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di Giancarlo Nicoli

Gli italiani dimenticano tutto, accettano tutto.

Clemente Mastella, ve lo ricordate? Il Ministro della Giustizia del governo Prodi, che tolse la fiducia al governo e lo fece cadere.

Colui che disse di avere ricevuto promessa da Silvio Berlusconi di essere candidato insieme al centrodestra (poi fu deluso).

L’impresentabile, quello che se fosse stato candidato con uno qualsiasi degli schieramenti in campo, avrebbe fatto perdere troppi voti (e per questo nessuno l’ha voluto prendere con sé).

E’ grazie soprattutto a Mastella se ad aprile si son tenute le elezioni ed è grazie soprattutto a Mastella se Berlusconi è tornato al potere dopo due anni (invece che – poniamo – cinque).

Cari lettori, Mastella torna.

Il regime (perché la mia premessa è che l’Italia non sia una democrazia, ma sia in realtà un regime oligarchico mascherato da democrazia) sta recuperando Mastella.

Lo vediamo sui mezzi d’informazione. Clemente Mastella torna sui giornali e in televisione. In basse dosi (“omeopatiche”, verrebbe da dire). Un poco per volta, in modo da far riabituare il pubblico alla sua presenza. Il fatto che i cittadini vogliano Mastella oppure no, non è importante.

A proposito di un qualsiasi argomento di attualità, possibilmente frivolo (perché la “leggerezza” dell’argomento si ripercuota positivamente sulla percezione dell’interessato che ne hanno i cittadini e ne stemperi la carica negativa) Mastella viene chiamato a dire la sua. Ma com’è simpatico Mastella, ma che battute spiritose che fa Mastella. Sentiamo che cos’ha da dire Mastella.

Siamo a fine giugno. Aprile 2008 è passato da poche settimane. Sembrano secoli.

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