web analytics
Pubblicità

di Giancarlo Nicoli

Riprendo quest’articolo, apparso nei giorni scorsi, che rielabora un lancio d’agenzia.

Due studi condotti a Napoli e Torino lo confermano: questa presenza garantisce meno rischi per il paziente, migliore uso dei farmaci e un risparmio del 40%.

Il farmacista è il professionista della salute dalla parte del cittadino.

Napoli – In molti paesi anglosassoni è già realtà, ora è in arrivo anche da noi. Il farmacista di reparto è una presenza che, accanto a medico e infermiere, contribuirebbe a evitare il 30% degli errori di terapia e abbassare la spesa farmaceutica ospedaliera del 40%. Potrebbe rivestire anche un importante ruolo di ‘consigliere’ per i dubbi del malato sulla terapia e avvertire il medico di possibili interazioni pericolose da farmaci.

Notizia e dati giungono dal 29° Congresso Nazionale della Società Italiana Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie (SIFO) in corso a Napoli alla Mostra d’Oltremare. “Il farmacista che collabora col medico al letto del paziente è una realtà consolidata già da anni nei paesi anglosassoni e in particolare negli USA – spiega la dottoressa Laura Fabrizio, presidente della SIFO – la nostra Società è impegnata a trasferire questo modello in grado di evitare sprechi ed errori anche nel contesto italiano”.

La ricetta della SIFO si basa non su supposizioni ma su esperienze reali. Gli effetti molto positivi del farmacista in corsia sono stati valutati in due studi condotti a Napoli e Torino. “Secondo il nostro studio triennale – spiega la dottoressa Annamaria Nicchia, presidente del congresso e direttore della farmacia ospedaliera del Cardarelli di Napoli – eseguito da Maria Cammarota e Irene Putaturo, il 50% delle prescrizioni contiene almeno un errore di grado lieve e la metà degli errori avviene in fase di prescrizione e al mattino quando viene somministrata la maggior parte dei farmaci, seguita dalla fase di preparazione dei medicinali (24% degli errori). Il secondo periodo più a rischio sulle 23 ore di operatività è la notte, in cui avviene il 30% degli sbagli.

“Oltre al farmacista in corsia – spiega Pietro Finocchiaro, segretario nazionale SIFO – altri strumenti che consentono di diminuire rischi e spesa sono l’armadio farmaceutico informatizzato (cioè il collegamento elettronico tra corsia e scaffale della farmacia) e la dose unitaria che parte da una confezione di farmaco da cui viene estrapolata la quantità necessaria all’utilizzo giornaliero.

Un altro studio, illustrato stamattina al congresso Sifo, delle Molinette di Torino, ha valutato l’impatto del farmacista di reparto sulla spesa: nel corso dell’ultimo anno su 8 reparti indagati, il risparmio è stato del 41,4% pari a 1.200.000 euro. Inoltre, in questo studio, coordinato dalla dott.ssa Silvana Stecca, direttore della farmacia ospedaliera Molinette con i farmacisti di reparto, Francesco Cattel e Anna Gosco, la sola presenza del farmacista in corsia ha dimezzato il numero di farmaci utilizzati a parità di efficacia della cura, evitando doppioni inutili e ottimizzando il magazzino. Tanto che l’Università di Torino ha dato il via quest’anno al corso di specializzazione post-laurea di farmacista ospedaliero di reparto.

Comments

Comments are closed.

%d bloggers like this: