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di Giancarlo Nicoli

Arrivano dal ministero della Salute le linee guida anti influenza. Cinque i consigli principali, ispirati dal concetto che l’influenza se ne va da sola, quindi è inutile esagerare con i medicinali. No agli antibiotici, non affidarsi a terapie non convenzionali come l’omeopatia, non somministrare ai bambini farmaci per adulti, non dare mai l’aspirina ai minorenni, vaccinare gratuitamente i più deboli, cioè i cittadini sopra i 65 anni, i malati cronici e i bambini con patologie a rischio. In Italia, sono circa 8 mila le persone che si ammalano di influenza, e nella maggior parte dei casi sono anziani. A dare la notizia è il Corriere della Sera.

«Quando il bambino ha la febbre – scrive il quotidiano – e nell’armadietto delle medicine ci sono solo gocce per adulti, capita spesso che i genitori pensino sia sufficiente moderare il dosaggio per adattarlo alle necessità del piccolo. Errore. Errore grave, secondo le linee guida sull’influenza, che si intitola Come riconoscerla e come combatterla, appena pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità».

«No categorico agli antibiotici – continua l’articolo del Corriere – Il loro impiego può essere anche dannoso, ci si espone a rischi come nausea e diarrea e sviluppano resistenza. Si ricorda che questi farmaci non agiscono contro i virus, incluso quello dell’influenza. Quali sono allora i rimedi? Il manuale elenca i principi attivi. Per l’adulto paracetamolo, ibuprofene e diclofenac, sicuri, ma da prendere solo dopo aver consultato il medico. Ai bambini si consiglia la formula per bocca di paracetamolo e ibuprofene in sciroppo o gocce, in alternativa le supposte. Mai l’aspirina perché può dare origine ad una rarissima sindrome che danneggia fegato e cervello».

«L’influenza è una malattia che se ne va spontaneamente, – conclude il quotidiano – quindi, in teoria, non servirebbe nemmeno curarla se non con riposo e corretta alimentazione, se siamo persone sane e senza particolari problemi di salute. Ogni anno per curare l’influenza o la sindrome influenzale (molto simile, ma scatenata da virus diversi) gli italiani sprecano migliaia e migliaia di euro per pillole e capsulette che in gran parte restano in fondo al cassetto».

Fonte:
* Corriere della Sera del 10 ottobre 2008, pag. 1 e 31.

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