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di Giancarlo Nicoli

Quando un’azienda farmaceutica offre al medico, in cambio della prescrizione di un certo farmaco, benefici di varia natura si dice che fa del comparaggio. Le offerte possono essere di vario genere: regali, oggetti d’uso professionale, libri, viaggi, contante.

In Italia esistono alcune aziende specializzate nel cercare di convincere i medici ad accettare una certa cifra per ogni scatoletta di farmaco prescritta.

Il mercato farmaceutico è pieno di medicine di dubbia utilità, doppioni o cattive imitazioni, che nonostante tutto, si vendono e pesano sulle tasche di tutti i contribuenti. Vogliamo un esempio? Esistono molecole che sono commercializzate con più di venti nomi diversi. E’ logico aspettarsi che di tutti questi marchi, solo uno o due raggiungano dei grossi volumi di vendita. Infatti è proprio così, ma gli altri, diciamo quindici, cosa fanno? Sopravvivono, annaspano, cercano di raggiungere il quantitativo minimo, previsto dagli accordi di licenza, che permetta loro di continuare a commercializzare il farmaco.

Se tra le aziende di contorno ne esistono alcune di pochi scrupoli, è facilissimo immaginare che queste, per riuscire a strappare delle prescrizioni, metteranno in atto tutti i metodi, corretti o meno, che riescono a immaginare.

Non chiedetemi i nomi, rischio la galera e questa gente è disposta a tutto…

Una soluzione, però, c’è. Come abbiamo visto, il comparaggio è possibile perché il medico disonesto prescrive farmaci che hanno nomi di commerciali di fantasia. In questo modo, ogni ditta è in grado di contare le prescrizioni del medico e lo ricompensa in proporzione. Ma ammettiamo di obbligare i medici a prescrivere i farmaci non più in base ai nomi commerciali ma in base al principio attivo. Il castello di carte (moneta!) cascherebbe immediatamente, perché a quel punto sarebbe il farmacista a decidere di consegnare una marca che produce il principio attivo piuttosto che un’altra. Il medico sarebbe tagliato fuori dal giro. Non sarebbe più in grado di intascare benefici in cambio delle prescrizioni.

Ecco perché è importante obbligare anche i medici italiani a prescrivere per principio attivo. Come del resto succede anche altrove, per esempio in Gran Bretagna.

Basterebbe copiare.

Una buona parte del brano sul comparaggio è copiato dal libro:

Informatore Anonimo, La mala-ricetta. Dieci geniali mosse del marketing farmaceutico, 2000, 176p. 4a ed., Editore Frilli (collana Controcorrente), ISBN 9788887923025, p. 19 e 21-22

(Scoprire ha acquistato il libro citato).

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