiano – e nell’armadietto delle medicine ci sono solo gocce per adulti, capita spesso che i genitori pensino sia sufficiente moderare il dosaggio per adattarlo alle necessità del piccolo. Errore. Errore grave, secondo le linee guida sull’influenza, che si intitola Come riconoscerla e come combatterla, appena pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità».
«No categorico agli antibiotici – continua l’articolo del Corriere – Il loro impiego può essere anche dannoso, ci si espone a rischi come nausea e diarrea e sviluppano resistenza. Si ricorda che questi farmaci non agiscono contro i virus, incluso quello dell’influenza. Quali sono allora i rimedi? Il manuale elenca i principi attivi. Per l’adulto paracetamolo, ibuprofene e diclofenac, sicuri, ma da prendere solo dopo aver consultato il medico. Ai bambini si consiglia la formula per bocca di paracetamolo e ibuprofene in sciroppo o gocce, in alternativa le supposte. Mai l’aspirina perché può dare origine ad una rarissima sindrome che danneggia fegato e cervello».
«L’influenza è una malattia che se ne va spontaneamente, – conclude il quotidiano – quindi, in teoria, non servirebbe nemmeno curarla se non con riposo e corretta alimentazione, se siamo persone sane e senza particolari problemi di salute. Ogni anno per curare l’influenza o la sindrome influenzale (molto simile, ma scatenata da virus diversi) gli italiani sprecano migliaia e migliaia di euro per pillole e capsulette che in gran parte restano in fondo al cassetto».
Fonte:
* Corriere della Sera del 10 ottobre 2008, pag. 1 e 31.

