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di Giancarlo Nicoli

L’influenza è già arrivata in Francia e in Scandinavia. Il sottosegretario della Salute, Ferruccio Fazio, lancia l’allarme perché la maggior parte della popolazione italiana a rischio non fa ricorso al vaccino per prevenire le complicazioni, che possono essere anche mortali.

L’influenza, la terza causa di morte per patologie infettive dopo l’Aids e la tubercolosi, ha provocato 20 milioni di morti fra il 1918 e il 1919, 2 milioni nel 1957 e un milione nel 1968. Si stima che in Italia ogni anno siano collegabili a questa patologia 8.000 decessi e migliaia di ricoveri con complicazioni polmonari: ogni 1000 casi di influenza, ce ne sono tre di polmonite. A parlarne è la Repubblica.

«La copertura vaccinale sul territorio italiano – ha dichiarato ieri Fazio – è insufficiente: siamo al 25% delle categorie a rischio quando il nostro obiettivo è del 75. L’appello del Governo è di aumentare la copertura del vaccino in ogni regione».

«L’Organizzazione mondiale della sanità – scrive il quotidiano – attraverso 100 laboratori sparsi in tutto il mondo, ogni anno cerca di indovinare quali saranno le modifiche del virus che provocherà l’epidemia l’anno successivo, al fine così di preparare i vaccini. Secondo questa previsione l’epidemia influenzale 2008-09 sarà provocata da tre ceppi, i primi due individuati in Australia e uno in America».

«Si tratta – ha spiegato Isabella Donatelli, responsabile del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità – di tre ceppi del tutto nuovi, e per questo particolarmente aggressivi in quanto tutti sconosciuti dal nostro sistema immunitario».

Fonti (7 novembre 2008)

* La Repubblica, pag. 27.

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