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di Giancarlo Nicoli

Acquistare farmaci on line è sempre rischioso. Un’ulteriore conferma dei pericoli che si nascondono dietro la vendita – ma a volte si può parlare di vero e proprio “traffico” – di sostanze medicinali attraverso al rete, viene dal Jounal of American Medical Association (JAMA), che ha pubblicato alla fine di luglio i risultati di un’indagine condotta da Robert Saper della Boston University School of Medicine. Ebbene, almeno il 20% delle medicine ayurvediche vendute on line contengono sostanze pericolose come arsenico, piombo e mercurio in concentrazioni superiori ai valori soglia. L’esame spettrografico dei prodotti acquistati on line, per realizzare lo studio, ha rivelato che alcuni di questi avevano concentrazioni di metalli tali da provocare l’ingestione di sostanze quali piombo o mercurio da 100 a 10 mila volte più alta rispetto ai limiti consentiti. A essere esaminati sono stati circa 230 prodotti acquistati via Internet da diversi siti ed è risultato che dal 19 al 21% dei casi erano presenti metalli in concentrazioni molto alte e potenzialmente pericolose. Un rischio notevole per la salute dei consumatori che, ignari, ricorrono al web per acquistare questi prodotti: una ragione di più, secondo gli autori dell’indagine, per incentivare i controlli – al di là della vendita sul web – su questa specifica categoria di farmaci alternativi.

Fonte: Il Farmacista, n° 14, 12 settembre 2008

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