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di Giancarlo Nicoli

Vent’anni di studi e 5.000 persone osservate. Un gruppo di ricercatori americani ha disegnato così la mappa del contagio della felicità. Nell’era di internet, gli amici virtuali contano poco: il “virus” si diffonde con il contatto fisico. Una persona con cui si è in sintonia, se abita vicino casa, innalza le chance di gioia del 25%. Un amico infelice, aumenta la nostra infelicità del 7%. Viceversa, un amico felice, aumenta la nostra felicità del 9%. Un regalo da 5 mila dollari ci dà solo il 2% di felicità in più. A illustrare la ricerca pubblicata oggi sul British Medical Journal è il quotidiano la Repubblica.

«Nonostante il successo dei gruppi su Internet – spiega il quotidiano – le emozioni positive non sono capaci di viaggiare né in rete né via telefono. Come un virus vero e proprio, la felicità per trasmettersi ha bisogno del contatto fisico. “Il luogo di lavoro – spiegano James Fowler dell´università della California a San Diego e Nicolas Christakis dell´Harvard Medical School – è come un cuscinetto che blocca il flusso di felicità da un individuo all’altro”. I due, sociologo il primo, un medico specializzato nel rapporto fra umore e salute il secondo, sono gli autori di questo studio che ha scavato fra montagne di dati, interviste e fatti personali relativi a 5.124 persone negli Stati Uniti».

«Nell’ultimo decennio le ricerche sui neuroni specchio – iniziato in Italia, a Parma, dal neuroscienziato Giacomo Rizzolatti – ha aiutato molto a spiegare come avviene la condivisione delle emozioni e come individui diversi possano entrare “in sintonia”. I detrattori di questa teoria sostengono che il meccanismo dell’empatia (negli uomini come negli animali) scatti solo quando osserviamo un altro individuo muoversi».

Fonte: La Repubblica, 5 dicembre 2008, pag. 37-39. A sua volta citata dal sito eDott.

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